L'antica disciplina indiana del benessere: lo Yoga

yogaAl giorno d’oggi, soprattutto in Occidente, con il temine “Yoga” si tende a far riferimento a tutte quelle pratiche e attività che comprendono le ginnastiche del corpo e della respirazione, atte a raggiungere stati di rilassamento e di meditazione. In realtà però, tutto ciò non ha nulla a che vedere con il vero significato dello Yoga che era stato creato in principio. Lo Yoga infatti, è un mezzo mediante il quale ottenere benessere fisico, mentale e spirituale. Lo Yoga è una vera e propria filosofia di vita.

Un’esperienza. E il solo modo per conoscerlo realmente è provarlo, sperimentarlo e viverlo sulla propria pelle. La parola Yoga in sanscrito significa “unione”. Un’unione in perfetto equilibrio tra le 3 parti che compongono ognuno di noi, ovvero: corpo, mente e anima. Un’unione che crea del benessere con se stessi, un benessere che affonda e proviene dall’Io interiore e che è in grado di farci sentire in armonia e una cosa sola con tutto ciò che ci circonda.

Dove nasce lo Yoga  

Lo Yoga viene “creato” in India; i primi scritti e le prime raffigurazioni che lo riguardano risalgono al 5000 A.C.. Gli insegnamenti però, all’epoca venivano tramandati a voce, di generazione in generazione, da maestro a discepolo, senza che la dottrina venisse trascritta. All’interno degli Upaniṣad (testi religiosi e filosofici indiani) vi si fa riferimento a partire dal 3000 A.C. .  

La Sacra scrittura dello Yoga 

Il vero, classico e tradizionale Yoga, verrà poi finalmente steso nero su bianco dentro lo Yoga Sūtra, un’opera che comprende ben 196 aforismi utilizzati per tramandare la conoscenza, la pratica e la filosofia di questa disciplina meravigliosa.
Lo Yoga Sūtra è composto da 4 parti distinte:

  • Il Samādhi Pāda, composto da 51 aforismi, nel quale viene introdotto e illustrato lo Yoga come mezzo per raggiungere lo stato di beatitudine e grazie al quale vedendo le cose da diverse prospettive, ci si libera dall’obbligo di reincarnarsi.
  • Il Sādhana Pāda, composto da 55 aforismi, nel quale vengono descritti il Karma Yoga (ovvero l’agire senza un secondo fine, accettando ciò che arriva con positività) e lo “Yoga Regale” o Raya Yoga conosciuto anche come il percorso degli 8 stadi che comprende:
  1. Astinenze, proibizioni (Yama):
    -    Non violenza (Ahiṃsā) che include non solo quella fisica ma anche quella verbale;
    -    Sincerità (Satya);
    -    Non rubare (Asteya);
    -    Castità (Brahmacarya);
    -    Non avidità (Aparigraha)
  2. Prescrizioni (Nijama):
    -    Pulizia (Śauca);
    -    Contentezza (Saṅtoṣa) nel senso di sapersi accontentare;
    -    Ardore (Tapas);
    -    Studio (Svādhyāya);
    -    Abbandono al Signore (Īśvara praṇidhāna)
  3. Postura (Āsana)
  4. Controllo della respirazione e del flusso vitale (Prandyama)
  5. Ritrazione dei sensi dagli oggetti (Prāṇāyāma)
  6. Concentrazione (Dhāraṇā)
  7. Meditazione (Dhyāna)
  8. Identificazione con la pura Coscienza (Samādhi)
  • Il Vibhūti Pāda, composto da 56 aforismi, nel quale vengono esposti i poteri che è possibile acquisire con la pratica dello Yoga.
  • Ed infine, il Kaivalya Pāda, composto da 34 aforismi, che tratta della separazione tra spirito e materia.

 

"La miseria o infelicità è prodotta da: mancanza di consapevolezza, o avidya, egoismo, passioni, avversioni, attaccamento alla vita e paura della morte".

Patañjali

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L’autore dello Yoga Sūtra

Lo Yoga Sūtra è scritto da un filosofo di nome Patañjali; poco si sa di certo riguardo ad egli. Leggenda e verità si mescolano e non è facile riuscire a cogliere quali siano le informazioni che possano ritenersi realmente attendibili. Pare che egli fosse nipote del Creatore dell’universo e fratello del Signore della Sapienza. Patañjali sembra fosse capace di comunicare perfettamente sin dal momento della sua nascita. Comprendeva il presente, ma era in grado anche di parlare di quello che era avvenuto nei tempi più remoti, e cosa ben più importante, sapeva prevedere il futuro. Si sposò con una splendida fanciulla di nome Lolupa e vissero felicemente contenti fino a che la morte non sopraggiunse in tarda età. Egli viene raffigurato e considerato come un’incarnazione del serpente Ananta (l’infinito).

Altri tipi di Yoga

  • L’Ananda o Kriya Yoga fa parte del Raya Yoga ed è una tecnica avanzata per l’evoluzione spirituale. È stata diffusa in Occidente da Paramhansa Yogananda. Nella sua forma più pura viene insegnato in forma privata direttamente dal maestro al discepolo.
  • L’Anusara Yoga è stato ideato da uno yogi americano John Friend nel 1977. Si basa sul cuore ed utilizza la pratica fisica dello Yoga per aiutare chi lo pratica a sperimentare la grazia divina.
  • L’Ashtanga Yoga creato dal guru Tirumali Krishnamacharya, è stato in seguito diffuso da Pattabhi Jois. “Ashtanga” vuol dire 8 e questo numero non a caso fa proprio riferimento agli 8 stadi di Patañjali. È indicato per calmare la mente e sconfiggere lo stress.
  • Lo Iyengar yoga è stato ideato dallo yogi B.K.S. Iyengar e prevede lo studio approfondito delle posture e del controllo del respiro. Attraverso questo Yoga è possibile acquisire maggiore stabilità nelle articolazioni e più forza muscolare. È indicato per chi pratica sport e vuole migliorare e potenziare le proprie prestazioni.
  • L’Hatha Yoga è uno Yoga generico che si rifà a quello tradizionale; anche se si concentra quasi esclusivamente sugli esercizi fisici tralasciando l’aspetto spirituale.
  • Hot/Bikram Yoga è composto da 26 posizioni. Nasce dall’idea dall’yogi indiano Bikram Chudhury, il quale con questo metodo vuole ricreare la temperatura dell’India. Con questo tipo di Yoga si suda parecchio perché si devono raggiungere i 37°C.
  • Il Kundalini Yoga è stato portato in Occidente da Yogi Bhajan. È praticato da pochissime persone. Prevede il potenziamento dell’energia con sequenze di esercizi respiratori focalizzati sui diversi chakra.
  • Il Power Yoga è stato ideato nel 1995 da Beryl Bender Birch. Questa pratica prevede la produzione di calore ed energia che giova al fisico.
  • Il Sahaja Yoga fondato nel 1970 da Shri Mataji Nirmala Devi si basa sul risveglio dell’energia Kundalini attraverso la tecnica della meditazione.
  • Il Satyananda Yoga creato da un neurologo di nome Sw. Satyananda Saraswati. è spesso definito come lo Yoga della testa (intelletto), del cuore (compassione) e delle mani (azione). Si basa sulle pratiche dei testi antichi, adattate però alle necessità e ai bisogni creati dalla vita e dalla realtà di oggi giorno.
  • Il Sivananda Yoga, il cui fondatore fu lo scrittore e filosofo indiano Swami Sivananda, è un percorso che coinvolge l’intelletto, il cuore, il corpo e la mente. Chi segue questo tipo di Yoga deve necessariamente adottare anche un’alimentazione vegetariana, deve meditare, pensare positivo, eseguire precisi esercizi fisici, di respirazione e di rilassamento.

Chi pratica lo Yoga

Lo Yoga è strettamente correlato e connesso all’induismo, quindi ogni induista lo pratica regolarmente. Lo Yoga però non è una religione e anche se può entrare in conflitto con alcune di esse per i principi e le idee che promuove, in realtà, se viene seguito solo in parte e non nella sua totalità ed interezza, può tranquillamente essere praticato in armonia con qualsiasi credo religioso. Può essere esercitato a tutte le età, sia da uomini che da donne. Per avvicinarsi a questa disciplina però, è bene seguire dei corsi con maestri preparati piuttosto che affidarsi a tutorial su internet, perché alcune posizioni se non vengono svolte correttamente, seguiti dall’aiuto di un’insegnate presente al momento della messa in atto, potrebbero avere delle controindicazioni.

Alimentazione e Yoga

Anche lo Yoga definisce alcune linee guida in ambito alimentare, per poter trarre il maggior numero di benefici attraverso la sua pratica.
Ogni alimento emana una vibrazione, un’energia propria, un’energia vitale che si esprime attraverso 3 fattori (guna):

  • Sattva: il fluire regolare dell'energia
  • Rajas: il fluire disordinato dell'energia
  • Tamas: fase statica dell'energia

Ogni alimento è quindi costituito da questi 3 fattori in misura variabile. Il cibo migliore per l’organismo umano è quindi quello costituito dalla maggior quantità di sattva.
Fanno parte della categoria dei cibi sattva: i cereali, la frutta fresca e secca, le verdure, i latticini, i legumi, le alghe, le spezie leggere, il miele, i tè e le tisane.
Fanno parte della categoria dei cibi rajas invece: le spezie forti, il caffè e le bibite gassate e zuccherate.
Infine, fanno parte della categoria dei cibi tamas: carne, pesce e frutti di mare, uova, aglio, cipolle, porri, funghi, alcool, tabacco, cibi non freschi.
In linea generale quindi, possiamo affermare con certezza che per praticare uno yoga corretto, è necessario ed indispensabile adottare anche di pari passo a una dieta quanto più vegetariana possibile. Non per niente infatti, in Asia, gli indù sono da sempre vegetariani.
La vita si genera dalla vita, così un cibo morto non potrà mai dare sufficiente energia a chi se ne ciba.
Uno yogi rispetta la vita, è contro la violenza e diffonde intorno a sé un messaggio di pace e amore, per questa ragione evita di uccidere gli animali e di mangiarli se può ricavare le stesse sostanze nutritive da fonti vegetali. Secondo il Tantra anche le piante possiedono una coscienza e un’intelligenza propria ma essendo meno evolute degli animali anderebbero preferite e consumate al posto di quest’ultimi.

I benefici dello Yoga

  • Aiuta a prendere sonno
  • Dona maggiore appagamento nel sesso
  • Ossigena il corpo perché adottando le diverse posizioni aiuta a respirare meglio
  • Aiuta il corpo a liberarsi delle tossine perché alcuni esercizi esercitano un’azione purificante sugli organi interni
  • Contrasta l’invecchiamento
  • Dona maggiore elasticità alla colonna vertebrale ed aiuta a combattere il mal di schiena
  • Aiuta a smettere di fumare
  • Migliora la concentrazione
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Combatte lo stress, la depressione e gli attacchi di panico
  • Dà la possibilità di conoscersi più in profondità

La diffusione dello Yoga

In Occidente la diffusione dello Yoga avvenne intorno al 1946, principalmente con la pubblicazione di un libro (Autobiografia di uno Yogi) da parte dell’insegnante di Yoga indiano P. Yogananda; anche se la sua diffusione avvenne anche grazie ad altri maestri. Il testo di Yogananda in seguito, divenne un bestseller, vendendo più di un milione di copie.
È possibile, per fosse interessato a leggerlo, acquistarlo ai seguenti link;
sia in formato cartaceo:
www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__autobiografia-di-uno-yogi-paramahansa-yogananda.php

che in formato digitale (eBook):
www.ilgiardinodeilibri.it/ebook/__autobiografia-di-uno-yogi-ebook.php

Ad oggi in Italia le persone che praticano Yoga sono circa 1 milione e 200 mila.

Yoga a Milano

È importante premettere che ogni centro Yoga insegna parti di questa disciplina e non necessariamente lo Yoga antico e originale nella sua interezza. È fondamentale quindi, capire su cosa ci si vuole focalizzare maggiormente, per scegliere la struttura che meglio e più si confà alle proprie esigenze.
A Milano c’è diversa scelta, qua sotto, sono riportate solo alcune delle strutture che offrono la possibilità di frequentare dei corsi:

A Milano inoltre, è presente anche la Federazione Italiana Yoga, nata nel 1974. È la prima associazione italiana di Yoga, dove è possibile tra le altre cose, imparare a fondo le tecniche di questa disciplina, diventando, a propria volta, dopo aver affrontato degli esami, degli insegnanti riconosciuti.

www.yogaitalia.org/index.php

Lo Yoga Festival invece, organizza i più importanti eventi di Yoga in Italia e visitando la sua pagina Facebook si può sempre yoga 3essere aggiornati sui vari eventi in programma:
www.facebook.com/YogaFestivalItalia/events/

Immancabile e imperdibile infine è lo Oysho Yoga, un evento che a Milano si tiene una volta all’anno e che quest’anno raggiunge la sua quarta edizione, evento per il quale, se non si vuole rischiare di perderlo, occorre iscriversi per tempo, non appena viene pubblicata la data sul sito:
social.oysho.com/yoga/

 

"Lasciare la presa, non è tagliare i fili, ma prendere coscienza che non si può controllare tutto".

 

Micol Rozza

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