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Dalla Serie A fino a "Primo Tempo Sport": un nuovo banco di prova

Quando ti svegli al mattino e appoggi il primo piede sul pavimento freddo, sei già inevitabilmente immerso nella veloce realtà lavorativa di tutti i giorni. Allora ti alzi, e come tutti i giorni vai a lavorare. Quando però alzarsi al mattino è sinonimo di andare in palestra per fare ciò che fai da 25 anni, allora ti chiami Paolo Cozzi e sei un giocatore professionista di pallavolo. Non costruisci case, attacchi palloni. Non pianifichi strategie marketing, pensi solo a chiudere il muro. Non viaggi assonnato sulla metropolitana di Milano per raggiungere la tua scrivania, ma quando viaggi lo fai per raggiungere il palazzetto, chissà, magari quello in cui ti giochi una finale Olimpica. Eppure, pur facendo il lavoro dei sogni di tantissimi giovani, sei una persona come le altre.
Proprio come Danilo Bellini, impiegato in banca, che come tutti si sveglia al mattino e raggiunge il suo ufficio. I palazzetti li calca solo la sera, per svago, e qualche soldo per allenare.
Può un pallone da pallavolo legare due percorsi di vita così vicini, e contemporaneamente così distanti? Forse, ma se ti chiami Paolo Cozzi e sei tra i più forti centrali in Italia, non ti poni così spesso il dubbio del “cosa farò da grande quando smetterò di giocare?”

negozio

Giocare per una vita a pallavolo non ti assicura il benessere e il conto in banca di un ex calciatore, e Paolo è perfettamente a conoscenza di questo. Succede che la parte finale della tua carriera è caratterizzata da infortuni, avviene poi che quelle otto ore lavorative in banca non ti permettono di amplificare gli obbiettivi che ti eri posto. Allora al tavolo di un bar, una birra media permette di intraprendere una strada comune. 

Danilo decide di aiutare Paolo a fare quello che ha sempre fatto, ossia entusiasmare la gente. Prima dal campo di gioco e in televisione, ora da dietro un nuovo “banco” di prova: il bancone del negozio.

Camminando per Via Piero della Francesca potreste imbattervi nella classica realtà milanese: ristoranti, botteghe, i piacevoli negozi di una volta. Giungendo al civico 58, qualcosa cambia: l’aria che si respira è nuova, profuma di esperienza e voglia di mettersi in gioco.
Cosa si nasconde dietro al sogno di vendere scarpe da pallavolo?
MilanoFree ha raggiunto i due protagonisti di questa storia per raccontarvela direttamente attraverso le loro parole ed emozioni.

Intervista a Danilo Bellini, proprietario di Primo Tempo Sport

Danilo, raccontaci che lavoro facevi prima di aprire il negozio. Come è cambiata la tua vita?
Dopo la laurea ho lavorato per 8 anni nell'ufficio reclami di una grande banca internazionale. Nei primi anni ero orgoglioso e felice della carriera delineata ma con il passare del tempo mi sono reso conto che non fosse la mia strada. Di giorno in banca e la sera in palestra ad allenare: di giorno a guardare continuamente l’orologio spingendo le lancette per farle girare più veloce e la sera a cercare un modo per rallentarle.

Come ti è venuta l’idea di aprirlo? E come ti è venuta soprattutto l’idea di chiedere a Paolo?
Ho sempre avuto il tarlo del negozio di pallavolo anche perchè se c’è qualcosa che conosco bene e che amo è proprio la pallavolo. Ho giocato per 20 anni e la mia seconda casa è sempre stata la palestra. Ma mollare un contratto a tempo indeterminato non era facile… Mia moglie a furia di vedermi giù di morale ha iniziato a farmi capire che sarebbe stata al mio fianco qualsiasi decisione avessi preso. Allora ho iniziato concretamente a pensare al negozio, poi una sera, durante la classica birretta con amici, Paolo mi ha confidato di avere deciso di mollare con il volley e di non sapere cosa fare. A quel punto sono saltato sulla sedia ed eccoci qui!

Cosa significa per te lavorare con qualcuno che conosci avendolo visto sia in televisione che nella vita di tutti i giorni?
Paolo oltre ad essere stato uno dei centrali più forti del mondo è un amico da 25 anni. Quindi per me non è il vip visto in televisione ma è "Paolino". A dirla tutta ogni tanto sono proprio io che gli ricordo che è stato un campione ed è divertentissimo. Capita a volte che mi racconta delle sue serate in palestra ad aiutare gli allenatori offrendo la sua esperienza e se ne salta fuori tutto emozionato con “lo sai che ieri mi hanno fatto tenere un esercizio sul muro da solo?” . Io lo guardo, rido e senza dire una parola indico la maglietta della finale olimpica appesa in negozio. Ogni tanto sembra che non si renda conto di chi è Paolo Cozzi per noi comuni mortali.

Curiosità. A Natale quale è stato l’impatto con il vostro pubblico? Regalare una scarpa da pallavolo è stato un regalo originale?
Quando giocavo io le scarpe da pallavolo erano semplici e poco colorate. Ora, oltre ad essere super performanti, sono belle e colorate e questo le ha fatte diventare uno dei regali di Natale molto graditi.

Come giudichi il bilancio del negozio fino a qui?
Non avevo grandi dubbi altrimenti, come detto prima, non avrei mollato il posto in banca. Il negozio va benone e vederlo crescere giorno dopo giorno mi riempie di soddisfazione. E’ il nostro gioiellino e come tale lo coccoliamo e cerchiamo di fare il meglio possibile. Infine i numeri, per essere aperti da poco più di un anno non fanno altro che confermare che l’idea nata davanti alla birretta è stata una grande idea.

Pensi un domani ci possano essere gli estremi per “ingrandirvi”?
Davanti alla famosa birretta ci eravamo posti degli step per il nostro percorso di crescita. Partiamo con un negozietto piccolino e vediamo. Poi sarebbe bello fare questo, sarebbe interessante fare quello, renderci conto che è già arrivato il momento di fare altri passi è molto stimolante. E come si usa dire in queste circostanze…STAY TUNED!

Intervista a Paolo Cozzi, ex giocatore di Serie A e co-proprietario di Primo Tempo Sport

Caro Paolo, durante la tua carriera ti sei mai domandato cosa avresti fatto una volta finita?
Si, spesso durante la carriera mi sono trovato a chiedermi “cosa farò da grande”, ma non riuscivo mai a trovare la risposta giusta . O meglio, non trovavo mai il tempo per approfondire i miei pensieri. Ma ero certo che una volta trovata la risposta, sarei stato pronto ad appendere le scarpe al chiodo e a concentrarmi sul nuovo progetto e sulla nuova fase della mia vita.

Quale è stato il tuo impatto con il negozio? Passare dai palazzetti al “bancone” non deve essere facile...
No, indubbiamente il periodo di transizione è stato ed è ad ora complicato a volte!! Nella mia testa mi sento ancora un giocatore professionista, è dura cancellare 20 anni di abitudini con un colpo di spugna. In più vedere ancora coetanei giocare mi alimenta ancora il fuoco dentro, ma poi a mente lucida so che fisicamente ne ho guadagnato molto, e soprattutto non si può fare i giocatori in eterno,e arriva un momento in cui bisogna tagliare il cordone ombelicale con il mondo ovattato del professionismo e guardare di più alla vita reale di tutti i giorni. Lavorare in negozio mi piace, da atleta avevo tanto tempo libero, troppo. Adesso ho le giornate piene, nuove responsabilità, tutto ciò da gestire mi piace.

Qualcuno dei tuoi ex colleghi è passato a trovarti in negozio?
Se devo essere sincero, la visita più gradita è stata quella del mio ex compagno di stanza in nazionale Luigi Mastrangelo. Poi indubbiamente quella delle ragazze e dei ragazzi del Vero Volley , alcuni come Beretta e Botto sono ex compagni di squadra, ed è sempre un piacere parlare con loro di pallavolo. In più, con il fatto che l’anno scorso davo una mano al Club Italia femminile, alcune ragazze della squadra sono venute a trovarci in negozio, tra cui Anna Danesi che ci ha anche regalato la sua maglia da gioco firmata. L’anno scorso vedere una partita delle qualificazioni olimpiche della nazionale femminile con 3 giocatrici che indossavano le nostre scarpe è stata una bella sensazione!!

Come ti sei sentito quando hai visto in diretta apparire il nome del negozio in televisione?
E’ stata una sensazione nuova, diversa da quelle che provavo quando giocavo sul taraflex davanti a palazzetti pieni, ma oltremodo gratificante. Vuol dire che il progetto che stiamo portando avanti io e Danilo funziona, piace e questo ci regala ulteriore benzina per migliorare ogni giorno di più.

primo tempoQuanto orgoglio hai dentro di te sapendo che diverse squadre calcano il campo con la stessa voglia che avevi tu, e con le scarpe del tuo negozio?

Ti dirò la verità, anche solo preparare una maglietta è molto affascinante. Quando giocavo non pensavo a queste cose, al lavoro che si fa a monte di una stagione per preparare il materiale: davo tutto per scontato.
In realtà è davvero gratificante sapere che con le nostre magliette, il nostro abbigliamento contribuiamo a realizzare il sogno di tanti ragazzi e ragazze, che è quello di divertirsi giocando a pallavolo, nella speranza di diventare i campioni del futuro. Aver vestito tutta una società storica di Milano come il Vittorio Veneto e una realtà in crescita come AS04 Limbiate, oltre a tante altre, ci permette di puntare sempre al top e di migliorarci continuamente. In più fra i nostri clienti andiamo molto fieri della collaborazione con il Badminton Club Milano, società campione d’Italia in carica, e quella con MenteSport una società di Psicologi dello sport , formata da giovani dottori esperti in Mental coach e team Building che, così come noi ci prendiamo cura degli atleti dal punto di vista del vestiario tecnico, hanno a cuore il benessere degli atleti dal punto di vista psicofisico.

Un tempo eri servito divinamente dai migliori palleggiatori al mondo, ora sei tu che servi grandi e piccini. Quanto ancora puoi imparare nella realtà lavorativa di Primo Tempo Sport?
Così come sono stato al servizio dei più forti palleggiatori del mondo, cercando di non sprecare le loro alzate, adesso sono a disposizione di grandi e piccoli offrendo loro tutta l’esperienza che ho maturato in 16 anni di serie A. Per me ovviamente le scarpe erano molto importanti, uno strumento di lavoro essenziale e indispensabile, perciò di ogni modello conosco pregi e caratteristiche. Soprattutto con i più giovani, e specialmente con le ragazze, cerco di far capire che la scelta della scarpa deve andare oltre al mero lato estetico. Devono trovare la loro scarpetta di cristallo in negozio, quella che gli calza perfettamente, e che le accompagnerà nei loro allenamenti nel tentativo di realizzare il loro sogno sportivo. Ecco, quando vedo uscire un cliente fiero e felice della sua “scarpetta di cristallo”, provo la stessa sensazione di gioia che provavo quando stampavo un muro sul 24 pari!

Paolo Frascarolo

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