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Precarietà del lavoro: l'intervento di Papa Francesco

papa francesco

L’intervento del Pontefice, trasmesso in videomessaggio in occasione della Settimana sociale dei Cattolici italiani, contiene un riferimento e un ammonimento molto chiaro e perfettamente in linea con l’attuale andamento sociale con riferimento al lavoro umano. Riporto le sue parole unite a un commento personale.

“Senza lavoro non c’è dignità”, anche se è vero che “non tutti i lavori sono lavori degni”.

Leggo dal dizionario che il termine “dignità” significa “ rispetto che l’uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di se stesso e tradurre in un comportamento e in un contegno adeguati”. È perciò a tutti evidente che la mancanza di un lavoro mina questa dignità, così com’è altrettanto evidente che “ lavori” come lo sfruttamento della prostituzione, dei minori, discriminanti, che fabbricano armi per arricchire guerrafondai, eccetera, non possono non ledere la dignità, sia di chi subisce sia di chi sfrutta.

Il lavoro precario “è una ferita aperta per molti lavoratori, che vivono nel timore di perdere la propria occupazione. Questo è immorale, uccide la dignità, la salute, la famiglia, la società”. È davvero una vergogna per la nostra odierna società; coloro che sono chiamati a gestire il lavoro e la politica del lavoro, hanno una responsabilità morale di non poco conto. Purtroppo si ragiona solo in termini economici, di quanto è possibile guadagnare o risparmiare, non mettendo al primo posto la Persona. Questo comportamento porterà inevitabilmente a conflitti sociali.

“ C’è poi la preoccupazione per i lavori pericolosi e malsani, per lo sfruttamento dei lavoratori e di quello minorile, per i disoccupati che non riescono più a trovare un lavoro, a chi ormai si rassegna, a coloro che lavorano solo qualche ora il mese poi, si ritrovano ancora disoccupati, finendo nella fascia, in continuo aumento, della povertà”.

“ Il sistema economico mira ai consumi, senza preoccuparsi della dignità del lavoratore e della tutela dell’ambiente”.

Non è possibile non condividere queste affermazioni, il consumismo, a volte sfrenato, è portato come comandamento cui tutta la società è tenuta ad adeguarsi, questo offende la dignità dell’essere umano. Il lavoratore è considerato un mero numero, finalizzato unicamente alla produzione e quindi a una resa meramente economica. Un altro affondo del Papa: “ Non sfuggono, alla mera logica economica, le Pubbliche Amministrazioni quando indicono appalti con il criterio del massimo ribasso, credendo di ottenere risparmi ed efficienza, finiscono per tradire la loro stessa missione sociale al servizio della comunità”. È, questa, un’operazione che si scontra col buon senso e la ragionevolezza. È evidente che il “ massimo ribasso” presuppone materiale meno pregiato, è nella logica dell’economia perversa, e si finisce per dover spendere ulteriore denaro per rimediare a “ incidenti di percorso”, quando addirittura non succedono sciagure più gravi a danno di persone e/o dell’ambiente. Francesco termina con un appello: “ Nulla si anteponga al bene della Persona e della cura della casa comune, spesso deturpata da un modello di sviluppo che ha prodotto un grave debito ecologico. L’innovazione tecnologica va guidata dalla coscienza e dai principi di sussidiarietà e di solidarietà. Il robot deve rimanere un mezzo e non diventare l’idolo di un’economia nelle mani dei potenti; dovrà servire la persona e i suoi bisogni”.

Un richiamo a una sincera riflessione queste parole del Papa, che dovrebbero portare a un cambiamento di rotta perché, è a tutti evidente, che continuando su questo binario, si arriverà a conseguenze e sofferenze pesanti per tutti, soprattutto per i più deboli e indifesi, e questa non è rispettare il diritto alla dignità.

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