Hollywood Icons a Roma

hollywood icons 1Dal 24 giugno al 17 settembre il Palazzo delle Esposizioni di Roma presenta la mostra Hollywood Icons: 160 ritratti della Fondazione John Kobal dei grandi nomi della storia del cinema, a cura di Simon Crocker e Robert Dance.

La storia del cinema viene raccontata con centosessantuno fotografie che ripercorrono l’età d’oro dello star system americano attraverso i ritratti dei grandi divi.

Hollywood Icons propone le immagini più note delle stelle del cinema, svelate da celebri fotografi di scena, che in quegli anni furono messe in contatto dagli studi per realizzare immagini capaci di promuovere i film e di lanciare le celebrità del cinema. 

“Gli otto studi cinematografici che esistevano all’epoca negli Stati Uniti e che dominavano il mercato mondiale” dice  uno dei due curatori, Robert Dance amministratore fiduciario della Fondazione “avevano a disposizione dai due ai dieci fotografi che lavoravano tutti i giorni silenziosamente dietro le quinte per creare immagini glamour”.

Tutto è nato da John Kobal, collezionista di cimeli cinematografici che intuì l’importanza della conservazione del materiale fotografico, per poi raccogliere i negativi originali degli artisti dimenticati e rintracciare i fotografi dell’epoca ancora in vita chiedendogli di produrre nuove stampe.

Con gli anni ha collezionato un archivio di 22 mila negativi e 4 mila stampe che, dopo la sua scomparsa, sono diventati proprietà della Fondazione e da allora sono state allestite 42 mostre in tutto il mondo e sono stati pubblicati 35 libri dedicati al mondo di Hollywood.

La mostra propone una serie di foto che vanno dalle leggende del muto come Charlie Chaplin, ai primi interpreti come Marlene Dietrich, fino a pilastri del cinema come Marilyn Monroe, Sophia Loren e Marcello Mastroianni. 

Ma Hollywood Icons include una serie di gallerie dedicate ai fotografi degli studi di Hollywood con le loro storie e le caratteristiche dei loro scatti, da Clarence Sinclair Bull a Eugene Robert Richee, Robert Coburn, A.L. “Whitey” Schafer, Ted Allan, fino a  Ruth Harriet Louise, prima donna nota come fotografa a Los Angeles, cui si deve la creazione dell’immagine di Greta Garbo, poi licenziata nel 1929 dalla Metro Goldwyn Mayer per far spazio al nuovo astro nascente della fotografia, George Hurrell, che contribuì non poco a plasmare la figura di Joan Crawford.

E’ affascinante nella mostra perdersi tra i volti noti, inseguendo la memoria di pellicole che hanno fatto la storia del cinema e hanno segnato l’immaginario delle generazioni nate e cresciute prima dell’avvento del digitale.

L’esposizione inoltre unisce alla storia del cinema il racconto dei fotografi che hanno contribuito a trasformare quella storia in una vera e propria mitologia, dei cambiamenti che hanno colpito la ritrattistica e lo star system hollywoodiano, tutte quelle leggende che hanno reso Hollywood la mecca del cinema che conosciamo.

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