Magenta Fiera di San Biagio 2017

san biagio 2017 1A Magenta, venerdì 3 febbraio, tornerà la tradizionale Fiera di Merci e Bestiame di San Biagio, le cui origini si perdono nei secoli scorsi. 

Con le prime luci del mattino la piazza del mercato offrirà un vasto campionario di macchine agricole mentre le vie adiacenti saranno popolate da un gran numero di bancarelle tra cui spiccheranno quelle di gastronomia a base di pulenta e pisitt. 

Il piatto tipico della giornata sarà la busecca, che si potrà gustare in tutte le trattorie e sotto il tendone in piazza dove sarà cucinata dagli Alpini. 

Da ricordare anche la tradizionale vendita di castagne, i maron della provincia di Cuneo, che vengono nominati nei documenti storici per la prima volta alla fine del XII secolo e l'inizio del XIII, poi dal XIV secolo sono molto numerosi i riferimenti negli statuti comunali a vari castagneti tutelati.

Intorno al 1750, alcuni documenti danno molte notizie sulla consistenza delle superfici di castagno e della produzione di castagne, che hanno aiutato intere generazioni e sono state la base alimentare delle popolazioni rurali che in esso trovavano rimedio a carestie e povertà.

Le castagne per il loro basso costo, l'alta reperibilità e l'elevato potere nutritivo furono utilizzate come alternativa ai cereali e sostituivano spesso il pane di segale o pane dei poveri.

La raccolta delle castagne iniziava tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre e continuava fino a novembre e avveniva principalmente a mano.

Tra i sistemi per conservare le castagne c’era la produzione in fili detti i firon da castegnn, che si facevano infilando le castagne fresche con uno spago e si formava una collana, spesso molto lunga, che veniva poi lasciata essiccare appendendola a una parete o sui balconi. 

Questo prodotto continua a essere ancora presente alla Fiera di S. Biagio, e il Firunatt piemontese era un tempo il venditore ambulante delle castagne di Cuneo, attirando l’attenzione dei compratori gridando “Bej cuni, bej maron!” e dava anche la possibilità di vincere, estraendo tre numeri da un sacchetto, altre castagne in omaggio. 

Il pomeriggio la festa si sposterà nei pressi della Cappella dell'Istituto Madri Canossiane dedicata a San Biagio, dove la devozione popolare si manifesta nel bacio della reliquia e nella benedizione della gola.

Per la benedizione della gola il sacerdote in piedi sul presbiterio pone due candele incrociate sotto il mento a contatto della gola a ciascuno dei fedeli che, uno alla volta, passano davanti a lui e s'inginocchiano, poi impartisce la benedizione con le parole “Per intercessione di San Biagio, Vescovo e Martire, Dio ti liberi dal male della gola e da ogni altro male. Nel nome del Padre, del figlio e dello Spirito Santo. Così sia”.

Inoltre a Milano il gesto di benedire la gola è stato attualizzato col mangiare un pezzetto del panettone, di solito la prima fetta tagliata a Natale e conservata per l'occasione.

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