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Una giornata al Milano Off: maschere, clowns, narrazioni e suggestioni visuali per tutti i gusti

  • Viviana Gariboldi

stones editedCon la serata di inaugurazione del 9 giugno è ufficialmente inziato il Milano Off F.I.L. Festival 2017 per l'incremento della Felicità Interna Lorda, una interessantissima rassegna di spettacoli ed eventi diffusi su tutto il territorio cittadino, che fino al 18 giugno offre la possibilità di vedere all'opera ben 50 compagnie teatrali italiane e straniere. Si tratta di un'occasione da non perdere per tutti gli amanti del teatro, ma anche per semplici curiosi. Gli spettacoli ospitati nei 14 teatri aderenti si alternano a rotazione tutti i giorni, dal pomeriggio fino alla sera inoltrata, rendendo così le proposte fruibili al più vasto pubblico, e consentendo agli spettatori di scegliere se assistere ad uno o a più rappresentazioni anche nella stessa giornata.

Io ho fatto così, ho deciso di trascorrere una giornata di puro teatro.

Ho scelto di assistere a 4 spettacoli di genere molto differente, sparsi su 3 locations in 2 zone della città, Porta Genova e Quartiere Isola, collegate dai mezzi pubblici, nel mio caso la linea verde della metropolitana. Una scelta azzardata, dettata dalla gioia di poter toccare con mano la ricchezza dell'offerta del Milano Off FIL Festival, dalla curiosità di poter valutare l'effettiva qualità, e anche da qualche perplessità rispetto alle tempistiche logistiche e organizzative. Se si vuole infatti consentire allo spettatore di navigare tra le mille isole e percorsi possibili, è fondamentale, oltre all'ovvia oculatezza da parte dello stesso nello scegliere teatri tra di loro ben collegati, una macchina organizzativa che faccia della puntualità e della comunicazione i propri punti di forza.

Io sono riuscita a completare il mio tour de force teatrale, e ho assistito a tutti e quattro gli spettacoli che mi ero prefissa. Tutti si sono rivelati prodotti di grande qualità.

Abduino va alla guerra, in scena alla Corte dei Miracoli, interessante piccola realtà vicino ai Navigli, è una produzione Circomare Teatro di Orte (VT) e propone una coinvolgente rivisitazione in chiave moderna delle maschere della Commedia dell'Arte. Giocata sulle dinamiche dello sfruttamento, mostra l'evoluzione moderna di Arlecchino, Adbuino (Alessandra Cappuccini), non più zanni ma immigrato scappato dalla guerra, ora alle prese col suo primo giorno di lavoro, assunto come sostituto del vecchio lavoratore. Qualifica generica, che permette di giocare sia sulla indeterminatezza della mansione lavorativa, che sulla guerra tra poveri innescata dal collegamento mentale tra l'inizio del contratto di Abduino, e la contestuale scadenza di quello di Colombina (Luisa Ciavattini). Ma le sorti del popolo, si sa, sono sempre decise dai forti, e così un congiunto annuncio di Pantaleo (Pantalone, Mario Umberto Carosi), Balanza (Balanzone, sempre la Cappuccini) e del generale Killthereds (Andrea Onori, un novello Capitano che può esprimersi in varie lingue, americano, russo, italiano) annuncia l'entrata in guerra.

Abduino va alla guerra è uno spettacolo dinamico e divertente, giocato sulla fisicità degli attori e sulla loro capacità di dare nuova vita alla maschere (particolarmente bravi in tal senso Cappuccini e Carosi) e sul grottesco di situazioni facilmente riconoscibili, sulle quali gli attori sollecitano direttamente la riflessione. Modalità, argomenti e spazio rendono questo spettacolo indicato anche per un pubblico giovane.

Revoluclown è uno degli spettacoli stranieri proposti dal Milano Off FIL Festival. Si tratta di una compagnia di Barcellona che anche nello spazio della Stecca 3.0 mantiene la propria vocazione al teatro di strada. L'interazione col pubblico è fondamentale per questo gruppo di clown che si esprime in un pastiche linguistico che unisce spagnolo, italiano e inglese e che fa dell'energia il suo punto di forza. Solo con l'energia si può fare una rivoluzione, che, si sa, è la migliore forma di vita possibile. Ma lo è davvero? Per chi? E soprattutto, che cosa significa rivoluzione? Più che una storia, i Revoluclown propongono uno stimolo, un ritrovato modo di fare comunità attraverso il gioco e la gioia, e una simbolica riappropriazione degli spazi, del teatro, della città, e anche della vita.

Terra di Rosa, in scena a Teatro Verdi, è un bell'esempio di teatro di narrazione. La catanese Tiziana Francesca Vaccaro, autrice, regista e interprete unica, mette in scena con bravura e drammaticità la vita di Rosa Balistreri, la sua fame atavica, il lavoro nei campi, i soprusi, le violenze, patiti da una donna che non voleva arrendersi ed essere schiacciata da una società maschilista e arretrata. Una donna che esprimeva nel canto dolori, frustrazione e volontà di riscatto. Una donna che è vissuta scalza fino ai quindici anni, ma poi è riuscita a girare il mondo con la sua musica, ammirata anche da grandi artisti (impressionante a tal proposito la trasfigurazione del volto della Vaccaro in quello di Dario Fo). Rosa Balistreri è stata la Cantatrice del Sud, simbolo di rigenerazione per le donne e per la sua terra.

Stones, della compagnia ORTO-Da Theatre Group di Tel Aviv, Israele, è uno spettacolo di teatro visuale che unisce la bravura e precisione di sei mimi all'uso di pupazzi, nastri, maschere e manipolazione degli spazi. L'argomento attorno al quale verte lo spettacolo è estremamente drammatico, specialmente considerando la provenienza degli attori, eppure, grazie forse anche alla strada aperta da La vita è bella di Begnini, a cui viene reso un omaggio musicale, lo spettatore può sicuramente riuscire a divertirsi. Durante la seconda guerra mondiale Hitler progettava un monumento che lo glorificasse per sempre. Non riuscì a realizzarlo. Le pietre che erano state scelte per questo scopo rimasero abbandonate per anni e poi, per un curioso scherzo del destino, destinate alla costruzione di un monumento celebrativo delle vittime del ghetto di Varsavia. Saranno proprio queste pietre a prendere vita, in bilico tra sorrisi e amarezza, passato e presente. Perchè se un Hitler pupazzo dopo aver giganteggiato al di sopra delle persone ritorna nel bidone della spazzatura, un altro è già pronto dietro. Portare avanti la memoria è allora riconoscere il valore della storia e del sacrificio, perchè un monumento non è un mucchio di mute pietre ricoperte di guano, ma un monito vivente e un invito alla pace.

INFORMAZIONI, BIGLIETTI, CARD E CARNET

Intero: euro 10 / 12 / 15

Ridotto: euro 8 / 10 / 12

FIL card: euro 20 / 15

Carnet 5 MI OFF + FIL card : euro 45

Carnet 5 MI OFF: euro 30

Info: Village Off - Stecca 3.0, Via De Castillia, 26 ( dal 7 al 18 giugno, dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 21:30)

 

Corte dei Miracoli

Via Mortara 4 - Milano

Abduino va alla guerra

 

Stecca 3.0

Via De Castilia 26 - Milano

Revoluclown

 

Teatro Verdi

Via Pastrengo 16 - Milano

Terra di Rosa - U canto ca vi cunto

Stones - What happens when bird feces awakens an entire monument of hero fighters?

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