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Animali demoniaci nell’arte pittorica

È cosa nota la presenza di figure di animali nelle diverse espressioni artistiche, i quali, spesso, assumono riferimento simbolico, sia come espressione del Bene sia del Male.

In questo breve articolo desidero illustrare la presenza di alcuni animali in dipinti di pittori più o meno famosi. Lo abbinare gli animali al Bene o al Male è antico come l’uomo, basta ricordare le pagine della Genesi dove si parla del Serpente, tuttavia è con l’arte pittorica, soprattutto nel Medioevo, che si deve guardare per trovare abbinamenti tra il Male, identificato nel diavolo, e gli animali, sia di quelli relegati in un “bestiario immaginario”, sia a quelli attinenti la quotidianità.

Nel bestiario immaginario abbiamo la raffigurazione e la descrizione di animali che non fanno parte della natura, come ad esempio un’animale metà uccello e metà pesce, che comunque conserva il suo specifico significato simbolico, mentre la realtà ci porta a raffigurare animali a noi noti, che vogliono rappresentare l’allusione al Male o al peccato. Un esempio è dato dalla scimmia, dal leone, o dallo scorpione, i primi due dipinti in rosso e il terzo in nero, colori del demonio e delle tenebre, anche se questi non raffigurano prettamente il demonio, come invece lo fa il caprone. In questo tipo di raffigurazioni troviamo gatti, rane, rospi, serpenti, mosconi, cavallette, leoni, scorpioni, caproni, alcuni attinti direttamente da fonti bibliche, come in Genesi o in Isaia, o dai Vangeli. Vediamo adesso alcuni dipinti che presentano uno o più animali, e proviamo a contestualizzare la loro simbologia.

giuseppe vermiglio ultima cena 1622Visitando la Quadreria Arcivescovile, o il Museo Diocesano di Milano, troviamo un dipinto datato 1622, del pittore Giuseppe Vermiglio dal titolo: “Ultima Cena”. La scena descrive gli Apostoli a cena con Gesù, che pare siano presi in una fervida discussione, è probabile che il Maestro abbia annunciato loro la presenza di un traditore. Nel dipinto si nota la presenza di due animali, un Cane e un Gatto.

Osservandoli attentamente ci si rende conto che i due animali si osservano in modo ostile e forse pronti ad azzuffarsi. Il cane simboleggia, in questo caso, la fedeltà, mentre il gatto s’identifica nell'infedeltà, e perciò nel maligno, tanto è vero che è posto sotto la figura dell’Apostolo Giuda, identificabile poiché tiene il sacchetto dei denari, e che è appunto il traditore, l’infedele.

Gli stessi due animali si trovano anche in un dipinto di Cosimo Rosselli, disposti uno di fronte all'altro e alle spalle dell’Apostolo Giuda.

bramantino madonna delle torriRestiamo ancora a Milano, e precisamente alla Pinacoteca Ambrosiana, davanti a un dipinto di Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, dal titolo: “Vergine delle torri”, ebbene, hai piedi delle figure, giacciono un Uomo e un Rospo, ambedue a pancia all’aria.

Per capire il significato simbolico dobbiamo necessariamente notare, a sinistra di chi guarda, uno staffile adagiato sullo scranno, che allude alla tenacia e alla forza con cui Sant'Ambrogio ha combattuto l’eresia del tempo, e l’uomo a terra privo di vita rappresenterebbe Ario, promotore dell’eresia ariana. Interessante notare anche che la gamba sinistra del soggetto è posta, piegata, sotto la gamba destra, richiamando la figura nei Tarocchi dell’Impiccato. Se spostiamo lo sguardo sulla destra, ci appaiono due piatti di una bilancia e una piccola “anima” pronta per essere pesata dall'Arcangelo Michele che ha sconfitto il demonio, qui simboleggiato da un rospo.

Non potendo dilungarmi molto, mi limito a visionare altri tre dipinti in cui è presente un animale. Nel Museo di Los Angeles si trova un dipinto di un anonimo ferrarese dal titolo: “Madonna col Bambino” dove, sul polpaccio destro del piccolo Gesù, si trova posata una mosca.

L’insetto rappresenta il diavolo, pronto a infastidire, a tendere agguati con le tentazioni, a colpire. Sappiamo che uno dei termini per identificare il diavolo è anche quello di Belzebù, ebbene questo nome, pronunciato anche Baalzebul o Baalzebub, significa “signore delle mosche e dei luoghi abitati”.

Nella Galleria degli Uffizi di Firenze, si trova il dipinto “Crocifissione”, del Maestro della Virgo, dove è raffigurata una Scimmia dal manto rosso, questo colore, così come il nero, sono attribuiti al diavolo, che assiste alla morte di Gesù, tenendo con una mano un teschio. La scimmia, molto simile alle fattezze umane, ne rappresenta una sua degenerazione e abbruttimento, divenendo così simbolo del diavolo, mentre il teschio potrebbe rappresentare la morte del primo uomo, Adamo, come conseguenza del peccato originale.

L’ultimo dipinto è riferito al pittore Giovanni Di Piermatteo Boccati e alla tela dal titolo “Crocifissione”, che si trova alla Galleria Nazionale delle Marche - Urbino, e dove vi sono alcuni cavalieri che portano raffigurati sul mantello, sulla bardatura del cavallo, sullo scudo, degli scorpioni. Lo scorpione è simbolo del maligno, e vuole inoltre evidenziare il significato antigiudaico.

Molti altri dipinti andrebbero citati, ma mi dilungherei troppo, spero tuttavia di essere riuscito a far nascere una sana curiosità. 

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