Meningite: cose da conoscere

virusIn questi ultimi mesi abbiamo sentito di persone ricoverate per aver contratto la meningite, una malattia pericolosa che, a maggior ragione, è bene conoscere.

Il primo atteggiamento da tenere è quello di non lasciarsi prendere dalla paura o dal panico, né da allarmismi sconsiderati, così come da frettolose considerazioni messe in circolazione da persone male informate e ignare dell’aspetto medico scientifico, come ad esempio per chi sostiene, sbagliando, che la colpa è degli immigrati, poiché se si informassero, saprebbero che il ceppo del meningococco C europeo, e classificato ST11, è diverso da quello africano, identificato come ST10217.

Così com'è illogico parlare di epidemia, che sappiamo, essere una manifestazione che colpisce un’intera collettività, abbiamo lo storico esempio della famigerata peste, questo ovviamente non significa allentare la guardia.

La meningite cos'è esattamente?

È un’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, dette appunto meningi. È un’affezione causata soprattutto da virus e batteri, questi ultimi sono i più aggressivi, ed è dovuta principalmente a tre microorganismi, lo pneumococco, l’emofilo, e il meningococco, che sono tre normali abitanti presenti nel naso e nella faringe di alcuni individui asintomatici, ossia portatori sani. La trasmissione della malattia avviene da persona a persona per via respiratoria, attraverso, ad esempio, la tosse e lo starnuto. Qui mi sovviene l’insegnamento che quando si starnuta è bene mettere la mano davanti alla bocca, ora però, visti i tempi, è meglio metterci un fazzoletto, la precauzione non è mai troppa. Così com'è cosa sensata non bere da un bicchiere dove ha bevuto un'altra persona, non scambiarsi la sigaretta per fumarla in compagnia, e via di questo passo.

Vediamo adesso quali sono i sintomi. Sono da tenere presente essenzialmente sei punti:

  • Febbre molto elevata
  • Dolore e rigidità alla nuca
  • Forte mal di testa
  • Nausea e vomito
  • Chiazze cutanee diffuse sul corpo
  • Pesante debolezza fisica

Ovviamente è sempre la diagnosi medica che certifica la possibilità della malattia, se poi ne rettifica l’urgenza, invierà il paziente all’analisi del liquido spinale, che si ottiene prelevandolo, con siringa, a livello lombare. È bene sapere che il rischio di meningite da meningococco C è più elevato dalla nascita sino ai trent’anni, per ceppo B nel primo anno di vita, per lo pneumococco e l’emofilo nei bambini dallo zero a cinque anni e negli anziani ultra- 65enni.

Come si cura questa malattia?

Senza dubbio con il ricorso agli antibiotici, e preventivamente con il vaccino. È opportuno sapere che diversi sono i vaccini, ovvero:

  • Il vaccino contro il meningococco C, che protegge soltanto dal sierotipo C, ed è il più usato. Purtroppo ha una copertura di durata breve.
  • Il vaccino contro il meningococco di tipo B, che ha funzione di protezione solo per questo siero gruppo.
  • Il vaccino tetravalente, indicato soprattutto per chi deve recarsi in paesi africani, e attiene ai ceppi A, C, W e Y. Va rilevato che l’unico ceppo presente in Italia e il C.

Termino quest’articolo informativo con una semplice e buona notizia, che i batteri, che sono causa della meningite non possono vivere a lungo fuori dall’organismo umano e, per nostra fortuna, sono sensibili alla luce del sole e ai comuni detersivi normalmente usati, per cui basta un po’ di precauzione in più per tenerli lontani. 

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