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L'autosospensione di Sala non piace ai milanesi. Inchiesta fra la gente comune

Sala: "Mi sospendo da sindaco di Milano"Il sindaco di Milano, Giuseppe  Sala, si autosospende dalla carica dopo aver ricevuto un avviso di garanzia da parte della magistratura per falso ideologico e falso materiale nell'ambito degli appalti Expo.

Come giudica tale mossa la gente comune? Per conoscerlo, il cronista visita due mercati rionali nella plumbea mattinata di venerdì 16 dicembre.  E ne ricava considerazioni degne di nota.

Gianni, pugliese di origine ma  sotto la Madonnina da  sessant'anni, esclama:  "Questa è una mossa da vigliacchi. Se Sala si riconosce integerrimo, non deve far altro che attendere sereno  la fine delle indagini; se, viceversa, sa di avere qualche scheletro in salotto, beh, si dimetta e buona notte al secchio".

Incalza Aldo, un piccolo imprenditore edile: "E'  tutta colpa della burocrazia italiana. Se si dovessero osservare alla lettera le migliaia di disposizioni vigenti, addio paese. Lo so io, che ogni giorno son costretto  per lo meno ad aggirare la  giungla dei divieti che fanno della nostra nazione un popolo di vessati".

Sogghigna Michele, barbetta ed occhiali, un sessantottino redivivo: "Tanto, poi, arrivano i condoni...".

Interviene Andrea, uno studente universitario, che s'aggira fra le bancarelle in vece della madre, influenzata: "L'autosospensione è contemplata dall'articolo 42  dello statuto comunale milanese, che recita: "Il vice sindaco coadiuva il sindaco e lo sostituisce  in caso di assenza o di impedimento temporaneo, nonché nel caso di sospensione del sindaco stesso  dall'esercizio della funzione ai sensi della legge e nei casi previsti dall'articolo 38".

E cosa  contempla l'articolo in questione? Ce lo spiega uno studente in legge, che  transita a braccetto della sua bella:  "L'articolo 38 disciplina i casi  relativi alla cessazione della carica di sindaco e prevede che questa avvenga solo per dimissioni, rimozione, decadenza o decesso. Punto. L' autosospensione non è in catalogo".

Walter, un pensionato pimpante, scandisce: "Milano non può permettersi una vacanza istituzionale. Nemmeno sotto le feste natalizie. Fra l'altro, la palla passerebbe ad una persona nemmeno eletta ".

Conclude significativamente una massaia,  Letizia: "Dobbiamo indire un referendum anche per   avere un sindaco degno della metropoli in cui viviamo ?".

A questo punto non ci sono scappatoie. O Sala ritorna a palazzo Marino o i milanesi siano chiamati a scegliere il suo successore. Presto. Anzi, prestissimo.

Gaetano  Tirloni

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