GUIDO PAJETTA

  • Eloisa Ticozzi

Galleria Rubin inaugura la mostra “Guido Pajetta, opere degli anni cinquanta e sessanta” dedicata a un notevole artista del Novecento italiano.

schermata 2018 05 20 alle 09.48.05 minI dipinti sono stati esposti con la collaborazione dell’Archivio Pajetta - Catalogo con una presentazione del Prof Paolo Biscottini - dall’11 maggio al 3 giugno 2018, con inaugurazione giovedì 10 maggio alle ore 19.00. Guido Pajetta, nato nel 1898, attraversa quasi tutto il ventesimo secolo, venendo in contatto diretto con le principali tendenze e avanguardie del periodo. Formatosi all’accademia di Brera, partecipa alle Biennali di Venezia del ’28, del ’30 e del ’32 e alle Quadriennali romane del ’31 e ’35 nella scia di Sironi e della pittura novecentista.

Fra i suoi compagni dell’ Accademia ci sono Soldati e Ghiringhelli che parteciperanno al primo astrattismo italiano e un futuro chiarista De Amicis. Parallelamente la sua carriera espositiva si afferma nelle principali gallerie private del suo tempo: la Galleria Milano, il Milione e Gianferrari. Le sue opere sono figurative e trattano il tema principale che è la donna, l’elemento caratterizzante di varie pose e di raffigurazioni (Donna assorta nella lettura del 1955, Donna che reca fiori del 1968, Donna con fruttiera del 1965).

Le figure sono rappresentate con un taglio intimistico e soprattutto con colori principali  (blu, rosso e giallo). Per il nascente e autoritario fascismo, si reca a Parigi dove è influenzato da varie correnti come il surrealismo e il cubismo di Pablo Picasso ma anche dall’esplosivo ambiente artistico dell’epoca e dal post espressionismo con la sua sofferta interiorità dal quale il pittore ne trarrà spunto.

A Parigi il pittore viene a contatto anche con il Fauvismo (dal francese la parola fauves significa “belve, selvaggi”), una corrente artistica di breve periodo nei primi anni del Novecento, in cui veniva esaltato il “ruolo della figura pura” e del “colore esplosivo”. La pittura di Pajetta viene più volte esposta in una delle migliori gallerie parigine del primo dopoguerra, la Galerie Le Niveau. Tornato in Italia alla vigilia del conflitto, riprende nel secondo dopoguerra una brillante carriera espositiva che lo porta a Parigi, alla galleria Drouant David, la stessa di Giorgio De Chirico, e alla galleria londinese, la Roland, Browse and Delbanco, che lo presenta in numerose mostre personali o insieme a figure del calibro di Henry Moore e Amedeo Modigliani.

Il pittore muore a Milano nel 1987.

Galleria Rubin, Via Santa Marta 10

ORARI

Martedì – sabato  15-19.30

ingresso libero

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