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Il Lisippo chiede l'annullamento dell'assemblea Bpm del 15 ottobre 2016

assemblea soci bpmL'assemblea della Popolare di Milano del 15 ottobre  scorso, deliberante, in un sol colpo, la trasformazione della  Bipiemme in s.p.a. e la fusione della  stessa con il Banco Popolare, ha uno strascico.  Infatti il Lisippo, combattiva associazione dei diritti democratici dei piccoli azionisti, si è  lanciato in un'iniziativa che se andasse a buon fine decreterebbe una rivoluzione nel panorama bancario italiano.

In attesa degli sviluppi, abbiamo intervistato il dottor Bianchinipresidente di Lisippo per Bpm, il quale ha risposto gentilmente alle nostre domande.

Dottor Bianchini, il Lisippo è stato di parola. Ha soddisfatto le promesse, presentando l'istanza di annullamento dell'assemblea Bpm del 15 ottobre  scorso, che ha sancito la  riforma della gloriosa cooperativa in società per azioni. Un dubbio: l'atto vale anche per la fusione con il Banco?

Certamente. Ricordiamo tutti, infatti, che nell'ottobre passato, nella famigerata assemblea dei soci della BPM, è stato deliberato con un unico ordine del giorno la trasformazione in SPA e la fusione con il Banco Popolare. Rimane per altro anche il fatto che i patti di fusione sono stati firmati nel dicembre 2016 con validità gennaio 2017.  C'è quindi molta materia da studiare e da districare da parte degli avvocati in caso di annullamento della delibera. Il Lisippo conclude così il percorso iniziato nell' ottobre del 2015 con il ricorso al TAR e l' appello al Consiglio di Stato, che , come à noto, ha  sospeso la legge sulle popolari almeno sino alla sentenza  della Corte Costituzionale.

-  Castagna - il regista con Renzi dell'operazione - ha subito detto che l'assemblea del 15 ottobre  2016 non è  impugnabile. Cosa risponde a simile affermazione?

Castagna ha riempito di menzogne soci, dipendenti, clienti e comunità finanziaria durante tutta la lunga campagna in preparazione dell'assemblea. Dal matrimonio fra uguali (poi diventato 54 per cento Banco Popolare e 46 per cento BPM), allo sfavorevole concambio presentato invece come una grande vittoria;  al presunto mantenimento dei servizi sociali  e all'intervento della BCE sui crediti deteriorati;  al silenzio assordante sulla perdita del Banco al 31 dicembre 2016, alle  promesse di 1,1 miliardi di utile nel 2018. Questa sparata è  soltanto una  bugia in più.

-  Avete avuto pressioni per non procedere all' impugnazione ?

No,  perché abbiamo agito in assoluto silenzio nel fine settimana precedente l'ultimo giorno utile per la notifica, In questa maniera sono state evitate fughe di notizie e possibili pressioni.

-  Come hanno commentato l'impugnazione i maggiori quotidiani italiani ?

Pochi commenti e tutti sull'onda che Lisippo è formato da un gruppo di pensionati della BPM non al passo coi tempi. C'era da aspettarselo, visto che la fusione è stata benedetta dai media come un esempio e come un toccasana per il rilancio del sistema bancario. Abbiamo verificato, invece, come sia dovuto intervenire lo Stato nel Monte dei Paschi di Siena e per altre situazioni di disastro, mentre i  banchieri continuano a barare fantasticando utili fra tre,  cinque anni.

-  L' AssoPensionati Bipiemme è al vostro fianco o preferisce una posizione più defilata ?

L'AssoPensionati BPM non è un'associazione di soci come Lisippo, ma, come specifica il nome, un'associazione di ex dipendenti della Banca  che difende i loro interessi sindacali. Anche per l'assemblea non ha mai preso posizione. Tuttavia sappiamo bene che molti pensionati, compresi i massimi vertici dell'AssoPensionati, hanno votato No alla fusione.

-  In segreto, certo, onde  evitare possibili  ritorsioni, quanti dipendenti ex Popolare di  Milano si sono congratulati per l'impugnazione ?

Devo dire che molti mi hanno fatto pervenire i loro complimenti: ne sono particolarmente contento, perché tutta l'azione di Lisippo ha sempre avuto come obiettivo la salvaguardia dei valori tipici BPM, con la massima enfasi sulla  partecipazione dei dipendenti alle scelte strategiche dell'azienda.

-  La sorella lombarda Popolare di Sondrio -  da ben altre mani gestita - ha rinviato la sua assemblea che doveva snaturarla in s.p.a. alla luce dei recenti pronunciamenti, per ora parziali, della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato. Non poteva agire così anche la  BPM ?

Ovvio che si. Ma Castagna aveva troppa fretta di mettere il proprio sedere sulla poltrona di Amministratore Delegato della nuova banca.

- Lo so che non possiede la sfera di cristallo. Ma è fiducioso o alla fine i poteri forti vinceranno ancora una volta ?

Sono fiducioso per il futuro perché  - come ho  già precisato  - il decreto sulle popolari è nato male ed è stato trasformato in una legge ancora peggiore, grazie al solito maldestro intervento della Banca d'Italia, quella dei controlli sul Monte dei Paschi, quella del decreto salva banche, quella dei mancati  interventi sulla Vicenza e su Veneto Banca, quella che il sistema bancario italiano è solido....  Ma appaiono francamente dei buchi grandi come una casa sia nella legge che nella fusione tra BPM e Banco Popolare che non dovrebbero sfuggire ai giudici.

Comunque la si guardi, l'assemblea contestata presenta parecchi lati oscuri. Ed è la smentita più eclatante della trasparenza, che dovrebbe essere il cavallo di battaglia di un comparto delicato come quello del credito.  Il  denaro - contrariamente a quanto affermavano gli antichi - puzza, tal volta, e sino ad asfissiare.

Gaetano  Tirloni

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