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Sulle ruote me la rido: in viaggio su una sedia a rotelle motorizzata

Fra i libri pubblicati in Italia nell'ultimo anno, menzione speciale all'ultimo Premio Zanibelli, vogliamo consigliarvi “MP3. Sulle ruote me la rido” (di Matteo Premi con Maria Chiara Oltolini, pubblicato da Edizioni San Paolo), un racconto ironico e profondo sulla disabilità, sull'importanza della curiosità, dell’ironia, delle passioni e delle relazioni.

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MP3. Sulle ruote me la rido è il racconto in prima persona di un’avventura speciale, lunga vent'anni, che ha come protagonista Matteo, nato da un parto prematuro di ben cinque mesi che gli ha causato una tetraparesi spastica grave. Matteo ci racconta le sue normalissime passioni, le sue aspirazioni, tradotte in realtà grazie alla forza di volontà, all'energia e alla curiosità che caratterizzano la sua personalità. Nel descriverci la sua quotidianità ci ricorda però anche che ogni conquista è frutto di un lavoro di squadra, con i famigliari, gli amici, i compagni di classe e gli insegnanti. Il libro stesso è la testimonianza che ogni impresa apparentemente impossibile può essere tradotta in realtà, in questo caso dalla penna della bravissima coautrice milanese Maria Chiara Oltolini, grazie alla quale ascoltiamo limpidamente la voce di Matteo cantare le sue canzoni preferite, che inaugurano ogni capitolo: queste strofe non sono semplicemente una colonna sonora di sottofondo, è il libro stesso a trasformarsi in un mp3 che ci invita a leggere il racconto a tempo di musica.

L’altra curiosità di quest’autobiografia (quasi) impossibile è che viene presentata come un lungo viaggio… in ascensore! Ciascun capitolo ci fa conoscere più in profondità la personalità del nostro protagonista, ma allo stesso tempo ci fa salire un po’ più in alto e ci permette di osservare la realtà da una prospettiva ogni volta diversa, aperta a un orizzonte sempre più ampio. Questa metafora ci ricorda, giocosamente, che ogni libro è uno strumento che ci permette di viaggiare, senza fatica, nello spazio e nel tempo. Matteo ci invita a mettersi nella sua prospettiva e grazie a lui e a Herbie, la sua sedia a rotelle motorizzata, ci scopriamo più leggeri e curiosi: tutto diventa occasione di scoperta, del mondo esterno e soprattutto di se stessi. Matteo è uno spirito curioso, provocatorio, giocoso, mai stanco, che vuole sempre stupire e spiazzare (fin da quanto è venuto al mondo con cinque mesi d’anticipo), mosso da un istinto di leggerezza: “A volte mi piacerebbe essere un’aquila e voltare oltre l’orizzonte. […] Le mie ali mi porterebbero sopra mari e monti, sulle isole sperdute e sulle grandi riserve naturali. Vedrei dall'alto tutti quei paesi che mi descriveva mio papà ogni volta che tornava da una trasferta. E se a un certo punto mi stancassi di viaggiare, potrei sempre starmene sospeso, leggero, come una piuma portata dal vento. Del resto, chi si muove su una sedia a rotelle deve imparare a lasciarsi portare”.

Attraverso immagini come questa, la scrittura di Maria Chiara Oltolini riesce a materializzare delicatamente l’anima giocosa di Matteo e a conferire all’opera un andamento verticale: si sale in alto senza fare fatica e, una volta chiuso il libro, rimane la curiosità di sapere come continuerà quest’ascesa, questo volo con le ruote.

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