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La scuola delle scimmie. Darwin e i fanatismi in scena ai Filodrammatici

  • Viviana Gariboldi

scuola scimmieRisale a pochissimi giorni fa la notizia che in un laboratorio di Shanghai gli scienziati sono riusciti a clonare due scimmiette. Sono passati più di vent'anni da quando, nel 1996, in Scozia è venuta alla luce la pecora Dolly, il primo mammifero clonato. Un evento che, chi ha l'età per poterselo ricordare converrà sicuramente, dominò i dibattiti pubblici e animò le conversazioni famigliari, portando anche il più inesperto cittadino a interrogarsi sulla questione morale dei limiti della scienza e dell'eticità, oltre che dell'opportunità, di poter "fotocopiare" esseri senzienti.

Da allora una varietà di animali sono nati con le medesime modalità di Dolly ma senza il medesimo clamore: tori, cavalli, suini... Fino ad oggi, fino alle scimmiette, macachi in realtà, Zhong Zhong e Hua Hua, quando nuovamente il problema si è presentato in modo pressante. La differenza di trattamento tra tutti gli altri mammiferi e i primati è evidente: la loro clonazione viene vista come l'ultimo passo prima dell'uomo. Curiosamente, un simile allarme e una simile allarmata considerazione circa il futuro dell'uomo viene anche dagli ambienti del clero.

Una fortunata coincidenza temporale ha voluto che proprio in questi giorni debuttasse a livello nazionale La scuola delle Scimmie, scritto e diretto da Bruno Fornasari, in scena dal 25 gennaio all'11 febbraio al Teatro Filodrammatici, che affronta proprio la tuttora difficile coesistenza tra scienza e religione, tra pensiero evoluzionista e dottrina creazionista.

Il vulnus nell'immagine che l'uomo disegna di sé in rapporto all'universo è rappresentato da Darwin e dalla sua teoria sull'origine della specie. Da opera creativa della Divinità, suo prodotto sommo, addirittura sua immagine, l'Uomo si ritroverebbe ad essere solo un tassello della storia dell'evoluzione, un prodotto dell'adattamento, un figlio delle scimmie. Come si può ben comprendere, ce n'è abbastanza per infervorare gli animi e per arroccarsi sulle proprie posizioni.

Da qui si può comprendere la vera valenza della riflessione proposta da La scuole delle scimmie oggi, al di là della fortunata casualità temporale di cui abbiamo dato conto. Fornasari vuole mostrarci i diversi estremismi da cui la nostra società è affetta: dal fanatismo religioso legato ai foreign fighters, al razzismo imperante nelle pieghe della società ove degrado, disoccupazione e abbandono la fanno da padroni, al dirigismo (orrenda espressione figlia degli ancora più orrendi manager vari che hanno soppiantato i ben più umani "preside", "capotreno", "responsabile" e via nominando) imperante di chi sostituisce alla complessità della propria funzione la semplificazione del marketing, fino ad arrivare al paradosso di chi crede che la scienza possa essere la panacea universale, avviluppandosi in un fanatismo che vorrebbe essere una cura per tutti gli altri fanatismi.

È uno spettacolo denso, La scuola delle scimmie, che tocca molti punti (libertà, pedagogia, adolescenza, inclusione, clamore mediatico, finalità e disumanità dell'arte) senza mai perdersi o risultare dispersivo, e che si sviluppa su due piani temporali distanti nel tempo e nello spazio ma coerenti ed omogenei. Gli spunti dichiarati sono infatti il processo che vide imputato nel 1925 John Scopes, professore di scienze naturali che violò il Butler's Act, la legge del Tennesse che proibiva l'insegnamento delle teoria darwiniana, e le Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Secondaria di Primo Grado varate nel 2004 dal nostro Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, dal quale era sparito l'insegnamento della stessa teoria.

Prendendo le mosse da questi due episodi lo spettatore verrà invitato a riflettere come uno studente, si sentirà coinvolto come parte in causa dello studio socio-culturale in atto grazie agli interventi video percepiti come uno shock brechtiano, e non mancherà di ridere e sorridere grazie all'ottima prova di tutto il cast: Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Luigi Aquilino, Sarà Bertelà, Silvia Lorenzo, Irene Urciuoli e uno strepitoso Giancarlo Previati.

La scuola delle scimmie è uno spettacolo di cui oggi si sente il bisogno.

 

Teatro Filodrammatici di Milano

via Filodrammatici, 1 (ingresso Piazza Paolo Ferrari, 6)

dal 25 gennaio all'11 febbraio

prezzi: 22 / 18 / 16 / 11 euro - online con prezzo dinamico da 10 euro

info e prenotazioni: 02 36727550 - biglietteria@teatrofilodrammatici.eu

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