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Le Lacrime Amare di Petra Von Kant a Teatro Libero. Uno sguardo beffardo su amore e dominio

lelacrimeamareDal 15 al 17 maggio va in scena a Teatro Libero Le Lacrime Amare di Petra Von Kant, un adattamento dall'omonimo testo di Fassbinder con la regia di Tiziana Bergamaschi e di Tobia Rossi.

Le Lacrime Amare di Petra Von Kant si presenta come una mise en espace, ovvero una realizzazione a cavallo tra la lettura scenica e uno spettacolo tradizionalmente inteso; è una performance agita ma ancora supportata dalla lettura delle battute. Un coraggioso test, nelle intenzioni dei registi, per verificare se questo testo del 1971 possa ancora parlare al pubblico contemporaneo.

La risposta degli spettatori presenti alla prima è stata indubbiamente positiva, non solo per l'intensa prova dell'ottimo cast (Monica Faggiani, Valentina Ferrari, Bianca Iannaccone, Marisa Miritello, Elisabetta Torlasco e Greta Zamparini) ma anche poiché sotto la facciata degli struggimenti amorosi della protagonista, il testo indaga le dinamiche di potere sottese al rapporto sentimentale.

Petra è una giovane e affermata stilista di moda, reduce dalla morte del primo marito e dal divorzio dal secondo, la repulsione nei confronti del quale cresce di pari passo con l'affermarsi del potere economico di lei. Grazie ad un'amica, Petra conosce Karin, donna giovane, bella ed ignorante, per la quale si accende di passione. Senonché Karin la tradirà gettando l'ormai prostrata Petra in un abisso di alcool e disperazione, che la porterà a disconoscere amicizie e rapporti famigliari, in primis la giovane figlia alle prese con i primi emozionanti ed insicuri palpiti amorosi, e la madre, che con le reiterate visite alla tomba del defunto marito lascia intravedere la possibilità di un sentimento che non muta nella sostanza, non avvampa e non si consuma nel tempo in cui può ardere un cerino. Un amore persistente ma non ostinato, quale invece anima lo sguardo di Marlene, assistente personale di Petra, figura bistrattata, muta nella sua obbedienza ma giudicante in ogni singola occhiata. È un "amore resistente", il suo. Se fossimo in un film hollywoodiano, il suo orgoglio si rivestirebbe di una pelle d'ebano.

Il rimando mentale al mondo cinematografico non è casuale. L'impressione, perdurante per tutto lo spettacolo e confermata nell'incontro finale dei registi col pubblico, è di trovarsi in un film degli anni 50, un mélo: unica ambientazione nel salotto di casa, alcool a fiumi di prima mattina, cast (in questo caso tutto femminile) che ruota intorno alla diva del momento, grandi passioni e cambiamenti repentini.

Indubbiamente un taglio interpretativo azzeccato e congeniale al meccanicistico carillon della pièce portata in scena, in cui ogni personaggio rispecchia una fase dell'esperienza amorosa e si configura quasi come un ingranaggio, una ruota dentata che può muovere o essere mossa, schiacciare o essere schiacciata. Si tratta di rapporti di potere e di dominio, ma con la leggerezza ed il distacco che il genere mélo consente, e che qui si esplicano nelle scelte musicali attinte dal meraviglioso repertorio americano degli anni 50, che diventano un vero commento ironico all'azione, come Tequila di Chuck Rio, fino a suscitare nei cinefili un sarcastico sorriso al grottesco confronto situazionale a cui le note di Love is a many splendored Thing fanno subito pensare.

In questo beffardo gioco di distacco e rimandi, a me vien da pensare che la natura ibrida della mise en espace non debba essere necessariamente vista come una fase di transizione, il test di cui si è riferito, e che i fogli del copione lanciati o lasciati cadere sul palco dopo essere stati letti, vissuti e interpretati non siano solo un supporto mnemonico di cui sbarazzarsi a funzione esaurita. Quelle candide tappe del meccanismo esistenziale ormai superate assomigliano tanto a dei fazzoletti, che non asciugano ma fanno sgorgare le lacrime amare di Petra Von Kant.

 

Teatro Libero

Via Savona 10, Milano

dal 15 al 17 maggio

biglietto unico 10 euro

info e prenotazioni: 02 8323126 - biglietteria@teatrolibero.it

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