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Valeria Fedeli: quasi 50.000 persone richiedono le sue dimissioni

valeria fedeli ministro istruzioneA pochi giorni dall'insediamento del nuovo governo, sono state raccolte quasi 50.000 firme per la petizione online che chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni di premere affinché la Senatrice Valeria Fedeli dia le dimissioni dal ruolo appena assunto di Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. 

I motivi della petizione: 

1) La Senatrice del PD Valeria Fedeli avrebbe mentito su più siti di informazione web circa la reale entità del suo titolo di studio, dichiarando di possedere un titolo di laurea mai conseguito. Dopo lo scoppio delle polemiche su tutti i mezzi di informazione, la citazione della fantomatica "laurea" è stata eliminata da tutti questi siti da parte dello staff del neo-Ministro;

2) La Senatrice Fedeli sarebbe la più accanita sostenitrice dell'introduzione nelle scuole di ogni ordine e grado di corsi e progetti fondati sulle teorie di genere, che negli ultimi mesi hanno portato centinaia di migliaia di famiglie a mobilitarsi nelle piazze e soprattutto nelle scuole dei loro figli, per evitare che sui temi delicatissimi della sessualità e dell'affettività fossero indottrinati secondo teorie ascientifiche e ideologiche. La sua nomina, quindi, inasprisce lo scontro tra le famiglie e il mondo scolastico e non porta quel clima di serenità e nuovo spirito collaborativo di cui invece abbiamo oggi un bisogno essenziale. 

Su questo secondo punto è necessaria un po' di chiarezza, visto che già dai tempi dell’approvazione della riforma della Buona scuola la Fedeli era stata una delle sostenitrici dell’insegnamento di genere, da intendere secondo le sue stesse parole come “la piena attuazione dell’articolo 3 della Costituzione italiana, che dice di non discriminare in base alla religione o all'orientamento sessuale”. 

Appare chiaro, continua la nota dei promotori della petizione, che la nomina di Valeria Fedeli a capo del Ministero dell'Istruzione non è una scelta adeguata e non risponde a nessuna delle numerose esigenze richieste oggi dal miglioramento dell'istruzione pubblica di cui l'Italia ha assolutamente bisogno.

Oltre alle polemiche sul web impazza anche la satira: "Ci sono più laureati nelle cucine di Mc Donald's che al governo".

Ricordiamo che il Ministro non sarebbe certo la prima ad attribuirsi titoli non riconosciuti, come il caso del "trota" Renzo Bossi e lo scandalo sul titolo di studio proveniente dall'Albania.

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