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L'affascinante bohémien Amedeo Modigliani

Amedeo Clemente Modigliani, nasce a Livorno il 12 luglio 1884. Nel 1870 la madre Eugenia Garsin era stata destinata a Flaminio, rampollo di una famiglia ebrea di rigorosa osservanza. La famiglia Garsin era molto colta, parlavano in famiglia tre o quattro lingue.

modiglianiNel 1898 l’artista si ammala di una febbre tifoidea che gli avrebbe danneggiato gravemente i polmoni e si narra che ebbe , nel delirio della febbre a quattordici anni , la convinzione di proseguire in modo totalizzante la disciplina artistica.

Inizia così a seguire le lezioni del pittore Guglielmo Micheli e impara in fretta le varie tecniche. Eugenia nel 1899 scrive: “Dedo … non fa più che della pittura, ma ne fa tutto il giorno e tutti i giorni con un ardore sostenuto che mi stupisce e mi incanta”. Nel 1902 si trasferisce a Firenze dove studia il disegno libero ritraendo corpi nudi e fa vari incontri con artisti che ritroverà poi a Parigi.

Nel 1903 si trasferisce a Venezia dove si iscrive alla “Scuola libera di nudo” dell’Istituto di Belle Arti. Amedeo a Venezia ritrae Fabio Mauroner, concepito nel dipinto ancora in modo un po’ tradizionale; egli faceva parte della cerchia di amici che Amedeo frequentava fra cui spiccavano Umberto Boccioni e Guido Cadorin. In questo periodo inizia a sperimentare lo spiritismo e l’hashish, tutto ciò che porterebbe l’artista a sperimentare un mondo diverso, alterando i sensi e il fisico  ed esaltando l’immaginazione (come aveva teorizzato Charles Baudelaire).

L’artista si trasferisce a Parigi, precisamente a Montmatre che era un quartiere celebre per essere il ricetto di giovani artisti richiamati dall’impressionisti. La vera accademia a Parigi sono i caffè e i bistrot dove vengono condotte accese discussioni sull’arte e sulla cultura.

A Parigi incontra Pablo Picasso, André Derain, Diego Rivera e molti altri; molti artisti in un’accezione molto ampia del termine, si incontrano a Parigi che assurge ad un ruolo sociale e artistico privilegiato. Comunque nel marzo 1908, al Salon des Indépendants, Modigliani presenta l’Ebrea, due nudi, uno studio, l’Idolo e un disegno. In questo periodo conduce una vita da vero bohémien; Modì (uno dei suoi soprannomi) amava bere in compagnia di Maurice Utrillo, il figlio della modella Suzanne Valadon, anche lei pittrice e donna libera ed emancipata.

Intorno alla fine del 1909 dipinge Il Violoncellista, usando come modello un amico, che durante le sedute di posa, si esercitava con lo strumento. Insieme a due studi, al Mendicante di Livorno, La Mendicante e Lunaire, Il Violoncellista fu esposto al Salon des Indépendants.  In Il violoncellista in cui alle spalle del musicista appare un scorcio del letto e del camino al fine di rendere uno spazio confortevole col suonatore.  La linea sottile e filante che caratterizza il profilo della figura, la forma dello strumento e il movimento del braccio introducono il pittore al suo definitivo stile maturo in cui la linea sarà l’essenza del movimento.

modigliani1 min minNel 1915 Modigliani dipinge Testa di donna dai capelli rossi, acquistato dal mercante Paul Guillame, che si interessò al pittore dal 1914 al 1916. Questa pittura risente di Le Demoiselles d’Avigonon del 1907 in quanto c’è nel quadro, una scomposizione leggera in figure geometriche tipica del cubismo (la donna ha un perfetto ovale e un collo cilindrico), ma è mediata dalla sensibilità e dalla personalità del pittore.

Un incontro molto accesso fu quello sicuramente fra Amedeo Modigliani e la poetessa russa Anna Achmatova ritratta successivamente. Si conobbero a Parigi perché lei era in viaggio di nozze con il primo dei tre mariti nel 1910. Durante il carnevale del 1917, Modigliani incontra una giovane allieva dell’Académie Colarossi. Minuta, capelli castani dai riflessi rossi e un incarnato chiaro e pallido; si chiama Jeanne Hébuterne e ha diciannove anni. Nel luglio 1917 Jeanne e Amedeo affittano uno studio all’8 di Rue de la Grande Chaumière. Léopold Zborowski, uomo e amico intellettuale e colto che organizza un’esposizione dove Modigliani espone dei nudi artistici (come Nudo sdraiato a braccia aperte) che però hanno in quel periodo storico poco mercato.

Nel 1918 l’artista dipinge Léopold Zborowski (Léopold Zborrowski), l’amico poeta che si era votato al commercio e alla promozione dei pittori, anche di quelli esordienti. Il colletto della camicia è aperto da cui ermerge un volto allungato e giovanile dagli occhi grigi senza pupille. Bambina in azzurro dello stesso anno è una pittura dove il disegno è sottile, quasi incisivo. La capigliatura nera della bambina contrasta con le pupille azzurre e ipnotiche. Secondo alcuni autori, il dipinto fu eseguito prima della partenza del pittore per Nizza.

Modigliani e Jeanne si trasferiscono nel Sud della Francia e Modigliani per dipingere, schiarisce la tavolozza e dipinge principalmente paesaggi. Paesaggio nel Midi del 1919 è caratterizzato da una scansione prospettica del paesaggio risolta decorativamente mediante pennellate di colore vibrante e sfumato. Donna dagli occhi blu del 1919 ritrae una giovane donna (probabilmente Jeanne Hébuterne) con occhi uniformemente azzurri, privi di pupilla con capigliatura castana raccolta in uno chignon. La caratteristica fondamentale di Modigliani è l’estremo allungamento delle linee e le figure slanciate come i colli sottili e lunghi.

La coppia ritorna a Parigi e la mattina del 24 gennaio 1920, Modigliani muore per una meningite tubercolare. All’inizio degli anni 1906-1907, lo stile di Modigliani è semplificato, derivato da Gauguin, Munch e Toulouse- Lautrec. Esercitò anche un approccio al nudo quasi rodiniano , spesso delineato da un’unica linea di contorno: una tecnica che avrebbe continuato a perfezionare. I primi dipinti di Modigliani furono strettamente legati a quelli di Picasso in particolar modo al suo “periodo blu” ma la sua formazione di artista era tutta antica italiana, dai gotici al pieno ‘500, fino a introiettare Fattori e i macchiaioli.

Risentì nell’ambito della scultura della cultura primitiva africana e dello scultore rumeno Constantin Brânςusi.

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