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I rivoluzionari del 900: Duchamp, Magritte, Dalì. In mostra i Capolavori dall’Israel Museum di Gerusalemme

A Bologna è in corso la straordinaria mostra dedicata a quei nomi del mondo dell’arte che hanno rivoluzionato il Novecento: Duchamp, Magritte, Dalì, Ernst, Tanguy, Man Ray, Calder, Picabia e molti altri, le cui opere sono esposte insieme per raccontare un periodo di creatività straordinaria e geniale.

duchamp magritte dali i rivoluzionari del 900 capolavori dal israel museum di gerusalemme mostra arte bologna tiziana leopizziTra i capolavori presentati in questa mostra vi segnaliamo: Le Chateau de Pyrenees (1959) di Magritte, Surrealist Essay (1934) di Dalí, L.H.O.O.Q. (1919/1964) di Duchamp e Main Ray (1935) di Man Ray.

Duchamp, Magritte, Dalì. I rivoluzionari del 900. Capolavori dall’Israel Museum di Gerusalemme è una mostra che vuole raccontare la determinazione dei grandi maestri a rivoluzionare l’arte, per rompere con il passato e inventare un mondo nuovo. A Palazzo Albergati è possibile ammirare oltre duecento opere esposte, provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme.

Il percorso espositivo si suddivide in cinque sezioni: Accostamenti meravigliosi; Desiderio: musa e abuso; L’automatismo e la sua evoluzione; Biomorfismo e metamorfosi; Illusione e paesaggio onirico. È  passato un secolo da quando Dadaismo e Surrealismo hanno fatto la loro comparsa con accostamenti “meravigliosi”, ready made, fotomontaggio, automatismo, metamorfosi, paesaggi onirici.

Sfidando e rinnegando la tradizioni, questi artisti hanno inventato tecniche, costruito ideologie, scoperto e applicato all’arte e alla vita la psicanalisi freudiana, hanno introdotto materiali e strategie innovativi trasformando il vocabolario dell’arte e ci hanno lasciato un’eredità che non si è ancora esaurita.

Il Dadaismo si impose nel panorama dell’arte dal 1916 a Zurigo, spronato dalla devastazione della prima guerra mondiale e si diffuse a Berlino, Hannover, Colonia, New York e Parigi. La guerra per i Dadaisti rappresentava la prova del fallimento del razionalismo e della cultura borghese della fine del XIX secolo: il movimento venne lanciato con una serie di performance contro la guerra al Cabaret Voltaire di Zurigo. Nel Manifesto del 1918, Tristan Tzara dichiarò che la parola infantile ma suggestiva “dada”, scelta a caso da un dizionario francese-tedesco, non significava niente.

I dadaisti, così, nell’intento di distruggere i principi consolidati e decostruire il tradizionale linguaggio dell’arte, adottarono idee e modalità espressive radicali: collage, assemblage, fotomontaggi, readymade, film e performance furono considerate antiarte nichilista.

Al fine di raccontare tutto nella mostra bolognese sono esposte opere di Kurt Schwitters, Hannah Höch, Erwin Blumenfeld, Marcel Janco, Francis Picabia, Max Ernst, Man Ray e Marcel Duchamp.

Il Surrealismo invece nacque a Parigi nel 1919 sulla scia del fermento dadaista, e ambiva a una rivoluzione dello spirito e alla ricerca di una realtà nuova. Partendo all’esplorazione dell’inconscio praticata da Freud, il Manifesto del 1924 invocava le forze creative e irrazionali che si nascondono nella psiche umana. L’uso di accostamenti casuali, forme biomorfiche, automatismo, l’immaginario onirico e la manipolazione di oggetti quotidiani, caratterizza le opere di artisti come André Breton, Max Ernst, Joan Miró, René Magritte, Salvador Dalí, tutti presenti in mostra.

L’allestimento è realizzato dal grande architetto Oscar Tusquets Blanca, che in omaggio all’evento ha ricostruito a Palazzo Albergati la celeberrima sala di Mae West di Dalì e l’installazione 1,200 Sacks of Coal ideata da Duchamp per l’Exposition Internationale du Surréalisme del 1938.

La mostra, curata da Adina Kamien-Kazhdan curator of Modern Art at The Israel Museum, vede il patrocinio del Comune di Bologna e dell’Ambasciata di Israele ed è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con l’Israel Museum di Gerusalemme.

Tiziana Leopizzi

Duchamp, Magritte, Dalì. I rivoluzionari del 900. Capolavori dall’Israel Museum di Gerusalemme

Fino all’11 febbraio 2018

Palazzo Albergati

Bologna

Orario apertura

Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti

Intero € 14,00 (audioguida inclusa)

Ridotto € 12,00 (audioguida inclusa)

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