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Piano alto, vista Duomo. Due stagioni di torri milanesi

piano alto 1Dal 13 al 31 marzo la Galleria Tulpenmanie di MilanoLorenzo Degli Esposti propone Piano alto, vista Duomo. Due stagioni di torri milanesi, una mostra fotografica di Matteo CireneiMaurizio Montagna, con partecipazioni di Ugo La Pietra, Daniele Vitale e AUFO.

Negli anni Cinquanta Milano fu uno dei centri dell’architettura moderna grazie alle opere di maestri che hanno rinnovato o contestato il lessico razionalista, interpretando in modi originali le idee delle avanguardie.

Il tipo della torre è rappresentativo di questa storia, con i vertici rappresentati dal Grattacielo Pirelli e dalla Torre Velasca, simboli di due culture e di due anime della città.

Le torri di questa stagione sono uniche in un tessuto orizzontale e continuo, ma, oltre alla diversità dei loro linguaggi, di fatto confermano un’idea di città fatta d’isolati urbani, pur nelle differenze dei casi specifici e dei committenti, che spesso erano famiglie protagoniste dell’industria lombarda del boom economico.

Dopo un periodo di sostanziale stasi, legato alla diffusione in Europa e negli Stati Uniti degli studi sulla città sviluppati a Milano a partire dagli anni Sessanta, con il nuovo millennio si è verificata una nuova stagione meneghina di costruzioni in altezza.

Negli ultimi dieci anni lo skyline milanese è stato molto modificato a causa delle torri realizzate con grande coinvolgimento di architetti di fama internazionali e di capitali anche stranieri, destinate a ospitare gruppi bancari e assicurativi.

Dopo la stagione precedente, le torri milanesi del nuovo millennio prediligono, con dovute eccezioni, collocazioni lontane dalla città consolidata, che perde ogni ruolo di punto di riferimento, a favore di altri immaginari.

Piano alto, vista Duomo pone a confronto queste due stagioni, viste con gli occhi di due fotografi, Cirenei e Montagna, che prediligono il primo un tipo di scatto ambientale e paesaggistico, il secondo uno scatto focalizzato sull’oggetto architettonico.

Un trittico di Ugo La Pietra, con L’architettura monumentale è l’estetizzazione delle regole repressive. L’estetizzazione di una società invece della sua realizzazione, Milano storica: ciò che conta è quello che riusciamo a fare alle sue spalle e Bosco verticale, apre la mostra dimostrando il legame tra monumentalismi e cittadinanze.

La chiusura è affidata a due composizioni, di Daniele Vitale con Storie di torri e grattacieli e di AUFO con milanoliquida, per una guida agli antefatti e la visione di un futuristico scenario, già presentato sotto forma di DIA al Comune di Milano.

Piano alto, vista Duomo. Due stagioni di torri milanesi

Galleria Tulpenmanie, Via Mauro Macchi 6, Milano

Ingresso libero esclusivamente su prenotazione (rsvp@tulpenmanie.net)

Apertura dal 13 al 31 marzo 2017

Orari: lunedì – venerdì 10.00 – 13.00/15.00 – 18.00

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