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La vita si cerca dentro di sé. L’autonarrazione spiegata da Duccio Demetrio

Domenica 19 novembre allo Slam Duccio Demetrio ci parla del suo libro La vita si cerca dentro di sé. Lessico autobiografico. La presentazione del libro anticipa un workshop di scrittura autobiografica, evento di Bookcity.

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Duccio Demetrio, filosofo dell’educazione e fondatore della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, usa l’autobiografia in un percorso di comprensione di sé e di maturazione intrapreso insieme ai carcerati di Milano Opera, ai quali “le parole hanno permesso di capire. La scrittura è stata per loro una boccata d’aria, è liberatoria”.

Scrivere di sé secondo l’autore avrebbe infatti una funzione maieutica, ci permette di trovare un significato e un ordine tra gli eventi della nostra vita. L’autobiografica non è soltanto un genere narrativo, quindi, ma anche filosofico. Con le parole cerchiamo di trovare risposte a delle domande che ad alta voce non ci porremmo nemmeno. Ma è il suo scopo clinico che spinge molti a scrivere, anche soltanto un banale diario. “La scrittura genera dentro di noi degli stati di benessere che ci stimolano a scrivere ancora”.

I saggi raccolti durante 20 anni di esperienza con adolescenti in difficoltà, carcerati e tutti quegli autori prima “anonimi” che hanno trovato un nome imparando a esprimersi in questa forma, sono stati raccolti nel Lessico autobiografico.

Un’espressione del lessico è, per esempio, lo stato di grazia, ovvero quell’impasto e impatto emotivo provocati da una luce autunnale, da un’odore… da tutti quei momenti speciali che attivano in chi li vive una sensazione di piacere che può essere iniziatrice della scrittura.

Tra le domande rivolte all’autore, a quella circa il senso di scrivere di sé quando si è molto giovani, lo scrittore risponde “Perché in tempi di alienazione come i nostri, dove ci si sente smarriti, anche se non si sa a chi rivolgere questo messaggio, si percepisce che almeno questo è qualcosa che resta, che non brucia, che non butti via. Poi magari il senso lo si trova dopo, nell’autunno della vita, ma intanto è uno strumento con il quale i giovani possono reagire a un mondo frenetico, che confonde”.

Quindi perché scrivere la propria vita? Per trascenderla e, da questa, trovare un senso universale, come diceva la scrittrice statunitense Anaïs Nin, citata dall’autore, ma anche soltanto per raccontarci, dato che “noi siamo la nostra storia” come dice una partecipante al laboratorio di scrittura.

Gli altri motivi scopriteli nel manuale di Demetrio Duccio, La vita si cerca dentro di sé. Lessico autobiografico, edizione Mimesis.

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