Atene dice no a Gucci

acropoli gucci 1La storia e la cultura non possono essere vendute a caro prezzo e anche Atene, capitale della Grecia, il simbolo della cultura classica, non fa eccezione.

Ormai arrivata al settimo anno di una crisi economica che si è divorato il 25% del Pil, ha detto di  no ai soldi offerti dalla Gucci per consentire una sfilata di moda della durata di un quarto d'ora sull'Acropoli.

La richiesta della casa di moda è giunta pochi giorni fa sul tavolo della Commissione Archeologica della Grecia (Kas), con un'offerta davvero difficile da rifiutare, dato la drammatica situazione delle finanze elleniche: circa 2 milioni di euro per una serie di lavori di restauro in cambio dell'affitto della roccia sacra per uno show di 900 secondi da tenere davanti al Partenone.

La stampa ellenica aveva detto che c’era stata anche un’offerta importante per i diritti a girare e promuovere in tutto il mondo, il filmato della passerella, anche se di cifre non si era ancora parlato in questa fase dell'operazione.

La risposta del Kas è stata tassativa “Il valore e il carattere dell'Acropoli sono incompatibili con un evento di questo tipo”.

“Non abbiamo bisogno di pubblicità” dice Dimitris Pantermalis, direttore dello splendido Museo dove sono ospitati i resti del fregio del tempio antico e le Cariatidi; “Il simbolismo del monumento sarebbe svilito usandolo solo come sfondo per una sfilata di moda”.

Insomma i greci sono davvero decisi a non mettere in vendita se stessi, anche se la Gucci ha ricordato come nel 1951 i marmi e le colonne del Partenone avessero fatto da palcoscenico a una sfilata di Christian Dior.

Ma la Commissione, irremovibile, ha confermato il suo rifiuto mentre il marchio della doppia G ha raccontato di un incontro con l’autorità ellenica per presentare un progetto di collaborazione culturale a lungo termine e raccogliere l’opinione di quest’ultima, ma che nessuna offerta economica era mai stata formulata. 

Concedere l'uso dell'Acropoli sarebbe stata un'umiliazione” ha detto in un editoriale il quotidiano Kathimerini.

In passato i marmi dell'Acropoli erano stati usati per gli spot della Coca-Cola, di Lufthansa e Verizon, che ha trasformato le colonne in cabine telefoniche, e come set per un servizio fotografico di Jennifer Lopez non autorizzato dal Kas.

Ma ora la storia della Grecia non è in vendita, anche se lo stato è sull’orlo dell’abisso. 

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