Architettura addio al Teatro Litta

mendini465Dal 10 al 18 marzo è in scena al Teatro Litta  Architettura addio, il progetto di performance di Antonio Syxty, produzione di MTM Manifatture Teatrali Milanesi, tratto dagli scritti di Alessandro Mendini.

È un'esperienza teatrale da vivere in due tempi. Lo spettacolo si articola infatti in parte A e parte B, complementari ma non dipendenti, lo spettatore può quindi decidere di partecipare a uno degli eventi.

Il regista Antonio Syxty ha già lasciato il segno nella scena teatrale milanese con l'interpretazione stravolgente e sperimentale del Gabbiano di Cechov e ritorna al Teatro Litta con una pièce ambientale sorprendente, come lo sono le opere di Alessandro Mendini, architetto e artista italiano controverso che ha contribuito al rinnovamento del design italiano.

Tra le molteplici opere pensate nell'Atelier Mendini di Milano ricordiamo le celebri Poltrona di Proust e il progetto del Groninger Museum di Groningen nei Paesi Bassi.

294 mobili1922 min

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1024px groninger museum iloveimg compressed

 

 

L'artista crede nell'architettura come "il nostro principale contenitore, [che] condiziona ogni uomo, nel bene e nel male" e in un design sperimentale, che sia in grado di sorprendere lo spettatore con la sua "anima", un carattere forte che nasce dalla relazione tra gli oggetti e da progetti basati su combinazioni di scale, dimensioni, stilemi e linguaggi diversi.

Dalle sue frasi portate sulla scena scopriamo un concetto di design contemporaneo e avanguardista, quello adatto al nostro paesaggio non più naturale ma urbano.

Mendini ci fa riflettere su quanto oggi l’architettura sia antropomorfizzata, è l’uomo che fa l’architettura ma al tempo stesso essa lo condiziona.

“L’uomo trova la sua massima libertà nella prigione delle sue quattro mura”, scrive Mendini nei suoi testi, cioè progetta e viene definito da ciò che crea. Uomini e architettura sono una cosa sola oggi, non potremmo immaginare la contemporaneità senza il design che assume una personalità e una simbologia che, se ci pensiamo, è sorprendente. Gli oggetti riflettono infatti il nostro agire con essi. Una sedia non è solo una panca o una poltrona ma è un posto di lavoro, una scusa per mangiare in compagnia, un “ordigno per fare conversazione”

Anche i personaggi che ci raccontano i pensieri di Mendini diventano oggetti di scena, entrano in relazione tra di loro in modo insensato, così come, a volte, il design è senza regole e senza schemi. Secondo Mendini, infatti, oggi è opportuno progettare il meno possibile. Nel Manifesto degli addio del 1980 esprimeva così il desiderio di liberarsi da idee preconcette, dai modelli, dai grandi maestri e dagli stilemi convenzionali: Addio progetto autentico: perché qualsiasi realtà è autenticamente finta. / Addio progetto costruito: perché costruire vuole dire distruggere.”

Scoprite l’architettura secondo Alessandro Mendini, scopritela recitata!

Teatro Litta

Corso Magenta, 24 Milano

ARCHITETTURA ADDIO

Parte A – To You 1

sabato 10 – martedì 13 – giovedì 15 – sabato 17

Parte B – To You 2

domenica 11 – mercoledì 14 – venerdì 16

MARATONA ARCHITETTURA ADDIO

domenica 18

Biglietto Parte A+Parte B 24€ (prevendita 1,80€)

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.