Ettore Tito in mostra a Milano

Dal 16 marzo al 26 maggio 2018, le Gallerie Enrico (Via Senato 45) di Milano ospitano una mostra che celebra il pittore e scultore Ettore Tito.

Ettore Tito in mostra a MilanoA novant’anni dalla sua ultima personale milanese, allestita nel 1928 nelle sale della Galleria Pesaro, l’esposizione, dal titolo Ettore Tito tra realtà e seduzione, curata da Elisabetta Staudacher , presenta 20 opere del pittore veneziano, tra cui alcuni capolavori provenienti da collezioni straniere.

Viene presentato inoltre l’Archivio Ettore Tito, fondato da Angelo Enrico e da Francesco Luigi Maspes dove si catalogano e si archiviano dipinti del pittore. Il pittore nacque a Castellammare di Stabia il 17 dicembre del 1859 e nel 1867 si trasferì a Venezia dove frequentò l’Accademia di Belle Arti.

Trasse profitto dalla crescente fortuna della pittura di genere contemporanea che si andava diffondendo in Europa con successo nel mercato italiano, grazie a Giacomo Favretto riproponendo scene di vita quotidiana (la cosidetta pittura verista).

Si formò in un circolo artistico che abbracciava pittori come Giacomo Favretto, Luigi Serena e Alessandro Milesi e strinse amicizia anche col pittore olandese Cecil Van Haneen dal 1873. Dal 1859 fu titolare della cattedra di disegno dell’accademia veneziana dove diresse anche la scuola libera del nudo, frequentata da talenti come Amedeo Modigliani e Umberto Boccioni.

Col dipinto La fa la modela si affermò all’esposizione di Belle Arti di Milano nel 1884; del 1893 è Il lago di Alleghe, esposto alla seconda triennale di Brera del 1894 e all’Esposizione Universale di Parigi del 1900.

Dopo il primo successo all’Esposizione Nazionale di Venezia del 1887 con la Pescheria vecchia, ogni edizione della Biennale accoglierà le sue tele negli anni; ma Ettore Tito espose anche a Parigi, a Berlino,a Buenos Aires e a Monaco di Baviera.

Da quel momento fino alla guerra mondiale, spazia il periodo più fortunato di Tito, laureato della medaglia d’oro ricevuta all’Esposizione di Parigi del 1900: pur continuando il filone d’ambiente lagunare, il pittore ripropose temi mitologici quali La nascita di Venere (1903).

Il pittore dipinse Con la rosa tra le labbra (1895), un primo piano di una bella donna bruna; riprese la maternità e le figure femminili in complice compagnia e amicizia; sempre con pennellate un po’ impressionistiche e con la disposizione del colore della tradizione veneta dipinse Le madri (1897) e La maternità (1905);  alcuni suoi quadri annoverano anche tratti eleganti alla Boldini.

In Raggi di sole (1892), raffigurò ragazze intente a parlare sedute in un momento piacevole e confortevole; in altri dipinti venne proposta la laguna quindi l’ambiente paesaggistico.

Alcuni suoi temi ripresero anche pescherie o piazze (Piazza San Marco, Venezia) dove si può notare l’abilità tecnica che si amalgama con effetti di luce e di colore che donano ai quadri una luminosità vivace e un virtuosismo assoluto.

Gli acquisti più prestigiosi all’Estero accolsero temi intimi come Il bagno, mentre in Italia Tito aderì alla tradizione decorativa dei grandi maestri veneziani nel padiglione dell’Esposizione di Roma del 1911 e nei soffitti di Villa Berlingieri (Roma, 1915), oggi ambasciata dell’Arabia Saudita.

Nel dopoguerra, sostituì gli affreschi perduti di Giovan Battista Tiepolo sul soffitto della chiesa degli Scalzi a Venezia, per cui elaborò un progetto di decorazioni a olio su tela portato a termine nel 1933. Ebbe il più alto riconoscimento ufficiale con la nomina ad Accademico d’Italia nel 1929, tra le prime nomine proposte al Re dal Capo del Governo per la classe delle Arti.

L’artista morì a Venezia nel 1941 e seppe conciliare la tradizione del colore veneto con tecniche sia dell’impressionismo (le ampie e libere pennellate) che del verismo (scene quotidiane, di vita vera).

ORARI:

Lunedì- sabato: 10-13; 15-19

Ingresso libero

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