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Frida Kahlo. Oltre il mito al Mudec di Milano

frida 1Dal 1 febbraio al 3 giugno il Mudec di Milano proporrà la mostra-evento sull’artista messicana più famosa e acclamata al mondo, Frida Kahlo. Oltre il mito, ideato dopo sei anni di studi e ricerche, che delinea una nuova chiave di lettura attorno alla figura dell’artista grazie a una serie di inediti e sorprendenti materiali d’archivio.

La mostra riunirà in un’unica sede espositiva le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, con la partecipazione di autorevoli musei internazionali che porteranno in Italia alcuni dei capolavori dell’artista messicana mai visti prima, per più di cento opere tra dipinti, disegni e fotografie.

Oltre il mito consolidato e alimentato dalle mode degli ultimi decenni, la mostra racconterà, attraverso fonti e documenti inediti svelati nel 2007 dall’archivio ritrovato di Casa Azul, casa della Kahlo, nuove chiavi di lettura della sua produzione, come l’espressione della sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’Io, l’affermazione della messicanità, la sua leggendaria forma di resistenza, il tutto in cinque sezioni: Politica, Donna, Violenza, Natura e Dolore.

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón nacque il 6 luglio 1907 a Coyoacán, in Messico, primogenita di Wilhelm Kahlo, ebreo, amante della letteratura e della musica e pittore emigrato in Messico dall'Ungheria, e di Calderon y Gonzales, figlia di una messicana e di un indios, nata a Oaxaca, antichissima città azteca.

Alla nascita Frida era affetta da spina bifida, che i genitori e gli amici scambiarono per poliomielite, da cui era affetta la sorella minore, fin dall'adolescenza manifestò un talento artistico e uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale.

Da questo contesto nacque la sua passione per il tema dell'autoritratto, primo modello il suo amore adolescenziale, Alejandro, che la lasciò dopo il drammatico incidente di cui rimase vittima nel 1925, mentre viaggiava su un autobus, a causa del quale riportò la frattura del bacino. Per le conseguenze sarebbe stata sottoposta nel corso degli anni a trentadue interventi chirurgici.

I postumi dell'incidente portarono Frida a essere costretta a mesi di riposo nel suo letto di casa con il busto ingessato, leggendo molto e continuando a dipingere.

Terminata la convalescenza, la pittrice mostrò i suoi dipinti a Diego Rivera, il grande pittore murale messicano, dal temperamento geniale, allegro, irruento, famoso per essere un grande conquistatore di donne bellissime e un comunista appassionato, che fu colpito molto positivamente dallo stile moderno della giovane artista.

Da allora Frida divenne un'attivista del partito comunista, partecipando a numerose manifestazioni, e nel frattempo si innamorò di Diego, che sposò nel 1929.

La Kahlo seguì poi il marito negli Stati Uniti, dove gli erano stati commissionati alcuni lavori, come il muro all'interno del Rockefeller Center di New York, e gli affreschi per la fiera internazionale di Chicago.

Ma, per lo scandalo suscitato dall'affresco nel Rockefeller Center, in cui un operaio fu raffigurato palesemente col volto di Lenin, a Rivera vennero revocati i mandati. I coniugi tornarono in Messico.

Dopo aver vissuto per anni in due case separate collegate da un ponte, allo scopo di avere i propri spazi artistici, Diego e Frida divorziarono nel 1939 a causa del tradimento di Rivera con la sorella della Kahlo, ma, solo un anno dopo, si risposarono a San Francisco.

A Frida vennero dedicate tre importanti esposizioni, nel 1938 a New York, nel 1939 a Parigi e nel 1953 a Città del Messico e un anno dopo l’ultima, il 13 luglio 1954, la pittrice morì nella sua città natale, Coyoacán.

Oggi la sua abitazione di Coyoacán, la Casa Azul, meta di migliaia e migliaia di visitatori, è rimasta come lo desiderava Diego Rivera, che la lasciò alla sua morte al Messico, ricca di muri colorati, luce e sole, piena di vita e di forza interiore com’era stata la sua proprietaria.

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