To be or not to be Roger Bernat

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 Arriva a Teatro i To be or not to be Roger Bernat, ideazione di Luigi de Angelis e Chiara Lagani, regia di Luigi de Angelis, drammaturgia Chiara Lagani. La produzione di Fanny & Alexander trasforma la tragedia shakespeariana in un’esibizione imprevedibile e poliedrica.

Lo show consiste in una lezione su Amleto e il tema dell’identità tenuta da Roger Bernat, o meglio da chi lo interpreta. Se vi sentite confusi va tutto bene, vuol dire che state prendendo parte in modo attivo al gioco teatrale, così come vorrebbe Roger Bernat, drammaturgo contemporaneo del teatro partecipativo.

Interpretato da Marco Cavalcoli, Bernat ci spiega cosa vuol dire essere o non essere oggi e come essere attore, spettatore e personaggio. Da relatore Cavalcoli diventa l’Amleto ferito e inquieto del testo inglese, poi l’Amleto simpsoniano e anche gli altri personaggi del celebre episodio, tutti doppiati dallo stesso con un’eccezionale capacità trasformistica.

Uscire dallo spettacolo è smettere di essere: l’invito di Roger Bernat è chiaro. Lo spettatore è chiamato a fare teatro insieme agli attori e a perdere l’abitudine di un’esperienza teatrale passiva.

Bernat insulta infatti il pubblico, lo sconvolge per ottenere una sua reazione e trovare l’onestà e la spontaneità della vita reale, dato che non è il teatro a essere finzione ma è la realtà stessa teatro. Spettatori e attori non sono liberi perché vincolati dai loro ruoli ma l’importante è che siano veri.

E i personaggi? Siamo tutti personaggi secondo Bernat, che fa del teatro un laboratorio sperimentale dove anche gli spettatori possono essere re o regine per una sera. Chiedendo ad alcuni volontari una breve recita sul palcoscenico, l’autore educa il pubblico a un allenamento intellettuale e fisico per una fruizione cosciente del testo, in questo caso l’Amleto.

Possiamo considerare l’indecisione del personaggio come una metafora dell’incapacità di agire dell’uomo contemporaneo e della passività dello spettatore contemporaneo, che preferisce essere investito dall’azione scenica piuttosto che farne parte, ma che si innervosisce di fronte all’indeterminatezza della messa in scena, dal momento che vorrebbe comprenderne il senso a tutti i costi.

Ma qui è il pubblico che deve creare il significato di Amleto e di To be or not to be Roger Bernat o scegliere di arrendersi a un teatro senza spiegazione, che non è altro che un gioco di parti e un gioco dialettico.

To be or not to be Roger Bernat è uno spettacolo unico nel suo genere. Ci invita a guarire dall’assuefazione dell’abituale torpore di quando ci rechiamo a teatro e di attivare il cervello. Il plurilinguismo iniziale, dal momento che Roger Bernat ci parla in italiano, francese e spagnolo ci prepara a questo.

Nonostante la complessità dell’opera, la serata è all’insegna della leggerezza e delle risate.

Per fare esperienza di una performance interattiva, genere poco conosciuto in Italia, dall’aspetto ibrido a livello linguistico, per l’eterogeneità dei punti di vista proposti e per il numero di versioni di Amleto offerte, correte al Teatro i.

Teatro I

Via Gaudenzio Ferrari 11, Milano.

Fino al 30 ottobre. Mercoledì e sabato ore 19.30. Lunedì, giovedì e venerdì ore 21. Domenica ore 17.

Info e prenotazioni tel. 028323156

 

 

 

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