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Milano in Egitto. Gli scavi di Achille Vogliano nel Fayum

milano egitto 1Chi ama il mondo dell’Antico Egitto non può perdere la mostra Milano in Egitto. Gli scavi di Achille Vogliano nel Fayum, al Civico Museo Archeologico di Milano, dove sono esposti reperti e opere provenienti da Tebtynis e Medînet Mâdi (Egitto), due importanti località indagate dal papirologo milanese negli anni Trenta del ‘900.

Fu proprio con le campagne di scavo condotte da Achille Vogliano nel Fayum, realizzate con la collaborazione del Comune di Milano, che venne incrementata la conoscenza di questa regione, particolarmente importante nella storia dell’antico Egitto, arricchendo notevolmente la collezione milanese.

Nato a Firenze il 17 ottobre 1881, Vogliano terminò gli studi superiori a Milano e si laureò con una tesi sul poeta alessandrino Eroda, 1908 terminò a Firenze il corso di perfezionamento in Letteratura greca con il celebre filologo e papirologo Girolamo Vitelli, oltre a iniziare uno studio approfondito dei papiri epicurei di Ercolano, approfondimento e ricerca che si protrasse per tutta la vita.

La sua vasta produzione scientifica era dedicata allo studio di testi epigrafici e papiracei, in prevalenza letterari, con ricerche sui Mimiambi di Eroda e su testi papiracei letterari di Menandro, Callimaco, Saffo e Alceo.

Dopo la prima guerra mondiale visse a Berlino, dal 1920 al 1922 ospite della casa di Hermann Diels, e fece parte della Graeca Wilamowitzian, un gruppo d’intellettuali formatosi attorno al celebre filologo Ulrich von Wilamowitz Moellendorff, cui presero parte l'olandese A. Kampstra e il greco J. Sykutris.

Fu professore di Letteratura greca per le Università di Cagliari (1927), Bologna (1929), Milano (1932) e, nel secondo dopoguerra, presso la Freie Universitaet di Berlino Ovest.

Fondò l'Istituto di Papirologia dell'Università Statale di Milano, che rese subito celebre con la pubblicazione del primo volume dei Papiri dell'Università di Milano (1937) e delle Diegesis di Callimaco.
Vogliano visse per lunghi periodi in Germania a Berlin Zehlendorf, in una casa miracolosamente sopravvissuta alla seconda guerra mondiale, assieme alla sua biblioteca.

La sua attività di scavo in Egitto fu attiva dal 1934 al 1940, interrotta bruscamente dall'entrata in guerra dell'Italia a fianco della Germania nazista.

Nel 1953 tornò in Egitto, per nuovi scavi e per studiare un gruppo di astrakan inediti al Museo del Cairo, ma la morte lo colse poco dopo il suo rientro in Italia, il 26 giugno 1953.

A Tebtynis sono stati rinvenuti principalmente oggetti di vita quotidiana e papiri, oggi parte della collezione del Centro Papirologico dell’Università di Milano che in occasione dell’esposizione ne ha concesso in prestito alcuni esemplari.

A Medînet Mâdi Vogliano trovò un importantissimo tempio di Medio Regno (XIX sec. a.C.) dedicato alla dea-cobra Renenutet e al dio-coccodrillo Sobek, ingrandito in epoca greco-romana come tempio dedicato a Iside-Thermutis.

I reperti in mostra danno un’immagine di come fosse un villaggio egizio di età greco-romana e permettono di ripercorrere l’evoluzione della cultura egizia in quel periodo, mettendone in luce la riuscita integrazione di culture diverse.

La mostra, aperta al pubblico dal 17 maggio al 15 dicembre, si avvale anche della documentazione fotografica degli scavi conservata presso la Civica Biblioteca Archeologica ed è il frutto della collaborazione tra il Civico Museo Archeologico di Milano, il centro papirologico Achille Vogliano dell’Università degli Studi di Milano e la cattedra di Egittologia dell’Università di Pisa, che ha continuato l’indagine archeologica di Medina Mâdi iniziata da Vogliano.

Milano in Egitto. Gli scavi di Achille Vogliano nel Fayum

17 maggio – 15 dicembre

Civico Museo Archeologico in corso Magenta 15

Orario: da martedì a domenica, ore 9.00-17.30 (lunedì chiuso)

Biglietto d’ingresso (museo+mostra): 5 euro intero; 3 euro il ridotto. Gratuito minori di 18 anni e il martedì dalle 14.

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