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La Bisbetica Domata. In scena a Teatro Libero la roulette del potere

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Il potere dà. Il potere toglie. Il potere nutre chi ha fame e veste chi ha freddo, solo per poterlo soggiogare, stringerlo nella morsa della dipendenza, legarlo alla catena del ricatto.

Il ribelle, pur nella sua pervicace opposizione, viene domato e ricondotto inesorabilmente nei ranghi. Come Caterina la bisbetica. Perché non c'è niente che possa davvero opporsi al potere con le sue diaboliche strategie e le sue trame sottili guidate da una logica ferrea e invincibile, quella del ricatto, appunto, a cui tutti siamo sottoposti.

Dopo Misura per Misura, continua l'esplorazione dell'universo shakespeariano da parte della Fenice dei rifiuti e di Alessandro Veronese che con questa Bisbetica domata, più tragedia che commedia, parte ancora una volta da un testo del Bardo per sviluppare amare quanto lucide riflessioni sul potere che vive dentro la società e abita la nostra stessa anima.

Come sosteneva il celebre filosofo Michelle Foucault, il potere è dappertutto, nelle istituzioni, nelle relazioni, nei più oscuri e profondi meandri delle coscienze. Un potere disincarnato che, tuttavia, nella rappresentazione di Veronese prende in prestito la voce e la figura di Battista, il padre di Caterina, Emily e Bianca che per capriccio, divertimento o forse solo per esprimere la sua vocazione che è quella appunto di dominare senza se e senza ma, organizza un grande gioco in cui tutto è possibile, i poveri diventano ricchi e i ricchi poveri, i maschi femmine e le femmine maschi, tanto che anche i pretendenti Petruccio e Lucenzio finiscono per essere unicamente pedine al servizio del perfido piano di Battista.

Bravi tutti gli attori, Caterina Campo (Caterina) Alice Bignone (Petruccio), Lidia Castella (Emily), Giorgia Palmucci (Bianca), Alessandro Prioletti (Lucenzio) e lo stesso Alessandro Veronese (Battista) che riescono nell'impresa non facile di mantenere per due ore abbondanti un buon livello di energia e intensità nell'interpretazione.

Il pubblico, come spesso avviene negli spettacoli della Fenice dei rifiuti, viene chiamato a partecipare. In questo caso, in particolare, a prendere parte alla roulette del potere che elegge (in base esclusivamente al caso) due commensali da invitare alla mensa di Battista illudendoli di contribuire con le loro scelte allo sviluppo della storia. In realtà non è così. Ma cos'altro fa il potere oggi se non ingannare, irretire, addomesticare i desideri delle persone per renderle complici delle sue trame?

Di fronte a una forza così pervasiva e violenta quali sono gli atteggiamenti possibili? Emily accetta passivamente tutto quello che le viene proposto, ma così facendo finisce per alimentare ancora di più la sete del potere che con lei, come direbbe Zizek, prende la forma di un Super Io freudiano che più le sue richieste vengono soddisfatte più colpevolizza e punisce. Lucenzio, Petruccio e Bianca provano a farsi complici, ma presto capiscono di essere solo pedine provvisorie, facilmente sostituibili, il cui benessere è solo precario e destinato a svanire. 

E Caterina? Lei ringhia, sbuffa, urla la sua rabbia. È riottosa. Ma poi? Lei pure viene domata. Le resta solo la lucida convinzione che tutto quello che resta da fare è fingere di collaborare attendendo l'occasione propizia per sferrare il colpo mortale che abbatterà il potere. Ma siamo sicuri che Battista non abbia previsto anche questo?

Inquietante e analitico. Consigliato in particolare ai curiosi di capire come va il mondo.

Teatro Libero

Via Savona, 10

Dal 9 al 16 novembre

Orari: Dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 16.00

Prezzi: intero 18 euro, ridotto 13 euro

Per info e prenotazioni: 02/8323126 oppure biglietteria@teatrolibero.it

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