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Matteo Montani di nuovo al MAC di Lissone

matteo-montani-lissoneMatteo Montani. The Glow and the Glare è la mostra ospite del MAC - Museo d'Arte Contemporanea di Lissone (in provincia di Monza e Brianza) dal 10 giugno al 23 luglio. Aperto da mercoledì a venerdì dalle 10 alle 13, giovedi dalle 16 alle 23, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.

Lissone: andata e ritorno

Lissone, dieci anni dopo. E' passato un decennio da quella prima apparizione di Matteo Montani, classe 1972, al Museo d'Arte Contemporanea di Lissone. In quell'occasione l'artista partecipò al Premio Lissone, fondamentale gradino di un considerevole numero di esperienze italiane e internazionali che l'hanno portato a esporre in occasione della XV Quadriennale di Roma nel 2008, all'allestimento di una personale al Museuom Am Dom di Würzburh nel 2011 ed ad aggiudicarsi il premio speciale della giuria durante la 64esima edizione del Premio Michetti. E' stato un viaggio lungo dieci anni, un percorso che si conclude con l'eterno ritorno nelle sale che hanno portato le opere di Montani in giro per il mondo. Chissà se, ripercorrendo con passo calmo i pavimenti del MAC, Montani non scorga il ricordo di se stesso, in un incontro tra passato e presente finalmente ricongiunti sotto il titolo "Matteo Montani. The glow and the glare" e la curatela di Alberto Zanchetta.

Punto d'incontro è senza dubbio la ricerca espressiva che ha caratterizzato la cifra stilistica dell'artista, in una fedeltà realizzativa espressa tramite l'asperità del supporto, che si declina nell'utilizzo del colore sulla carta abrasiva per mezzo di polveri metalliche che variano di intensità a seconda delle fonti luminose. Un gioco di riflessi, scintille e ghirlande cangianti, fosforescenze e sfumature racchiuse nella luce, la quale, a seconda di come fende l'opera, genera un mutamento continuo. Per questo motivo le opere che compongono il percorso espositivo sono illuminate da fonti luminose indirette, così da permettere agli occhi dello spettatore di cogliere le infinite iridescenze che sembrano far prendere vita al dipinto. Fonte d'ispirazione per quest'ultimo ciclo di opere di Matteo Montani sono le suggestioni e le emozioni che scaturiscono nell'animo alla visione di alba e crepuscolo, nella raffigurazione di quel magico momento in grado di fermare il tempo e riportato sulla tela in un orizzonte circolare imbevuto di bronzo, rame e oro. Ecco allora che nell'opera si dipanano spazi infiniti, in cui lo sguardo vaga senza meta, attraversando una porta sconosciuta che si apre verso paesaggi surreali e senza confini. Meraviglia e mistero, stupore e meditazione, in una mistica rappresentazione degli enigmi che accompagnano il cammino dell'essere umano attraverso l'ignoto e il quesito inerente la creazione. Un tema le cui radici affondano in una terra lontana, nella cultura giapponese, per mezzo un immaginario ponte con la pittura orientale. Sebbene i riferimenti al paesaggio e all’orizzonte siano impliciti, essi vengono trascesi dallo stesso artista per offrire un’abluzione nelle tremolanti densità di un’ascetica policromia. E' immaginazione allo stato liquido, un susseguirsi di ambientazioni che prendono forma nella mente, nascendo dal metallo con cui Montani crea i suoi capolavori.

L'autore

Matteo Montani ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Urbino e Roma. Giovane vincitore del Premio Suzzara nel 2000, è stato finalista al Premio Lissone nel 2007, al Premio Cairo nel 2008, al Premio Terna nel 2009 e al Premio Michetti nel 2o13. Ha partecipato a numerose collettive e ha allestito svariate personali in spazi pubblici e gallerie private, sia in Italia, sia all’estero. Sue opere si trovano nelle collezioni di Novartis Corporated, Florida; Museum am Dom, Wuerzburg; Museum Burg, Miltemberg; Fondazione La Quadriennale, Roma; Fondazione VAF, Milano/Francoforte; Collezione Unicredit, Milano; Collezione Arte Fiera, Bologna; GNAM - Galleria Nazionale, Roma.

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