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E Johnny prese il fucile in scena al Teatro Litta

e johnny prese il fucile

Niente udito. Niente vista né olfatto. Niente braccia. Niente gambe. Niente di niente. In questa condizione di stretta parentela con la morte cosa resta al soldato Johnny per credere di essere ancora vivo? La voce interiore della coscienza e le sensazioni che prova sulla pelle quando altri esseri lo toccano.

Per trascinare il pubblico nell'universo di Johnny fatto di angoscia e isolamento, la scelta di Fonderia Mercury è quella di rappresentare la storia tragica di uno dei tanti giovani vittime dei massacri della prima guerra mondiale, narrata nel romanzo del celebre sceneggiatore holliwoodiano Dalton Trumbo, come un audiodramma che gli spettatori ascoltano in tempo reale attraverso l'ausilio di apposite radiocuffie.

Ciò che è possibile osservare sul palco sono solo i movimenti dei tre interpreti (molto bravi) Sax Nicosia, Alessandro Castellucci e Deborah Morese che, seguendo le tradizionali procedure di registrazione di un radiodramma, accompagnano il pubblico nell'universo solipsistico del protagonista al quale non resta più altro che il dialogo con sé stesso, la forza dei ricordi e un inesauribile desiderio di comunicare col mondo circostante.

Ascoltare un audiodramma in teatro parrebbe a prima vista un'eresia, tenuto conto del fatto che il teatro dovrebbe essere il luogo per eccellenza dove il legame tra attore e spettatore risulti non mediato da alcunché di diverso dal “corpo” di entrambi. Nel caso di E Johnny prese il fucile, tuttavia, la scelta di appoggiarsi al medium tecnologico, appare del tutto azzeccata proprio in virtù della necessità di avvicinare lo spettatore alla dimensione percettiva di Johnny, separato dal mondo dei “vivi” dal muro apparentemente invalicabile della sua compromissione sensoriale.

Del resto, come dichiara lo stesso protagonista, non c'è niente di più prezioso della vita e nessuna astrazione o principio per quanto nobili e importanti essi siano, sono anche solo lontanamente in grado di giustificarne il sacrificio. Chi meglio può dirlo di un uomo, come appunto Johnny che si trova in una condizione molto più vicina alla morte che alla vita e che, nel suo dolore, si rende testimone di una verità che solo chi è stato a stretto contatto con l'abisso del nulla può comprendere?

La bellezza di questo lavoro, con adattamento e regia di Sergio Ferrentino e le musiche originali di Gianluigi Carlone, si coglie appieno nel finale laddove un insperato spiraglio di luce si apre per il protagonista che grazie alla sua determinazione ristabilirà un contatto con gli altri, per arrivare però a scoprire che il solo vero e più grande muro è quello dell'indifferenza.

MTM Teatro Litta

Corso Magenta 24

Dal 31 ottobre al 5 novembre

Orari: Dal martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 16.30

Prezzi: Biglietto intero 24€ – Under26 e convenzioni 16€ – Over65 12€ – Under12 10€

Info e prenotazioni tel. 02/86454545 - biglietteria@mtmteatro.it (prevendita dal lunedì al sabato dalle 15.00 alle 20.00)

 

 

 

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