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Coniglio bianco/Coniglio Rosso in scena al Filodrammatici

coniglio faiella ok

Finalmente sono riuscito a vederlo! La stagione passata per una serie di coincidenze avevo mancato di assistere all'interessantissima rappresentazione di Coniglio bianco/Coniglio Rosso del drammaturgo iraniano Nassim Soleimanpour andata in scena ieri 17 aprile al Teatro Filodrammatici di Milano, ultima delle tre date di quest'anno che auspicabilmente verranno replicate il prossimo, per quello che si avvia a diventare, nell'opinione di chi scrive, un classico della moderna drammaturgia contemporanea.

La curiosità era grande soprattutto in considerazione del fatto che un paio d'anni fa avevo assistito per la prima volta alla messinscena di quest'opera al Fringe festival di Edimburgo, in un contesto affatto diverso da quello di ieri sera che ha indubbiamente condizionato a suo modo l'evento. Già perché Coniglio bianco/Coniglio rosso è una sfida per il pubblico e per l'attore/attrice che lo interpreta: ieri, la brillantissima Alessandra Faiella.

Per quanto possa apparire inusuale in una recensione, non dirò molto del contenuto dello spettacolo, se non per cenni molto indiretti, proprio per non influenzare e alterare la percezione di chi in futuro volesse assistervi assaporando completamente l'esperienza della “prima volta”, rispetto alla quale troppe indicazioni potrebbero risultare fuorvianti alterandone la fruizione. 

Dirò soltanto che in questa performance, unica nel suo genere, l'attrice non ha avuto modo di conoscere il copione fino all'entrata in scena. Esso le è stato, infatti, consegnato in busta chiusa/sigillata appena fatto il suo ingresso di fronte al pubblico. Alessandra Faiella ha dovuto, pertanto, misurarsi con un testo a lei del tutto ignoto e rispetto al quale le era stato chiesto di non prendere specifiche informazioni.

Il tema del testo, per mantenerci il più possibile generici, è quello dei meccanismi sociali e individuali che stanno dietro alle scelte di tutti noi, l'influenza del potere e dell'opinione, le radici della violenza. Questo e molto altro, in un setting che porta in gioco tutti i presenti alla rappresentazione che sono chiamati alla compartecipazione emotiva, riflessiva e (per alcuni) anche attiva, con l'assunzione di ruoli precisi delineati nel copione che, oltre a sviluppare le riflessioni profondissime dell'autore rappresenta un vero e proprio manuale di istruzioni su come lo spettacolo deve svilupparsi.

La cosa interessante, anche per chi ha già avuto modo di assistere allo spettacolo, è che al di là di ogni retorica teatrale ogni rappresentazione non è mai uguale all'altra, proprio perché cambiando attore e pubblico cambiano completamente le reazioni alla proposta di Nassim Soleimanpur, giovane artista, a cui è stato ritirato il passaporto per il suo rifiuto a prestare il servizio militare nel suo paese, l'Iran appunto.

Coniglio bianco/Coniglio rosso è una formidabile cartina di tornasole per portare alla luce l'indole delle persone e le caratteristiche dei vari pubblici. L'esperienza di chi assiste per la prima volta allo spettacolo e di chi vi assiste più volte è qualitativamente diversa, ma ugualmente interessante, per il coinvolgimento diretto nel primo caso e per le chiavi di lettura che offre nel secondo.

Solo per farvi capire: la prima volta che ho visto Coniglio Bianco/Coniglio Rosso ero ad Edimburgo, in un'aula universitaria, trasformata in teatro per l'occasione, in un'atmosfera estremamente raccolta e intima che ha facilitato di molto l'emergere del pathos e delle riflessioni, con un attore che, sopreso quanto noi di quanto stava accadendo si è abbandonato completamente al flusso del testo. Pubblico, quello d'oltremanica, sicuramente più educato e capace di ascolto di quello italiano incapace di silenzio e con una certa tendenza alla chiacchiera fuori luogo e alla risatina isterica che, probabilmente ieri sera non ha consentito di vivere l'esperienza in tutta la sua pregnanza. Aiutando poco Alessandra Faiella, a cui vanno fatti comunque i complimenti, per essersi saputa mettere in gioco e per la sua vis comica di indubbia qualità.

Ma Coniglio Bianco/Coniglio rosso è così. Dice molto su chi vi assiste. E, personalmente, mi ha aperto interessantissimi squarci di consapevolezza sul nostro essere come popolo, in questo momento storico.

Vi ho incuriosito? Se sì, occhi aperti sul programma della prossima stagione. Perché Coniglio Bianco/Coniglio rosso potrebbe tornare.

Teatro Filodrammatici

Via Filodrammatici 1 - ingresso Piazza Ferrari 6, Milano

Info: tel. 02 36727550

 

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