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Frida Kahlo al MUDEC: vita e opere di un'icona del 900

frida2018Fino al 3 giugno 2018 al MUDEC di Milano avrete la possibilità di visitare la mostra, a cura di Diego Sileo, FRIDA KAHLO. Oltre il mito dedicata alla più celebre pittrice messicana che è certamente stata una vera e propria icona femminile del Novecento.

Il progetto, frutto di sei anni di studi e ricerche, mette in stretta relazione il rapporto tra la vita e l’opera dell’artista messicana affiancando i dipinti (una cinquantina in totale) a disegni, fotografie e, piacevolissima novità, materiale d’archivio inedito presente grazie al ritrovamento, nel 2007, del ricco archivio della Casa Azul, in cui Frida è cresciuta e dove ha vissuto col marito Diego Rivera parte della sua vita, fino alla morte.

Il percorso espositivo è suddiviso in quattro sezioni: Donna, Terra, Politica e Dolore.

DONNA
Oltre ai primi autoritratti, nella prima parte del percorso sono esposte numerose fotografie di famiglia (Frida era figlia di un fotografo) che la ritraggono sin da piccolissima e le sue lettere ad Alejandro, l’innamorato dell’adolescenza con cui ha vissuto le prime esperienze amorose, che già esprimono la sua capacità di amare appassionatamente che emerge poi nel rapporto con Diego Rivera.
 Salta subito all'occhio tra queste prime opere la capacità dell’artista di fare del proprio corpo un manifesto, esprimendo la propria femminilità in maniera tanto diretta quanto disarmante e fuori da ogni stereotipo, emerge però una nota di dolore, protagonista dell’ultima parte del percorso, ma in qualche modo filo conduttore della vita e dell’opera dell’artista. In modo particolare, in questa prima parte della mostra, la sofferenza si lega alla sua condizione di madre mancata, come nel dipinto Henry Ford Hospital del 1932, in cui l’artista si rappresenta in un letto d’ospedale dopo il suo secondo aborto.

TERRA
Il legame tra Frida e la sua terra natia è sempre stato molto forte e l’ha resa una vera e propria icona della “messicanità”, messicanità che quasi ostenta nella vita e nelle opere dall’abbigliamento alle acconciature (immortalati anche in diversi scatti esposti), ai paesaggi dipinti. In Frida Kahlo è altrettanto forte il legame con la terra come elemento, vista come madre vitale che nutre e abbraccia e rappresentata in diverse opere secondo le tradizioni precolombiane o, a volte, con contaminazioni dall’iconografia orientale.

POLITICA
L’arte, e tutta la vita, di Frida Kahlo non possono essere separate da una matrice storica e culturale specifica e dal suo rapporto con la politica: la stessa artista, nata nel 1907, sosteneva di essere nata nel 1910, l’anno della Rivoluzione messicana.
Frida era dunque una figlia della Rivoluzione messicana, sin dai primi anni aveva in comune con i muralisti la scelta dei soggetti tra la gente del suo popolo, e fu anch’ella immortalata nell’atto di distribuire le armi al popolo da Diego Rivera nel suo murale Distribuzione delle Armi, affrescato sui i muri del Ministero dell’Educazione di Città del Messico.
Diego e Frida furono tra i vertici del Partico Comunista Messicano, insieme accolsero ed ospitarono Trotsky nel 1937, esule politico in Messico.

frida colonna spezzataDOLORE
Frida era affetta da zoppia sin dall’infanzia (per una spina bifida, scambiata per poliomielite) ed è stata vittima a 18 anni, di un incidente che ha provocato danni irreversibili a colonna vertebrale e bacino.
Il dolore è pertanto una presenza costante nella sua vita, così come lo è nella sua opera e ne troviamo traccia lungo tutto il percorso espositivo che si chiude in questa sala in cui vengono raccolte le opere in cui maggiormente si è riversata la sofferenza patita dall’artista. Icona di questa sofferenza è il dipinto del 1944 La colonna spezzata, una tra le opere di Frida più conosciute al mondo in cui la sua colonna vertebrale si è trasformata in una colonna di marmo rotta e l’artista è sorretta da uno dei suoi corsetti e trafitta di spilli.
  

Se l’obiettivo della mostra è quello di uscire dallo stereotipo di un’artista conosciuta forse più per la sua vita e per alcune opere diventante icone, possiamo dire che è stato raggiunto perché la visita ci permette di entrare pienamente nel personaggio, e quasi di vivere sulla nostra pelle la sua sofferenza. Quello che però emerge solo in parte è il forte rapporto tra il dolore e l’energia vitale dell’artista che le permette di superare i limiti imposti dalla sua situazione.

 

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