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Pompei nell’occhio del ciclone

pompei 1Lo sciopero dei custodi del sito archeologico di Pompei non sarà più per il 5 febbraio, ma non è la fine di una situazione davvero molto complicata, anzi è solo una provocazione che non farà che accendere ancora di più le scintille di una vicenda che sembra senza fine. 

Tutto è iniziato quando il direttore degli scavi di Pompei Massimo Osanna aveva domandato al sindacato autonomo Unsa-Flp di rinviare un’assemblea sindacale prevista per il 5 febbraio, poiché coincideva con la prima domenica del mese, quella a ingresso gratuito, che vede un flusso di turisti molto elevato e per evitare disagi si era chiesto il rinvio.

I sindacati hanno spostato l’assemblea al 9 febbraio, giorno previsto per la visita dei ministri Franceschini, De Vincenti e del commissario Ue Corina Cretu, supervisore del Grande Progetto Pompei. 

L’assemblea di sindacati e lavoratori si svolgerà dalle 8 alle 11 del mattino, proprio durante la passerella ministeriale, impedendo la visita di diverse Domus proprio a causa dell’assenza dei custodi e tutto questo non ha fatto che aumentare le distanze fra i due interlocutori.

All’origine dello scontro, uno sgarbo che i vertici del sindacato dicono di aver subito il 26 gennaio, quando c’è stata un’assemblea dei lavoratori del parco archeologico con la maggior parte dei lavoratori in servizio.

La riunione era in programma dalle 8.30 alle 11 e il sito archeologico sarebbe dovuto rimanere chiuso, ma Osanna ha preparato tutto per l’apertura al pubblico alle 9, anche se non erano presenti i lavoratori pubblici adibiti alla vigilanza e all’accoglienza.

Conclusa l’assemblea, i sindacati hanno consegnato un esposto ai carabinieri contro il Soprintendente, ma poi sono stati accusati da Osanna di un ricatto sulla gestione del personale, conducendo all’interruzione dei rapporti tra i due interlocutori.

E ora i sindacati chiedono un tavolo di confronto a Roma per le vertenze degli operatori degli Scavi di Pompei.

La situazione non è facile ma il segretario del Pd Matteo Renzi, nel suo nuovo blog, è dalla parte del Soprintendente di Pompei: “A Pompei l’Italia si gioca il futuro, non il passato. Dal 2014 a oggi i visitatori sono aumentati del 25%, sfondando il tetto dei tre milioni. E sono state aggiudicate gare per oltre cento milioni di euro, con 59 interventi conclusi, 13 in corso, 4 da avviare. Da anni si parlava di un grande intervento di restauro per Pompei: finalmente è in corso grazie all’impegno di tanti, a cominciare dal sovrintendente. Risultati, non chiacchiere”.

E’ tutto questo è dovuto grazie al Grande Progetto Pompei, della riapertura di cantieri e Domus di una Pompei che allora era sui giornali solo per i crolli, mentre adesso si parla delle mostre e delle Domus riaperte.

 “In queste ore Osanna” dice sul suo blog Renzi “è sotto attacco da micro sigle sindacali e da piccoli interessi di parte. Vorrei che non fosse lasciato solo e che chi sta rimettendo a posto uno dei luoghi culturali più importanti del mondo avvertisse l’affetto di tutti noi. Difendere i funzionari pubblici che lavorano bene nell’interesse del Paese è un dovere per tutti. Capisco che gli addetti ai lavori si emozionino più per le leggi elettorali o le ricandidature. Ma oggi il destino dell’Italia passa soprattutto da chi,  in silenzio,  sta provando a cambiarla”.

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