Firenze La tutela tricolore

la tutela tricolore 1Da oltre un decennio, le Gallerie degli Uffizi, in occasione delle festività natalizie, offrono una mostra ai fiorentini e ai visitatori di tutto il mondo.

La mostra del Natale 2016 è collocata nell’Aula Magliabechiana, che sarà riservata alle esposizioni temporanee degli Uffizi, ubicata sotto l'omonima Biblioteca, ed è La tutela tricolore. I custodi dell’identità culturale, su come il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri ha avuto una parte attiva nella difesa e recupero dei beni culturali.

“L’inaugurazione del primo spazio permanente delle Gallerie degli Uffizi dedicato a questa funzione” dice il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt “suggerisce un tema importante di riflessione, di carattere fondamentale e storico-istituzionale, sul ruolo che l’arte pubblica riveste per la collettività e sulle strategie specifiche che si sono sviluppate nel sistema italiano, dalla Seconda Guerra mondiale in poi, per la sua protezione e il suo recupero. È un compito delicato, che esige competenze altissime, e che necessita della stretta collaborazione tra il Ministero ai beni e le attività culturali e del turismo e il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri”.

L'esposizione si articola in otto sezioni che renderanno conto dei crimini contro il patrimonio artistico italiano, da quelli di guerra a quelli terroristici, fino ai furti con scopo di lucro e agli scavi clandestini con conseguenti esportazioni illecite, e dell'opera meritoria del Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.

La prima sezione, Il crimine contro l’arte, racconta come gli Uffizi furono al centro di un attacco terroristico di stampo mafioso il 27 maggio 1993, con alcune opere distrutte e altre scampate dalla devastazione seguita alla detonazione.

L’azione di Rodolfo Siviero e la sua eredità sono la seconda sezione, dove si narra il salvataggio delle opere delle Gallerie di Firenze, trafugate nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, grazie all'attività dell'allora ministro plenipotenziario Siviero, che su nomina di De Gasperi, nel 1946 diresse una missione diplomatica presso il governo tedesco allo scopo di ottenere il riconoscimento di un principio di legittima restituzione delle opere italiane.

Nella terza sezione Beni archeologici e diplomazia culturale si espone una serie di preziosi recuperi archeologici, per lo più provenienti da scavi clandestini e poi usciti illecitamente dall'Italia, trovati grazie al lavoro di ricerca e individuazione dei beni artistici da parte dei Carabinieri, come la statua di Vibia Sabina, moglie dell'imperatore Adriano rientrata da Boston nel 2007, il cratere del celebre pittore Assteas rientrato da Los Angeles nel 2005 e infine l'Hydria etrusca dove è rappresentata la metamorfosi dei pirati in delfini, tornata nel 2014 dal Toledo Museum of Art nell'Ohio.

I Carabinieri dell’arte a grandi passi verso i primi cinquant’anni è la quarta sezione, con una rassegna cronologica di recuperi di dipinti, reperti archeologici, e altri oggetti di varia provenienza, che illustra il cammino del Comando Tutela Patrimonio Culturale vicino al compimento dei cinquant’anni.

Con la quinta sezione Scoperte fortuite: l’etica del cittadino, la mostra vuole raccontare anche i comportamenti rispettosi della legge messi in atto da alcuni cittadini che si sono inaspettatamente ritrovati a essere protagonisti di ritrovamenti.

La globalizzazione del crimine è la sesta sezione, che espone le Oreficerie Castellani, che furono rubate dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia il 30 marzo 2013, per ordine di una facoltosa signora russa che ambiva a possederle, e fortunatamente recuperate grazie alle indagini e agli interventi dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Non poteva poi mancare uno sguardo sul mondo: sulle guerre che devastano patrimoni artistici che appartengono all’umanità intera, sull’accanimento del terrorismo contro i simboli di antiche civiltà, sulle calamità che continuamente mettono in pericolo edifici e oggetti, con la stele funeraria di Palmira, che assurgono a simbolo delle guerre in corso, dove sono entrati in azione i Caschi blu della cultura appena costituiti.

Quanto le richieste di prestito delle opere per realizzare l’esposizione di questo Natale 2016 avevano da poco raggiunto i destinatari, il terremoto dello scorso ottobre ha danneggiato l’Adorazione dei Pastori del pittore Dono Doni di Assisi della Pinacoteca Civica di Bettona, ma la tavola è stata adottata dall’organizzazione della mostra, che finanziandone il restauro ha permesso di cancellarne subito le ferite inferte dal sisma.

Accolta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, la mostra, curata da Eike D. Schmidt con Fabrizio Paolucci, Daniela Parenti e Francesca De Luca, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, l'Arma dei Carabinieri, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, le Gallerie degli Uffizi, Firenze Musei, la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Open Group, e l'Associazione First Social Life. 

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