Gaggiano Picnic sul Naviglio 2017

gaggiano 2Domenica 21 maggio dalle ore 10.00 alle ore 21.00, presso l’Alzaia Naviglio Grande a Gaggiano, ci sarà un’area relax, dove sarà possibile fermarsi per un break degustando i prodotti locali collocati in un cestino da picnic e in cassette di legno.

Il tutto in un’atmosfera da spirito campestre con balle di fieno e biciclette vintage, per un’esplosione di fiori, colori e profumi sul Naviglio.

Programma

Alle ore 10.00 è prevista la Colazione campestre, alle ore 12.00 il Picnic sul Naviglio con il cestino di prodotti locali.

Verso le ore 15.00 inizierà Happy Orto, un Laboratorio dedicato ai più piccoli, per creare insieme un minuscolo orto e alle ore 17.00  l’Aperitivo Flower Power.

Gaggiano

Ma raccontiamo qualcosa della storia di questo borgo sul Naviglio Grande, non molto lontano da Milano.

Gaggiano per la prima volta è nominata nei documenti subito dopo l’anno Mille, quando nel 1038 Anselmo Avogadri vendette un terreno a Yborino, antico nome dell’attuale Bonirola.

In seguito, ormai proprietà dei milanesi Girardo e Giovanni Boccardi nel 1146, ospitò, nel 1159, l’accampamento di truppe fedeli al Barbarossa.

Gaggiano è patria di un preposto di Lodi, Alberto da Gaggiano, che nel 1168 ricevette dall’Arcivescovo Galdino l’intimazione di lasciare il gruppo dell’imperatore tedesco.

Il Naviglio, navigabile dal 1270, favorì fin dal Medioevo i trasporti verso la città e, grazie all’apertura di numerose bocche che distribuiscono le sue acque, anche lo sviluppo dell’agricoltura e la creazione d’insediamenti agricoli, spesso grazie a ordini religiosi, come quello dei Certosini, dei Benedettini e delle monache di S. Agostino.

Il primo ponte, poi pedonale nel 1836 quando ne fu costruito un secondo più a monte, risale a quando Beno de’ Gozzadini dispose il prolungamento del canale verso Milano, venne ricostruito in pietra nel Cinquecento e rifatto dopo la distruzione operata dall’esercito austriaco in ritirata in seguito alla battaglia di Magenta del 4 giugno 1859.

A Gaggiano, lungo il percorso del canale, furono attivi fino all’Ottocento una fornace e una lavanderia, l’attracco del battello che faceva servizio fra Boffalora e Milano, oltre a numerosi lavatoi, come testimonianza della vita quotidiana del paese.

I tre edifici più noti di Gaggiano si affacciano sul Naviglio Grande, sulla riva destra c’è il Palazzo Venini-Uboldi costruito nel 1711, sulla riva sinistra il Santuario di Sant’Invenzio, il cui ultimo rifacimento fu concluso attorno alla metà del Settecento e il cinquecentesco Palazzo Stampa-Aloardi, detto Palazzo Marino dalla leggenda che lo attribuisce a Tomaso Marino, il finanziere genovese trapiantato a Milano, che vi uccise la bella Ara Cornaro.

Di grande interesse è la frazione Vigano Certosino, sviluppatasi da un insediamento monastico dipendente dalla Certosa di Pavia, cui nel 1400 Gian Galeazzo Visconti aveva fatto dono del borgo e dei poderi e di cui ne fu proprietaria fino al 1769.

Nella frazione c’è un Oratorio dedicato a Sant’Ippolito con dipinti eseguiti per conto della Certosa di Pavia, nel 1578, dai fratelli Aurelio e Giovan Pietro Luini.

Gaggiano, che fu luogo di transito grazie alla strada e alla ferrovia che unisce Milano a Vigevano, fu a lungo luogo di sosta per i viaggiatori, i barcaioli, i carrettieri grazie alle locande, caffetterie, botteghe e laboratori artigiani, in un’area agricola efficacemente coltivata da oltre trenta “cascine”.

Le trasformazioni intervenute nel Novecento non ne hanno intaccato il profilo, composto da due file di case lungo il Naviglio, con i due ponti ottocenteschi e la torretta merlata che ospitò i gendarmi austriaci.

 

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