• Home
  • MOSTRE
  • Castelfranco Veneto Le trame di Giorgione

Castelfranco Veneto Le trame di Giorgione

le trame di giorgione 1Magnifici tessuti, velluto, raso, sete, broccati, emblemi di lusso e potere, trasudanti messaggi politici e allegorici, oltre ai capolavori di Giorgione delle opere di altri grandi maestri saranno al centro di una mostra allestita dal 27 ottobre al 4 marzo 2018 a Castelfranco Veneto.

Intitolata Le trame di Giorgione, la mostra promossa dal comune di Castelfranco Veneto con il Mibac e la collaborazione dell'Associazione Veneto Museo Sistema, è curata da Danila Dal Pos, che ha riletto l'opera del famoso maestro veneto con nuove proposte interpretative.

Una delle chiavi di lettura scelta è quella allegorica, che prende le mosse proprio dalla Pala di Castelfranco, opera di devozione, ma allo stesso tempo potente messaggio politico, celato sotto la scelta dei ricchi tessuti che vestono e attorniano la Madonna e il Bambino.

Infatti, i cinque magnifici, diversi tessuti che Giorgione riproduce con assoluta precisione, dovevano veicolare un messaggio diretto al Senato Veneziano, molto attento alle vicende dell'Isola di Cipro, cui la Pala rinvia in ragione del suo committente, il nobile Tuzio Costanzo, di stirpe reale, desideroso di rassicurare Venezia sulla sua volontà di stabilirsi a Castelfranco. Giorgione colloca i personaggi in un terrazzo pavimentato a scacchiera che si apre sul paesaggio, da cui però San Nicasio (con l'armatura) e San Francesco sono separati tramite una quinta di velluto rosso, per celebrare il casato dei Costanzo.

A esibire la ricchezza e l'importante stato sociale di Tuzio sono proprio il velluto liscio cremisi che fa da sfondo ai due Santi, la fascia verde a due corpi con il disegno a inferriata, il raso del vestito e del manto della Madonna, fino al broccato del telo sullo schienale del trono, prodotti della più importante manifattura veneziana di fine Quattrocento.

La trama della mostra vedrà anche capolavori di ritrattistica di Lotto, Tiziano, Jacopo Bassano, Paolo Veronese e moltissimi altri pittori del tempo, in un allestimento che prevede numerosi esemplari di quegli splendidi tessuti, tra cui  la prestigiosa collezione tessile settecentesca del Duomo di Castelfranco, insieme con abiti, corpetti, guanti e borsette dell'epoca, provenienti da Palazzo Mocenigo a Venezia.

Anche nel nucleo dedicato al Seicento, il lusso è visto come il fattore di distinzione identitaria, quel lusso che consiste nell’uso di materiali e di manifatture di grande pregio e di altissimo costo.

L'ultimo nucleo a raccontare la storia della manifattura tessile veneziana è quello dedicato al Settecento, dove le sontuose vesti dismesse dalle grandi dame finivano con l’essere portate sull’altare sotto forma di piviali o pianete, intessute di fili di seta e oro.

Ci sarà anche la possibilità di vedere i luoghi di Giorgione nel centro storico di Castelfranco, tra il Duomo, la Torre Civica, lo Studiolo di Vicolo dei Vetri, la Casa Costanzo, la Casa Barbarella, dove si potrà ammirare gli esiti attuali della grande tradizione veneziana della tessitura.

Per secoli la manifattura tessile ha rappresentato l’industria più fiorente del Veneto e oggi a testimoniare questa importantissima tradizione sono rimasti i laboratori di alta gamma. dalle sensazionali Rubelli e Bevilacqua di Venezia, alla Bottoli di Vittorio Veneto che alleva pecore nere per evitare la tintura del filato; dalla Bonfanti di Mussolente, con i suoi inconfondibili arazzi, alla Paoletti di Follina che tesse un tartan senza pari; dalla Serica 1870 di Follina che riesce a collocare le sue impalpabili sete sul mercato cinese, fino a Bonotto a Vicenza.

La Galleria del settecentesco Teatro Accademico vede i telai e la straordinaria produzione di Carlo Scarpa della Tessoria Asolana oggi non più sul mercato.

E per chi volesse approfondire di più il tema, a Venezia si potranno ammirare le creazioni di Roberta di Camerino, il Palazzo di Mariano Fortuny e il Museo del tessuto e del costume di Palazzo Mocenigo.

Leggi anche:

Frida Kahlo sbarca a Mudec di Milano

Jan Fabre. Glass and Bone Sculptures 1977-2017

Un bisogno ossessionante di cosmo : la pittura di Pietro Sassi e Pinot Gallizio

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.