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Spatium. 35 artisti ed 1 regista per 6 Comuni della Pianura Bergamasca

Nell’ambito del ciclo di mostre dal titolo Le stanze del contemporaneo, con Spatium, si indaga il tema dello spazio, il rapporto creato dagli artisti con il territorio che li ospita e con i luoghi ricchi di storia e tradizioni in cui sono stati invitati ad esporre.

spatium-35-artisti-un-regista-per-sei-comuni-della-pianura-bergamasca-mostre-arte-pittura-scultura-fotografia-tiziana-leopizziAntico e contemporaneo si confrontano e dialogano in contesti d’eccezione situati nella provincia bergamasca: da Palazzo Botti a Torre Pallavicina, da Palazzo Visconti a Brignano Gera d’Adda, dal Castello di Pagazzano a Palazzo Giovanelli a Morengo, da Villa Colleoni a Cortenuova fino a Palazzo Tirloni a Covo.

Luoghi fortemente connotati dal punto di vista storico e artistico. Proprio per questo la curatrice Angela Madesani non ha chiesto agli artisti coinvolti, di creare opere site specific ma di scegliere, dopo aver visto lo spazio, i lavori da esporre. L’obiettivo è quello di creare un fil rouge che leghi contesti, artisti e opere tra loro e che permetta al pubblico di comporre un suo personale percorso di fruizione della mostra.

Spatium è un termine che racchiude in sé differenti accezioni, così come la mostra: rappresenta lo spazio reale, la superficie, l’estensione delle sale e dei luoghi che ospitano le opere. Rappresenta al tempo stesso anche lo spazio interiore e fisico che i lavori degli artisti occupano e infine lo spazio inteso come la distanza che separa le varie sedi e che il visitatore deve percorrere, in un percorso di scoperta di luoghi, persone e cose.

I temi spesso riguardano l’uomo e il suo rapporto con il passato, con se stesso e con la società contemporanea e il linguaggio e i differenti media artistici con cui si può comunicare o che esprimono l’assenza di comunicazione.

Il percorso espositivo vede esposte sculture, installazioni e opere di grande formato: Giulia Marchi lavora sul concetto di punto di vista; Nicolò Cecchella usa scultura, fotografie e installazione; Gregorio Botta e Jacopo Mazzonelli lavorano anche con il suono; Hidetoshi Nagasawa, Pietro Coletta e Satoshi Hirose pongono in dialogo la cultura orientale e quella occidentale. Interessanti riflessioni sulla scultura sono anche quelle di Marco Di Giovanni, Giovanni Termini, Josè Barrias Ilaria Cuccagna, Andrea Liberni, Gianluca Quaglia, Paola Risoli, Ulrich Egger, Angelo Barone, Giuseppe Buffoli, Chiara Leccae, Anne e Patrick Poirier.

Da non perdere anche le opere per esterni, come l’opera site specific di Daniele Nitti Sotres per l’esterno di Palazzo Visconti e quelle di Nataly Maier, Daniele Salvalai e Alessio Barchitta installate nel bellissimo giardino di Cortenuova. Si prosegue in sedi più piccole come il giardino privato di Palazzo Tirloni a Covo, che ospita i lavori di Luciano Maciotta sul recupero e la trasformazione dell’energia e di Marco Tronci Lepagier, o a Morengo dove Sara Frattini mette in scena una riflessione sul concetto di spazio fisico e mentale.

E ancora opere di fotografia, video e pittura: Palazzo Botti dà spazio al pittore Manuele Cerutti, ai fotografi Massimiliano Gatti e Giovanni Scotti e al videoartista Eelco Brand, mentre nel Castello di Pagazzano in una lunga sala non affrescata, potete vedere il corto intitolato Lo Sguardo di Michelangelo del regista Michelangelo Antonioni in dialogo con le fotografie di Aurelio Amendola e con alcune immagini di Leonardo Genovese. Nelle carceri del Castello di Covo i lavori di Rachele Moscatelli sono posti in dialogo con l’angusto spazio.

Tiziana Leopizzi

Spatium

a cura di Angela Madesani

2 giugno - 15 luglio 2018

35 artisti ed 1 regista per 6 Comuni della Pianura Bergamasca: 
Brignano Gera d’Adda - Cortenuova - Covo 
Morengo - Pagazzano- Torre Pallavicina 

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