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Il ritorno del “Modfathter”. Paul Weller all'Alcatraz il 12 settembre 2017

paul weller 1Dopo due anni di assenza il “Modfather” torna da noi, dopo l'ultima tournèe segnata da un breve ma inteso, memorabile concerto al “Vittoriale” di Gardone su Lago Garda; l’ha comunicato lo stesso Weller poco prima di mezzogiorno di lunedì 27 marzo sul suo profilo facebook.

Paul Weller

Classe 1958, una carriera lunghissima che ormai supera i 40 anni, una vera e propria icona e istituzione in Gran Bretagna, che ha passato indenne tutti gli stili musicali passati in queste decadi.

Dal punk-rock, al revival mod degli inizi, con influenze rhythm 'n' blues, al funk, passando alle raffinate atmosfere jazzate degli Style Council negli anni 80' e in seguito al brit-pop, alle cover di lusso e al pop psichedelico dei suoi lavori da solista, Paul Weller non è stato fermo un attimo, nella sua carriera, influenzando profondamente la scena musicale più di quanto sembra. Oasis e Blur su tutti ma anche Charlatans, Arctic Monkeys, Suede, Pulp, Libertines, Kaiser Chiefs e molti altri ancora, gli devono moltissimo se non tutto. I fratelli Gallagher fanno ancora a gara per averlo con loro in produzione e soprattutto sul palco.

Influenzato profondamente dai Beatles e dalla musica degli anni Sessanta in generale (Who, Kinks, Traffic e Small Faces, su tutti), più una spruzzatina di soul in puro stile Tamla Motown. E' stato ed è tuttora la principale figura del movimento “mod revival” da dove deriva il suo soprannome "The Modfather” Non a caso è sempre elegante e impeccabile.

Nel 1976 è a capo del trio The Jam, che si propone da subito come uno dei migliori gruppi inglesi, nati sull'onda del punk; saranno poi una delle band di maggior successo della scena anglosassone. Nel 1977, ad aprile, arriva il primo 45 giri dei The Jam: “In The City”, due minuti e sedici secondi di energia pura, considerato uno dei più grandi singoli di debutto di tutti i tempi.

Dal 1977 al 1982 sei album in studio che sono dei veri e propri traccianti, non solo segnano nel profondo il sound di molti gruppi di lì a venire, ma raccolgono i consensi di critica e pubblico, raggiungendo le vette della classifica inglese e non solo. Nell'ottobre 1982, gli Jam si sciolgono con Paul Weller che sceglie altre vie. Non prima di aver lasciato un album dal vivo “Dig the new breed” che non solo è una summa del loro meglio, ma consegna ai posteri anche la potenza e la bravura “on the stage” del trio. Un album che nel suo formato in vinile è sempre molto ricercato.

Nel 1983 realizza al progetto “Style Council” con il tastierista e compositore Mike Talbot, andando verso un sound molto più soft, proponendo pop raffinato, che ondeggia sul soul-jazz. “Cafè blue” del 1984, rimane non solo un esercizio di stile vero e proprio ma proprio una vera e propria pietra miliare degli anni 80 e non solo. Bissato in parte l'anno dopo da “Our favorite shop”.

L'esperienza con gli Style Council dura sino al 1989, quando Weller decide di correre da solo. Pubblicando con il suo nome e cognome ben 12 album, inframmezzati da alcuni live e antologie varie.

As is now, Wild wood e Stanley road, sono tuttora punti di riferimento per la musica anglosassone, con il loro mix di rock bianco tagliente a venature sixties e le spruzzate di black soul. Un vero e proprio marchio di fabbrica di Weller che rende il suo sound riconoscibile al primo ascolto.

Il suo ultimo lavoro da solista è “Saturns Pattern” del 2015 ma nel frattempo come al solito si è dato da fare, ha tenuto concerti in giro per il mondo, ha prodotto gruppi vari, ha collaborato con tantissimi.

Solo in questi primi mesi del 2017 lo troviamo con Johnny Marr per il nuovo album dei Charlatans. Ha composto la colonna sonora di Jawbone, un film che racconta la storia dell'ex campione di boxe giovanile, Jimmy McCabe. E' comparso come attore in un cameo di pochi secondi nel seguitissimo “Sherlock” in onda sulla BBC, nelle vesti di un vichingo.

Sul palco è stato con Amy Winehouse, Paul Mc Cartney, Stevie Winwood, Joe Walsh, Oasis, Adele, Ron Wood, Pete Townshend, Roger Daltrey, Adele e molti altri ancora.

Per chi si stesse ancora chiedendo chi diavolo sia Paul Weller. Di sicuro avete visto Billy Elliot; il ragazzino balla in una delle scene più famose sulle note di “The town called malice” dei Jam. Nello stesso film ci sono due canzoni degli “Style Council”. E se qualcuno non avesse ancora capito, basterebbe andare a cercare “You're the best thing” oppure “My ever changing moods”.

Insomma un quasi sessantenne che ha fatto tantissimo, ma ancora moltissimo da dire, fare e soprattutto ha ancora energia da spendere sul palco.

I biglietti per il tour sono a posto unico in piedi, disponibili sul circuito Ticketone e relativi punti vendita, al costo di 34.50 Euro.

Paul Weller

Domenica, 10 Settembre 2017
Estragon
Via Stalingrado, 83 - Parco Nord - Bologna
Inizio concerto h. 21

Lunedì, 11 settembre 2017
Teatro della Concordia
Corso Puccini, 1 - Venaria Reale (To)
Inizio concerto h. 21

Martedì 12 Settembre 2017
Alcatraz
Via Valtellina, 25 - Milano
Inizio concerto h. 21

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