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Vincenzo Agnetti. Oltre Il Linguaggio Inaugura il nuovo spazio Della Osart Gallery Di Milano

Osart Gallery di Milano rafforza la sua decennale presenza nel panorama artistico della città con l’apertura di un nuovo spazio espositivo. In occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Corso Plebisciti 12, viene presentata l’esposizione, dal titolo Oltre il Linguaggio, si focalizza esclusivamente sulla produzione fotografica di Vincenzo Agnetti.

vincenzo agnetti oltre il linguaggio nuovo spazio galleria mostra arte concettuale osart gallery milano tiziana leopizziLa mostra, è in corso fino al 27 maggio 2017, ed è organizzata in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti di Milano. Il progetto espositivo si focalizza sulla produzione fotografica del celebre artista, con una selezione di 17 lavori realizzati tra il 1973 e il 1976 che rappresentano al meglio la sua ricerca concettuale.

Oltre il linguaggio si sofferma sulla portata delle operAzioni concettuali che Agnetti mette in atto nel corso della sua poetica espressiva, come in Progetto per un Amleto Politico (1973) o come in Discorso n°5 (1974) che, come affermava l’artista “costituiscono gli ingranaggi di un dispositivo innescato per destituire di significato i segni stessi utilizzati”. Insieme a Frammento di Tavola di Dario (1973) questi lavori sono tutti riconducibili al meccanismo di traduzione, azzeramento e riduzione.

Vincenzo Agnetti considera il linguaggio ambiguo per natura. Per questo motivo, si presenta la necessità di tradurlo e ridurlo in numeri. Il risultato finale è un azzeramento dei concetti a favore di una costruzione di una lingua universale caratterizzata da specifica intonazione che trova supporto fonologico nel numero.

Il linguaggio torna al centro delle attenzioni di Agnetti nella versione su carta della celebre Autotelefonata (1974) dove “minifototessere” lo ritraggono nell’atto di telefonare a se stesso.

Alla pratica di riduzione e traduzione, rintracciabile anche nell’opera-performance In allegato vi trasmetto un audiotape della durata di 30 minuti (1973) si aggiunge l’operazione che l’artista definisce di ‘teatro statico’, che ha in Elisabetta d’Inghilterra (1976) il suo vertice espressivo più rappresentativo. Identikit (1973) e l’Età media di A. (1973-74), invece, in un suggestivo dialogo tra passato e futuro, indagano il tema del ritratto nel suo declinarsi in rapporto al tempo.

Se da un lato, Età media di A, attraverso l’utilizzo di immagini dedotte da un’esistenza vissuta e un complesso sistema di calcolo, ricostruisce l’età e la collocazione temporale di Angela Gallmann, dall’altro, Identikit delinea, per deduzione, i tratti fisici e culturali di X2, un’ipotetica persona che vivrà nel 2073.

La spettacolare installazione Progetto Panteistico (1973) tratta un altro tema caro all’artista, quello della natura. In questa sequenza fotografica si osserva come da un segno grafico, si costruisca la forma della foglia, accostata a un testo che fa riflettere sull’universalità del rapporto tra uomo e natura.

In un’altra opera, Tutta la Storia dell’arte (1973) Agnetti sintetizza in provocatoriamente la sua visione dell’arte attraverso l’utilizzo di tre immagini, due canoniche che fanno riferimento al periodo arcaico e classico e una spiazzante che rappresenta la contemporaneità.

L’analisi delle opere fotografiche di Vincenzo Agnetti si conclude con una riflessione sul rapporto tra mezzo e messaggio. In Free – hand photograph (1974) l’artista utilizza il procedimento interrotto e realizza una fotografia paradossale che prescinde dal mezzo-macchina fotografica e dall’oggetto esterno da fotografare. Tramite questa operazione “sovversiva” nasce la Fotografia eseguita a mano libera.

Tiziana Leopizzi

Vincenzo Agnetti. Oltre il linguaggio

24 marzo - 27 maggio 2017

Osart Gallery

Corso Plebisciti 12 - Milano

Orari: da martedì a sabato, 10.00 - 13.00; 14.30 - 19.00

Ingresso libero

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