Guercino a Piacenza

guercino 1Dal 4 marzo Piacenza, con una mostra dei suoi capolavori a Palazzo Farnese e la possibilità di poter ammirare da vicino il ciclo di affreschi della cupola della Cattedrale, ricorderà la figura del grande pittore Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, e il suo Seicento, di cui, tra immagini sacre e raffigurazioni profane, fu uno degli indiscussi protagonisti.

Fino al 4 giugno, la mostra proporrà una ventina di opere tra oli e disegni, mentre una serie d'iniziative di grande suggestione e rilevanza storico-artistica porteranno in un lungo viaggio all'interno della cupola decorata dal maestro emiliano con le storie dall'Antico e Nuovo Testamento.

Intitolato Guercino a Piacenza, il progetto espositivo è stato ideato dalla Fondazione Piacenza e Vigevano, dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio e dal comune di Piacenza, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, del Mibact e col contributo della Camera di Commercio di Piacenza, Apt Servizi Regione Emilia Romagna, Iren, con main sponsor Credit Agricole Cariparma.

Cuore della manifestazione sarà la Cattedrale, nota per lo straordinario ciclo di affreschi realizzato da Guercino tra il 1626 e il 1627 e che si avrà una nuova illuminazione realizzata da Davide Groppi.

Tra i vertici assoluti del lavoro del Guercino, le pitture della cupola sono suddivise in sei scomparti raffiguranti le immagini dei profeti Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia, con nelle lunette alcuni episodi dell'infanzia di Gesù (Annuncio ai Pastori, Adorazione dei pastori, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto) che si alternano alle immagini di otto Sibille e il fregio del tamburo.

Il primo a dipingere i Profeti nella volta della Cattedrale, fu nel 1625 Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, che ne realizzò due, Davide e Isaia, ma morì appena ultimati i primi due spicchi, poi nel 1626 gli subentrò il Guercino, che completò entro l'anno successivo gli altri sei scomparti della cupola e le lunette.

Prima dell’ascesa della cupola, il visitatore verrà invitato, come prima tappa del percorso espositivo, all'interno delle sagrestie superiori della Cattedrale, dove sarà allestita una sala multimediale circolare che conterrà un grande videowall di oltre 10 metri di lunghezza, che condurrà virtualmente nella storia, al momento in cui il Vescovo Linati invita Guercino a Piacenza per decorare la cupola secondo i canoni imposti dal Concilio.

Grazie all'impiego delle più attuali tecnologie, a una base scientifica che poggia su documenti d'archivio e disegni preparatori, alle foto ad altissima risoluzione del ciclo pittorico, lo spettatore potrà apprendere le tecniche di lavorazione e le difficoltà riscontrate nella realizzazione di quello che la critica ha definito uno dei capolavori del maestro di Cento.

Sempre dal 4 marzo, la Cappella ducale di Palazzo Farnese ospiterà la bella mostra curata da Daniele Benati e Antonella Gigli, che hanno scelto 20 capolavori del Guercino, capaci di restituire la parabola creativa che l’ha portato a divenire uno degli artisti del Seicento italiano più noti a livello internazionale.

Tra i capolavori esposti ci saranno in prevalenza pale d'altare, ma non mancheranno i quadri a soggetto profano, che partiranno dalla romantica adesione al linguaggio di Ludovico Carracci fino alla maturazione artistica avvenuta durante i lunghi soggiorni a Bologna e quindi a Roma con l'ultima fase,  dove il suo linguaggio si aprì a nuove sollecitazioni di tipo classicheggiante, incontrando il favore dei più illustri committenti.

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