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Una Star da Tre Soldi alla Triennale Teatro dell'Arte

star da tre soldiEssere in, belli, magri, affermati, di successo, alla moda. Avere follower. Tanti like. Sempre, ovunque. Su ogni piattaforma che possa concernere i quindici minuti di celebrità profetizzati da Andy Warhol: facebook, twitter, instagram, canali youtube, tv, reality... tanti reality: canto, ballo, cucino.

Mi vedono, mi piacciono, mi piaccio. In quest'ordine.

 

Forse oltre ad aver disimparato a scrivere abbiamo anche perso di vista qualcosa di più profondo.

Nel mondo dell'apparire più che dell'essere, la consapevolezza di sé è determinata dalla valutazione altrui. È un mondo grottescamente effimero quello nel quale viviamo: per quanti pensieri intelligenti uno possa esternare, per quante foto artistiche uno possa scattare, se non può vantare un adeguato numero di pollici in su o cuoricini, semplicemente non esiste.

Il mondo si divide in due: chi è in, e chi è out. E se casi della vita, attitudini caratteriali o genetica ti fanno rientrare nella seconda categoria, preparati a essere chiamato looser e ad essere oggetto di scherno.

Bullismo, si penserà. Roba da ragazzini. Tutto questo discorso, così virato sui social, è roba da ragazzini. Ne siamo sicuri? Quanta differenza passa tra gli sfottò e il mobbing? Tra l'emarginazione e lo sfruttamento?

Ne Una star da tre soldi, in scena in data unica domenica 29 ottobre alla Triennale Teatro dell'Arte di viale Alemagna, i Ragazzi del Circolo di Porta Romana, compagnia dall'esperienza ormai decennale che vede la partecipazione integrata e a pari titolo di attori con sindrome di down e attori cosiddetti normodotati, propone una riflessione simile. Partendo da un percorso laboratoriale volto a indagare l'esistenza e la definizione del concetto di bellezza e necessariamente del suo contrario, la bruttezza, constata la trasformazione dello stesso da canone estetico a status.

"Tutti aspiriamo alla bellezza, nel senso che aspiriamo ad essere considerati belli più che ad esserlo” spiega il regista Alessio Corini.

Il discorso, ovviamente, assume concretezza ancor maggiore nel momento in cui ad esprimerlo sono persone con disabilità, e giunge fino ad indagare le radici dell'esclusione, mantenendosi in bilico tra una nuova modernissima versione di Cenerentola e l'ispirazione dichiarata già nel titolo, L'Opera da Tre Soldi di Brecht.

Anche in questa nuova sfida, come già dimostrato in ROManzo Metropolitano, i Porta Romana affrontano tematiche profonde e attuali, senza mai rinunciare alla leggerezza che li contraddistingue, e che rende godibillissimi e divertenti tutti i loro lavori.

Triennale Teatro dell'Arte

Viale Alemagna 6, Milano

domenica 29 ottobre, ore 20:00 - data unica

ingresso a offerta libera a partire da 15 euro

Leggi anche: https://www.milanofree.it/201702118541/milano/teatro/romanzo_metropolitano_al_franco_parenti.html

prenotazioni a portaromana.circolo@gmail.com

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