ApPunti G a Teatro Verdi

appuntigCosa sanno le donne e gli uomini contemporanei della sessualità? Partendo da questa domanda, che riecheggia dichiaratamente un'indagine simile condotta da Pier Paolo Pasolini quarant'anni fa, si sviluppa apPunti G, in scena dall'8 al 19 novembre a Teatro Verdi, che vede in scena lo spumeggiante quartetto composto da Alessandra Faiella, Livia Grossi, Rita Pelusio e Lucia Vasini, anche autrici del testo assieme a Francesca Sangalli.

Un cast tutto femminile, caratteristica non di poco conto, che alternando momenti divertenti, spesso grassamente comici, a pagine di diario e momenti più meditati e attuali riporta inevitabilmente alla mente i Monologhi della Vagina di Eve Ensler, dei quali si pone quasi a naturale e contemporaneo proseguimento.

Nel buio tra l'antro, la caverna e l'abisso, uno squarcio luminoso taglia il fondale.

Entrano Faiella, Pelusio e Vasini. Tre donne, tre diverse età, tre diversi approcci alla sessualità, tre diversi modi di ricercare il piacere, tre differenti fumettistiche magliette a righe. Con loro iniziamo un viaggio dentro, fuori e attraverso quello squarcio luminoso a cui il seppur notevolmente vasto lessico italiano non riesce a trovare un nome degno se non vagina. Qualsiasi sia la strada intrapresa, il punto comune di ritrovo delle tre esploratrici sarà il punto G (sempre che riescano a trovarlo!).

Cast femminile, abbiamo detto, che mette in luce la naturale e legittima ricerca del piacere nella sessualità per tutti, donne comprese.

Sembra una precisazione inutile, ma non lo è, e ce lo ricorda Livia Grossi, giornalista che presta al teatro le storie raccolte durante i suoi reportages, affrontando il terribile argomento dell'infibulazione, pratica che ormai non possiamo più relegare all'interno del solo continente africano.  

Ce lo ricorda il paradosso degli uomini che ricorrono alle prostitute (non escort) per soddisfare le fantasie di cui non osano parlare alle proprie mogli, o che comprano le moderne evoluzioni delle bambole gonfiabili: automi dalle parvenze sempre più simili a quelle di una vera donna ma programmabili, selezionabili nelle modalità di approccio e nelle reazioni. Bella prova di Rita Pelusio.

Ciò che emerge è che ancora persiste tanta oggettificazione nell'approccio maschile, e ci colpisce in modo prepotente confrontandola con il suo omologo: l'approccio femminile al sesso al pagamento (il gigolo), a cui dà voce, corpo ed imbarazzo una meravigliosa Lucia Vasini.

Al netto delle gag, delle battute e dei travestimenti, graditissimi dal pubblico in sala, si profila un'immagine veritiera delle donne moderne, emancipate, consapevoli dei propri desideri e delle proprie esigenze, ma ancora sensibili di fronte al tempo che scorre. E se tutte le donne si possono identificare con la Faiella che scopre sbigottita il primo pelo pubico bianco (perché i capelli li si può anche tingere, ma LI' come si fa?) ed esorcizzarlo con una risata, ben più difficile è ridere della carta d'identità della donna a buchi di Livia Grossi: non madre, non moglie, freelance e dunque non stabile. Non donna? No, inevitabilmente donna.

Teatro Verdi

Via Pastrengo 16, Milano

dall'8 al 19 novembre

prezzi: 20 / 14 / 10 euro - giovedì posto unico 10 euro

info e prenotazioni: 02 6880038 - www.teatrodelburatto.it/teatroverdi

Seguici su Facebook

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.