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Progetto Bellezza, a Milano arriva il design sociale

progetto bellezza Nato il 27 febbraio 2017, "Progetto Bellezza" è un'iniziativa di social design ideata e realizzata dalla Fondazione Progetto Arca presso il centro milanese di via Mambretti 33. Il progetto è stato presentato nell'ambito del 6° Forum delle Politiche Sociali e prevede la promozione di una nuova concezione di socialità nel tessuto urbano (e umano) di Milano. 

"Progetto Bellezza", quando il design diventa sociale

Questa iniziativa sviluppa una nuova concezione di dormitori per persone senzatetto: non più infatti solo luoghi dove potersi riposare, ma anche spazi di socialità, scambio e condivisione, che abbiano caratteristiche di accoglienza e funzionalità. Il "Progetto Bellezza" è stato messo in atto in via sperimentale e, oltre alla Fondazione Progetto Arca, vede come supporti importanti anche il Politecnico di Milano e l'Università di Torino.

Ristrutturazione partecipata e inclusiva è il concetto cardine da cui prende il via questo progetto: gli ospiti del centro di via Mambretti vengono infatti considerati non solo semplicemente come 'ospiti', ma come figure attive del rinnovo degli spazi, sia nella fase di progettazione che in quella di realizzazione. Il tutto perseguendo il secondo termine che compone il titolo dell'iniziativa, ovvero la bellezza, intesa come occasione di cambiamento e promozione sociale. 

Il progetto si è composto di una prima fase con il workshop colorFULL, che, grazie al coordinamento e alla collaborazione fra ospiti del centro, operatori sociali e designer, ha portato a ridipingere le pareti delle stanze in chiave più "umanizzante". Questo è servito per togliere dall'anonimato i vari luoghi di cui si compone il centro, tutti molto simili fra di loro, e anche per segnalare le funzioni specifiche di ogni spazio identificate da geometrie irregolari ed ampie pennellate di colore. Interessati da questo workshop sono stati gli spazi della mensa, della sala polivalente, del vano scala e dei corridoi, ma il programma è quello di estendere anche a tutti gli altri luoghi questo progetto.

In contemporanea a tutto ciò è stata anche realizzata da Ivan Romanò una delle due vetrate artistiche pensate per il cavedio delle scale. La caratteristica dell'opera sta nel rappresentare appieno il concetto cardine di bellezza: questa parola è stata infatti tradotta in 15 lingue, grazie anche all'aiuto degli ospiti del centro, e incisa su diversi tagli di vetro. 

 

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