Politica e finanza: le logiche dei mercati

Politica e finanza, come dovrebbe essere, o Finanza e politica come purtroppo pare che sia?

Ricordo prima delle recenti votazioni, una affermazione che non può non far sorgere la domanda posta sopra. È del Commissario UE Günther Oettinger che ha detto: "i mercati insegneranno agli italiani come votare". A parte l'interferenza in questioni interne di un'altro Stato, l'affermazione più preoccupante è che sottolinea che la politica deve essere al servizio della finanza, dell'economia, e che devono essere queste a redigere e dirigere le regole di comportamento. Una affermazione, a mio avviso, molto grave, anche se purtroppo i fatti portano in questa direzione.

La Politica, pi maiuscola, deve riprendere il suo ruolo rispetto all'economia; è noto a tutti che attualmente la politica è succube delle dinamiche finanziarie, è sufficiente vedere come ci si inchina alla dittatura dello spread, un elemento artificiale che ci tiene legati a una catena penalizzante. Il termine "spread" è parola inglese che indica la differenza di rendimento tra titoli di Stato italiani e tedeschi. Sperimentiamo tutti i giorni come l'aspetto economico sia privilegiato sui diritti della persona, ad esempio nel campo sanitario, ma non solo, dove per risparmiare, campo dell'economia, si calano le prestazioni.

È la Politica che deve comandare l'economia e non viceversa.

La Politica deve avere come compito principale garantire il Bene Comune, che può avvenire anche con il contributo dell'economia. La gravità resta il fatto che la politica, troppo spesso, lascia campo all'economia, sottomettendosi alla logica dei mercati finanziari.

Perché ciò avviene? Probabilmente perché la Politica – i politici – non ha più la forza morale, che è quella qualità che permette di essere al servizio di un Bene Comune che operi a 360°. Per Forza Morale è da intendersi la vita pratica considerata nel suo atto fondamentale di scelta tra bene e male, giusto e ingiusto. Che rispetta i principi di Giustizia e Onestà, che non è puramente economico.

Cito ancora una volta la Dottrina Sociale della Chiesa, la quale dovrebbe essere, almeno per quei politici cattolici ( ma ce ne sono ancora?), una guida importante che, unitamente alla Costituzione e alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, dettano la via Politica.

Mi limito a citare solo il paragrafo 171, della D.S.C. che recita: "Quanto più il sistema economico-finanziario mondiale raggiunge livelli elevati di complessità organizzativa e funzionale, tanto più si pone come prioritario il compito di regolare tali processi, finalizzandoli al conseguimento del bene comune della famiglia umana. Emerge concretamente l'esigenza che, oltre agli Stati nazionali, sia la stessa comunità internazionale ad assumersi questa delicata funzione, con strumenti politici e giuridici adeguati ed efficaci".

Oggi il nostro sistema politico è in grado di applicare questi strumenti? Speriamo proprio di si, perché continuare a subire i dettami di chi vuole che siano l'economia e la finanza a guidare la politica, ci porterà inevitabilmente verso un futuro penalizzante. La Politica, pi maiuscola, non può e non deve sottostare ai dettami economico-finanziari interni o, peggio ancora, di Stati esteri. Bisogna avere il coraggio di riprendere in mano il vero significato di fare e essere Politica. 

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