Mais OGM: meno nocivo del tradizionale

maisUn importante studio italiano smentisce rischi per la salute e l'ambiente derivanti dall'utilizzo del Mais ogm, il tanto dibattuto mais transgenico, ossia geneticamente modificato per resistere ai parassiti della pianta senza utilizzare, come nelle colture tradizionali, diserbanti e anticrittogamici.

Lo studio coordinato dal nostro paese ha raccolto dati relativi a 21 anni di coltivazioni in tutto il mondo ed è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports dopo un processo molto lungo che ha coinvolto anche l’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Università di Pisa. Lo studio evidenzia che le colture di mais transgenico hanno una resa superiore dal 5,6% al 24,5%, aiutano a ridurre gli insetti dannosi per i raccolti e hanno percentuali inferiori di contaminanti pericolosi negli alimenti, come micotossine (-28,8%) e fumonisine (-30,6%).

Era il lontano 1996 quando si iniziò a dare il via alla coltivazione del mais transgenico nei seguenti paesi: Stati Uniti, Europa, Sud America, Asia, Africa, Australia, mentre in altri, come l'Italia, l'utilizzo era stato vietato con timori che ora risultano totalmente infondati.

Ricordiamo come ogni anno il mais tradizionale irrorato contro gli insetti dannosi, provochi la moria di milioni di api, utili e necessarie per l'ecosistema. Le api sono infatti considerate un indicatore dello stato di salute della natura e le associazioni di apicoltori denunciano da anni l'impossibilità di coniugare un'apicoltura sostenibile con le colture intensive impestate di sostanze nocive.

Il Mais Ogm viene quindi promosso a pieni voti dalla Scienza perché oltre ad essere più salutare visto che contiene percentuali inferiori di sostanze tossiche, garantisce rese superiori e contribuisce a ridurre la presenza di insetti dannosi, non danneggiando invece quelli utili. Le colture Ogm rappresentano quindi il futuro del pianeta.

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