Parma Capitale della Cultura per il 2020

parma capitale 1Una giuria presieduta da Stefano Baia Curioni, tra dieci candidate, ha nominato Parma capitale della cultura nel 2020, dopo Mantova 2016, Pistoia 2017, Palermo 2018 e Matera 2019 per l’Europa, con un dossier su La Cultura batte il tempo.

La città del Correggio e Parmigianino, di Bodoni, Toscanini e Verdi ha battuto nomi come Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso.

Come ha detto il sindaco Federico Pizzarotti, Parma è  un ”esempio virtuoso e di elevata qualità nella progettazione territoriale a base culturale” e, nel dossier presentato dalla città ci sono sette distretti socio-culturali in diverse aree della città, che diventeranno spazi di creatività, riflessione, innovazione e rigenerazione.

Grazie a cinque milioni di euro, la maggior parte da privati, e al milione del Mibact per la vittoria si potranno realizzare i 32 progetti in programma, divisi in Rassegne, Esposizioni, Cantieri e Produzioni.

Fondata nel 183 a.C. dai Romani, Parma fu un importante centro di riferimento durante la costruzione della Via Emilia, strada che favorì un profondo e rapido sviluppo dell'agricoltura e dell'allevamento ovino in tutto il territorio circostante.

Nel 569 la città fu conquistata dai Longobardi e divenne sede di un ducato mentre, lungo la Via Francigena, castelli e ospizi sorsero per assicurare ospitalità e assistenza a pellegrini e viandanti.

Dal IX secolo, nuclei monastici benedettini promossero un'azione di bonifica del territorio, che permise il recupero delle terre all'agricoltura. 

Progressivamente i vescovi assunsero un forte potere temporale e Parma, negli anni del conflitto tra potere religioso e politico sulle investiture, ebbe ben due antipapi, Onorio II e Clemente III.

La costituzione del Comune, intorno al 1140, segnò l'inizio della rinascita della città, ma i conflitti interni, che videro contrapporsi al predominio ghibellino le famiglie filo papali Sanvitale, Rossi, Lupi, culminarono nello scontro del 1248 e nella sconfitta dell'imperatore Federico II.

Parma fu poi conquistata dai Visconti per passare in seguito agli Sforza, che la dominarono con grandi famiglie signorili, come i Pallavicino, i Rossi, i Sanvitale, i Da Correggio.

Dal 1500 al 1521 la città passò ai francesi, quindi alla Chiesa e nel 1545 Papa Paolo III, per creare uno stato cuscinetto tra lo stato della Chiesa e il potere spagnolo in Lombardia, assegnò il ducato al figlio Pier Luigi Farnese.

I Farnese regnarono incontrastati per due secoli e la città divenne la prestigiosa culla di monumenti e opere d'arte.

Con l'estinzione dei Farnese nel 1731, il Ducato passò a Carlo di Spagna, figlio di Elisabetta Farnese e di Filippo V, che aggiunse a Parma buona parte della bassa reggiana.

Il Congresso di Vienna del 1815 assegnò il ducato a Maria Luigia d'Austria, seconda moglie di Napoleone Bonaparte, che governò dal 1816 al 1847, con una politica assolutista e ministri di origine straniera.

Nel 1847, alla morte di Maria Luigia, il Ducato tornò ai Borbone, poi il plebiscito del 1860 decise l'annessione al Piemonte e quindi al regno d'Italia.

Ai primi del Novecento Parma vide l’avvento delle organizzazioni sindacali e socialiste e la forte opposizione al regime fascista che si stava affermando in Italia.

La ricostruzione e lo sviluppo economico del secondo dopoguerra, ridiedero slancio a Parma che riprese posizione nel mondo artistico e culturale, anche grazie al recupero del suo patrimonio e al rilancio delle sue tradizioni. 

Dal 2003 Parma è sede dell'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e nel dicembre 2015 è stata insignita del titolo di Città creativa della Gastronomia Unesco.

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