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Ucciso a Sesto San Giovanni l'attentatore di Berlino

anisAlle ore 3.00 di Notte del 23 dicembre, Anis Amri sospettato di essere il killer di Berlino, è stato ucciso a Sesto san Giovanni, alle porte di Milano.


Secondo quanto riferito, due agenti della polizia in pattugliamento durante la notte tra il 22 ed il 23 dicembre hanno fermato per dei controlli un uomo a piedi in piazza Primo Maggio, ed egli avrebbe estratto un arma dallo zaino che portava con sè facendo fuoco e ferendo alla spalla uno dei due agenti. Il collega così non ha esitato e, come si dice in gergo polizesco, ha neutralizzato l'individuo.
L'agente ferito alla spalla si chiama Christian Movio ed è originario della provincia di Udine. E' stato portato all'ospedale di Monza e subirà un piccolo intervento per rimuovere il proiettile che però non ha leso organi vitali. Il collega invece si chiama Luca Scatà, è originario della Sicilia, ed è un agente in prova.


In base alle immagini ed al profilo fornito dalla polizia tedesca del presunto attentatore, l'uomo è poi stato identificato in Anis Amri.
Anis Amri era da diverso tempo sotto i radar dell'antiterrorismo internazionale, sospettato di Jihadismo era inserito nella No fly list degli Stati Uniti, e la polizia tedesca aveva già fatto indagini su di lui senza poterlo mettere alla sbarra per mancanze di prove certe. In carcere però c'era già stato e proprio in Italia dove aveva scontato una condanna in Sicilia per incendio doloso e danneggiamenti ad un centro di accoglienza. Uscito di prigione e dopo un procedimento di espulsione non andato a buon fine, il 24enne tunisino è poi andato in Germania dove tre giorni fa ha compiuto l'attentato in cui ha perso la vita anche Fabrizia Di Lorenzo. La sua storia si è conclusa in Italia dove era cominciata la sua esperienza europea con lo sbarco sulle coste sicule nel 2011.


La notizia della sua uccisone fa tirare un sospiro di sollievo all'Europa. Sia il presidente del Consiglio Gentiloni che la cancelliera Merkel, hanno ringraziato la polizia italiana e hanno ribadito di come sia necessaria la collaborazione internazionale per garantire maggior sicurezza.
Resta però il timore che questo fatto possa rendere Milano un obiettivo più sensibile per il terrorismo islamico.

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