Monza Ritrovare Ico Parisi

parisi 1Dal 15 gennaio al 19 marzo, presso la Villa Reale di Monza Triennale Design Museum propone la mostra Ritrovare Ico Parisi, a cura di Roberta Lietti e Marco Romanelli, con il progetto di allestimento di Marco Romanelli con Giorgio Bonaguro, in occasione del centenario della nascita di Ico Parisi. 

Con questa mostra continua la ricerca del Triennale Design Museum dedicata all’approfondimento di alcuni personaggi legati alla zona della Brianza. 

Ico Parisi ha prodotto una mole notevolissima di lavori, operando come architetto, designer, art director, fotografo, regista cinematografico, pittore e artista puro. 

I curatori hanno dunque privilegiato il periodo classico del lavoro di Parisi, ovvero dalla fine della guerra al termine degli anni Cinquanta e un’unica tipologia, quella legata al tavolo, visto come un’architettura nelle più varie accezioni, che vanno dalla vera e propria mensa alla scrivania, dalla consolle al coffee table e al carrello di servizio.

Ad esempio nel Belvedere alla Villa Reale di Monza sono presentati sette tavoli di Ico Parisi dal 1948 al 1955, come storia di progetto, ma anche storia di vita.

L’allestimento, organizzato in stazioni, cerca di far capire non solo l’importanza del singolo pezzo, ma anche un frammento di quel contorno progettualmente curato e controllato che Ico e la moglie Luisa sapevano sapientemente costruire. 

Domenico Parisi, soprannominato Ico, nacque a Palermo, il 23 settembre 1916 da genitori siciliani, allora già residenti in Piemonte.

Nel 1925 la famiglia Parisi si trasferì a Como, dove Ico, nel 1936, si diplomò perito edile, poi svolse un periodo di apprendistato presso lo studio Terragni.

Dopo aver partecipato all’allestimento della Mostra Coloniale di Villa Olmo a Como, Parisi, con gli amici architetti Fulvio Cappelletti, Giovanni Galfetti e Silvio Longhi, fondò lo Studio Tecnico Artistico Alta Quota.

All’entrata in guerra dell’Italia, Parisi fu arruolato con il grado di sottotenente nel IX Battaglione Pontieri, operativo sul fronte russo, ma venne congedato nel 1943 e, dopo essere tornato a Como, riprese l’attività progettuale.

A partire dai primi anni Cinquanta l’attività di Parisi si fa sempre più fitta, con alla base il concetto che solo lo stretto coinvolgimento di pittori e scultori nel lavoro di progettazione potrà portare a un nuovo modo di fare architettura.

Inoltre Ico lavorò ad arredi, in pezzo unico, realizzati da artigiani brianzoli per committenze esclusive e, in seguito, per la produzione industriale, con aziende quali Cassina, De Baggis, MIM.

Con i Contenitoriumani, realizzati in collaborazione con lo scultore Francesco Somaini e presentati per la prima volta al Salone del Mobile di Milano nel settembre 1968, Parisi iniziò un nuovo percorso d’indagine volto a definire un’idea utopico-esistenziale del vivere, che durò fino alla fine della sua carriera.

Ico Parisi morì a Como il 19 dicembre 1996, mentre nel 1990 era scomparsa la moglie Luisa.

La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19, venerdì dalle 10 alle 22.

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