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Milano Gli strumenti di Carlo Gesualdo

gesuardo milano 1Il Principe madrigalista Carlo Gesualdo arriva a Milano.

Il Castello Sforzesco ospita infatti una singolare mostra che permetterà ai visitatori di ammirare le riproduzioni di tipici strumenti musicali rinascimentali del nobile gesualdino.

Le opere sono una copia della chitarra barocca Mango Longo, realizzata da Antonio Dattis, decorata con formelle in avorio di mammut, madreperla e 13 piccoli uccelli di vetro soffiato collocati nella formella, la seconda è una riproduzione del clavicembalo appartenuto a Carlo Gesualdo.

Gli esemplari riprodotti sono il frutto di una lunga e accurata ricerca fondata su fonti storiche, archivistiche, testimonianze organologiche, museali, iconografiche e rimarranno esposti a Milano fino al 20 giugno per poi essere trasferiti presso la loro sede definitiva che sarà il Castello di Gesualdo, dove il 24 giugno verrà inaugurata l’esposizione permanente delle riproduzioni degli antichi strumenti musicali suonati dal Principe.

Carlo Gesualdo nacque a Venosa l'8 Marzo del 1566 da Fabrizio e Geronima, sorella di Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano e santo.

A Napoli Carlo fu avviato dal padre, amante del bello e noto mecenate, a severi studi letterali e musicali, in quella che veniva considerata una delle più prestigiose accademie di corte dell'epoca della Controriforma. A 19 anni pubblicò il primo mottetto Ne reriscaris, Domine, delicta nostra cioè Perdona, Signore, i nostri peccati.

Nel 1584 morì il fratello maggiore Luigi e Carlo, principe di Venosa, ebbe l'onere della continuazione del casato.

Due anni dopo sposò, per volere delle famiglie, la cugina Maria D'Avalos, già vedova e madre, di sei anni più grande di lui e molto avvenente.

Dal loro matrimonio nacque Emanuele, erede del casato, ma l'unione tra i due sposi fu tormentata, tanto che Maria ebbe una relazione con il bel Fabrizio Carafa, duca di Andria anch'egli sposato e con figli.

Con lo scandalo sulla bocca di tutti, Carlo decise di lavare col sangue l'offesa alla sua famiglia: la notte del 17 ottobre 1590 finse di partire per una battuta di caccia, colse gli amanti in flagrante e li fece uccidere dai servitori.

Carlo venne subito prosciolto, ma dovette rifugiarsi a Gesualdo per sfuggire all'ira delle famiglie D'Avalos e Carafa, che consideravano  grave offesa il delitto compiuto per mano dei servitori.

Nel 1594 Carlo si risposò con Eleonora d'Este, da cui ebbe Alfonsino, morto in tenera età. Poi il principe fu preda di ossessioni religiose che lo portarono addirittura a violente pratiche autopunitive.

Il 20 giugno 1613 morì il figlio Emanuele, caduto da cavallo e Carlo si ritirò in una piccola stanza del castello, dove morì l'8 settembre, portando alla fine il grande casato dei Gesualdo.

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