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Natale 2016, piccoli gesti pensando ai bambini meno fortunati

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La magia del Natale nasce nell'infanzia, quando l’aspettativa e l’amore della nostra famiglia diventano gli ingredienti di un incanto destinato a vivere per sempre nel nostro cuore.
Ogni anno la magia si riaccende rivivendo nello sguardo dei bambini, ecco perché, a Natale più che mai, il nostro pensiero corre ai piccoli più bisognosi. Solo in Italia 1 milione di bambini vive in povertà, oltre 30 mila sono i minori allontanati dalla famiglia di origine perché vittime di violenze, incurie, abusi. 

C’è molto da fare.

Ma come possiamo aiutarli avendo la certezza che il nostro supporto venga impiegato nel miglior modo per il loro benessere?
Milano Free ha contattato alcune associazioni per la tutela dell’infanzia attive in città per capire come lavorano e cosa possiamo fare per contribuire.
L'Albero della Vita (Onlus nata nel 1997) ha diversi progetti in Italia e nel mondo per la tutela dei minori in condizioni di disagio. Tra i tanti interventi dell’Albero della Vita, c'è esempio il nido ZeroSei, un appartamento di un palazzo d’epoca alle porte di Milano che accoglie i bambini che stanno vivendo una situazione temporanea di disagio e potrebbero tornare presto con i propri genitori o andare in affido. Qui i bambini vengono aiutati da un team di psicologi, educatori professionali, assistenti sociali, ausiliari, ma anche tirocinanti e volontari a superare i traumi e ritrovare sicurezza e serenità.
Come possiamo aiutare? Oltre alle donazioni in denaro, l’Albero della Vita accetta oggetti usati che rispondano alle esigenze dei progetti educativi (contattare 02 90751517), oppure si può contribuire acquistando presso il Bazar Solidale dove, tra coloratissime collane etniche e romantici cioccolatini a forma di cuore troverete ciò che fa per voi.

E’ invece recentissima la fusione tra Il Melograno e CBM (Centro per il Bambino maltrattato) con sede a Segrate, le due cooperative hanno deciso di unire esperienze e competenze per spezzare il circolo vizioso della violenza. Qui assistenti sociali, psicoterapeuti ed educatori lavorano per far ritrovare il piacere e la gioia di vivere a chi ha subito o è stato testimone di traumi, cattiverie, violenza.
Per chi volesse sostenere la loro preziosa attività, oltre alle donazioni in denaro (molto simpatica l’opzione “Ricorrenze e occasioni speciali” che trovate sul sito), sono inoltre graditi giochi in scatola nuovi o in buone condizioni per bambini tra i 6 e i 10 anni. Serve anche un aiuto per affiancare gli educatori della Comunità, per maggiori informazioni su come diventare volontario contattare la coordinatrice della Comunità Luisella Mattiace (luisella.mattiace@cbm-milano.it).
Per conoscere meglio questo mondo, abbiamo raccolto l’esperienza di una educatrice professionale (che resterà anonima) con una lunga esperienza presso una comunità minori, ci siamo fatti raccontare come possiamo, nel nostro piccolo e con le nostre competenze, aiutare concretamente. 

Daniela (nome di fantasia) ci racconta: la vita nella comunità è molto intensa, sia per il lavoro concreto da svolgere sia per la gestione emotiva dei nostri piccoli ospiti. Un aiuto è sempre utile e molto ben accetto! La cosa più semplice è proporci oggetti che magari a voi non servono più: abiti, libri, giochi ma anche mobili e coperte. Se sono oggetti in buono stato torneranno sicuramente utili nella quotidianità. Inoltre la manutenzione è un’incombenza indispensabile come in tutte le case, se ci fosse qualcuno disponibile per piccoli lavori e commissioni sarebbe preziosissimo.

MF: e se volessimo stare con i bambini? 

Daniela: per quanto riguarda l’aiuto a diretto contatto con i bambini serve una minima formazione, purtroppo sono situazioni molto delicate dove è indispensabile avere la competenza necessaria. Questo non toglie che con un corso e l’affiancamento di un educatore esperto sia possibile entrare in punta di piedi nella vita di una comunità, ci sono momenti come quelli dei pasti o della messa a letto dove un aiuto in più sarebbe davvero prezioso.

MF: come affrontate in comunità il Natale? 

Daniela: in genere organizziamo una festa, quando possibile con la presenza dei genitori. In queste occasioni sarebbe bello poter coinvolgere volontari con competenze specifiche (truccabimbi, marionette, palloncini...) che possano rallegrare l’evento con momenti ludici. Il giorno di Natale alcuni bambini lo possono trascorrere nella loro famiglia, il che rende più doloroso restare nella comunità per chi non ha questa opportunità. In questi casi sarebbe ideale avere una famiglia d’appoggio, una famiglia selezionata e preparata che possa accogliere i bambini in una affettuosa atmosfera famigliare.

Vi piacerebbe diventare una famiglia d’appoggio? 
A Milano potete contattare Caritas Ambrosiana (caritas@caritasambrosiana.it), Matteo Zappa, responsabile dell’area minori ci rassicura: “Per fare affido oggi a Milano non serve essere persone speciali Istituzioni e mondo del non profit sono ormai in grado di offrire un supporto a tutto campo a chi vuole fare questa esperienza. Inoltre le famiglie possono scegliere fra tante forme differenti di affido, a seconda delle loro convinzioni e desideri e delle loro disponibilità economiche e di tempo.”
In via Macedonio Melloni, l’associazione Famiglie per l’accoglienza opera su più fronti: adozione, affido, case famiglia creando una rete per aiutare minori e adulti in situazioni difficili. Potete candidarvi come famiglia di appoggio oppure come volontari per le case famiglia, ognuno può contribuire in base alle proprie inclinazioni e il tempo disponibile (tel. 02/70006152, segreteria.nazionale@famiglieperaccoglienza.it).

Tanti piccoli e grandi gesti per regalare affetto e far rivivere la vera magia del Natale.

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