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Festa del papà: com'è nata questa festa e come si festeggia

festa del papaIl diciannove di marzo ricorre la “festa del papà e della paternità”, una ricorrenza a mio avviso che è bene che si festeggi, poiché anche essere padre è un’esperienza di vita indimenticabile, almeno per quei padri responsabili e maturi. Oggi si sente spesso affermare che la figura paterna è in crisi, e in parte ritengo che sia vero, essere padre è ben diverso da essere maschio riproduttore, ma non voglio affrontare un argomento che ci porterebbe lontano, per cui mi limito a raccontarvi di com'è nata questa festa e di come si festeggia.
 
Questa ricorrenza si festeggia in tutto il mondo, anche se in date e con motivazioni diverse. Nei paesi a tradizione cattolica è festeggiata il 19 di marzo, giorno della festività di San Giuseppe, sposo di Maria e padre putativo di Gesù. La Chiesa sappiamo lo venera come patrono, poiché posto dal Signore a custodia della Famiglia, ma anche protettore degli orfani, dei più sfortunati e delle giovani nubili.

Curiosando negli archivi della storia, sappiamo che i primi a festeggiare questa festa furono i monaci Benedettini nel 1030, seguiti dai Servi di Maria nel 1324 e dai Francescani nel 1399. La festa fu poi estesa a tutta la Chiesa da papa Gregorio XV nel 1621. Qualcuno si ricorderà che sino al 1977 tale ricorrenza era considerata festiva anche agli effetti civili; ricordo ancora che si guardava il calendario per vedere se era possibile fare “ il ponte”.

Una curiosità, se qualcuno vuole regalare al proprio genitore paterno delle rose, deve osservare questa consuetudine, regalare rose rosse se ancora in vita, se più non fosse, le rose devono essere bianche. Inoltre, è buona consuetudine che i bimbi più piccoli, sia alla scuola materna sia alle elementari, preparino un lavoretto da regalare al proprio papà.
 
Nella nostra Penisola ricorrono un po’ dovunque due tradizioni di questa festa, i “falò” e dalle “frittelle di San Giuseppe o Zeppole”. Il rito del falò trae la sua origine da riti pagani di purificazione per la fine dell’inverno, ove si bruciavano i residui del raccolto rimasto nei campi, inoltre si accendevano grandi roghi nelle piazze dove, quando il fuoco aveva calato la sua potenza, i più temerari si dilettavano a scavalcarlo con grandi salti, oppure si allacciava al rogo per “bruciare la vecchia” nel giorno di metà Quaresima.
 
Anche la nostra città di Milano si prepara e festeggiare questa ricorrenza, ecco alcuni eventi da poter vivere in città.
 
La Stramilano, gara non competitiva per le vie della città. Prenderà parte alla manifestazione sportiva anche l’Associazione Disabili No Limits. Ovviamente la partecipazione è aperta a tutti.

Sabato18 marzo, dalle ore 16.30, Casamilan proporrà per i più piccoli un incontro per preparare un regalo sorpresa per il proprio papà, fatto questo potranno partecipare alla visita guidata al “ Museo Mondo Milan”, per poi recarsi, tutti insieme, allo stadio Meazza – San Siro per godersi la partita di calcio in programma nel campionato, mentre nell’intervallo, padri e figli potranno scendere sul campo di gioco.

Visita al Museo del Duomo, dove i più giovani potranno, con il loro genitore fare anche molte fotografie. L’entrata è al costo di 8 euro.

Per chi vuol visitare il Gardaland Sea Life Aquarium, potrà partecipare, oltre alla visita, a un gioco a quiz che darà la possibilità di vincere dei premi. Il costo del biglietto è gratuito sotto i dieci anni di età e per i papà, mentre gli altri pagheranno 10,50.

Prima di terminare non posso tralasciare questo dolce tipico della ricorrenza, ossia i “Tortelli o frittelle di San Giuseppe”, molto simile alle “ castagnole”, facili da preparare e da tutti gustati con piacere.

Vi lascio con due simpatici aforismi.
 
"Ogni uomo può essere padre. Ci vuole una persona speciale per essere un papà" (anonimo)

"Non riesco a considerare nessuna necessità nell’infanzia tanto forte come la necessità di protezione del padre" (S. Freud)
 
Auguri, allora, a tutti i papà.

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