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Tossine potenzialmente velenose nel Miele? Bufala da smentire

mieleE' bufera tra gli esperti del settore apistico dopo l'articolo apparso su corriere.cucina.it a firma della giornalista Simona M. nel quale si dice che "il miele contiene una grande quantità di tossine velenose ..... basta un cucchiaino di miele non pastorizzato (o pastorizzato male) per scatenare vertigini, mal di testa, debolezza e vomito, mentre una dose maggiore può addirittura essere letale."

Nell'articolo apparso sul Corriere si cita la fonte di tale notizia: il sito FoodBeast da dove è stata tradotta la frase contestata da tutto il mondo dell'apicoltura e non solo. L'articolo sul sito in questione è a firma di Tessa Newell che si autodefinisce nel suo profilo in questo modo:  "Tessa vive e scrive a Sturbridge, Massachusetts, dove accumula una grande collezione di sciarpe e mette formaggio su tutto ciò che vede. Anche se è bassa e magra, Tessa può mangiare diversi cheeseburger in una sola volta e farà di tutto per un cucchiaio di burro di arachidi. O un intero barattolo."

Ora, a prescindere dal fatto che Tessa evidentemente non conosca molto l'argomento in questione non citando alcuno studio scientifico,  l'affermazione pertanto appare senza alcun fondamento ma il risultato è quello di aver provocato allarmismo tra chi acquista e consuma il prezioso oro giallo.

Il miele è stato oggetto di numerosi e approfonditi studi scientifici che hanno evidenziato le sue proprietà positive per il nostro benessere. Il "miele grezzo fresco" contiene enzimi, antiossidanti, aminoacidi, vitamine e minerali ma tra le sue proprietà vi è anche quella di essere un antibatterico naturale.

Sono molti i commenti che gli apicoltori e gli esperti del settore hanno postato sui social, vediamone alcuni:
"Infatti il miele è talmente tossico che si può masticare con la cera direttamente dal favo... cazzate ma chi ci crede è peggio di chi le scrive..."

"Chiediamo tutti alla giornalista una smentita di quanto ha scritto."

"La domanda è: perché sono ancora viva allora? Mangio miele, confettura di sanbuco e rabarbaro, in africa mangiavo manioca e anacardi!... sarò zombie e non me ne sono accorta!"

"Per il Centro Italiano Analisi Sensoriale il consumo pro capite italiano è di 400 g il 35% in meno rispetto alla media europea, la giornalista con questo articolo farà scendere ancora di più il consumo, si dovrebbe vergognare di quanto ha scritto. Come produttrice di Miele, voglio ed esigo una smentita

"mio padre ,80 anni ,io 43 e tutta la mia famiglia mangiamo miele non pastorizzato da tutta la vita, questo articolo è ridicolo e il giornalista adrebbe multato per diffamazione !!!!!!!!!"

"Sono un apicoltore e da 18 anni che mangio miele ,un cucchiaio e mezzo al giorno ,miele non pastorizzato e oggi che ho 64 anni del miele non pastorizzato di mia produzione ne ho mangiato a quintali e sono ancora vivo."

"Sì, vabbé, però mo' non stiamo a raccontare di tutte le volte che abbiamo mangiato miele, sennò non la finiamo più. Il miele non pastorizzato non è tossico perché a) la pastorizzazione serve ad altro, non ad eliminare i batteri b) il miele è un prodotto di cui si conoscono le caratteristiche generali e specifiche e gli effetti descritti non hanno alcun riscontro nella realtà."

Pubblichiamo la richiesta di smentita inviata dall'associazione nazionale Ami al Corriere.

L’associazione nazionale Ami - Ambasciatori dei Mieli, esprime vivo disappunto per quanto scritto nell'articolo a firma Simona Marchetti del 21 febbraio 2017, pubblicato sulla versione online del Corriere della Sera.

Le informazioni offerte alle lettrici e lettori, e la relativa fonte, sono incomplete , imprecise e parzialmente false, dando adito ad incomprensioni dannose a discapito del prodotto miele che è, anche per legge, naturale, integro, fresco e che non deve essere pastorizzato per essere consumato. La pastorizzazione è una scelta di chi lo commercializza ma non è assolutamente necessaria.

È falso che il miele non pastorizzato scateni “vertigini, mal di testa, debolezza e vomito” come leggiamo nell’articolo o che possa addirittura essere letale.

Nel miele non sono presenti tossine letali inibite dalla pastorizzazione.

L’unico rischio biologico è legato alla possibile presenza del Clostridium botulinum, derivato dall’origine vegetale stessa del prodotto: il miele è trasformato dall'ape, partendo dal nettare dei fiori, dalla melata o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante e quindi può venire a contatto con diverse possibili fonti contaminanti. Il rischio legato al manifestarsi del botulismo è legato all’ingestione diretta della proteina neurotossica, non all’ingestione diretta del Clostridium o delle sue spore. La proteina neurotossica può essere presente in alimenti non correttamente conservati a seguito dello sviluppo in condizioni anaerobiche (sott’oli, sughi, etc.). Nel miele non esistono le condizioni di sviluppo e gemmazione delle spore di Clostridium, data l’elevata concentrazione zuccherina e la bassa acidità, quindi la tossina non può essere presente.

Il rischio di sviluppo della tossina dopo ingestione è limitato alla sola alimentazione dei neonati di età inferiore ai 18 mesi, quindi non svezzati ed è avvallato da pochissimi casi dei quali non c'è, per altro, correlazione scientificamente attestata con il miele, accomunata con altri alimenti crudi somministrati in quella fase di crescita. Motivo per cui, per seguire un principio precauzionale di buon senso, la somministrazione del miele è sconsigliata in età inferiore a 18 mesi. Esiste anche l’obbligo di segnalazione in etichetta per la commercializzazione in alcuni Stati ma non nell'Unione Europea e nemmeno in Italia, dove resta un'indicazione facoltativa.  

Non c’è alcun rischio quindi per bambine e bambini svezzati e il resto della popolazione, se non una possibile sensibilità e/o intolleranza individuale che non si può escludere in generale per qualiasi alimento.

Chiediamo pertanto la rettifica a quanto scritto nell’articolo e che si dia invece rilievo al ruolo fondamentale che un alimento come il miele può svolgere in una dieta sana e corretta.

Cordialmente

Il Direttivo Ami

 

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